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Chi se ne frega dello sport? No, non siamo d’accordo!

La salute, di tutti, è la cosa più importante. Ma c’è davvero bisogno di dirlo? Dovrebbe essere chiaro ma meglio specificare visto il clima di psicosi collettiva che si respira in questi tempi d’emergenza.

Detto questo, ci capita spesso di leggere sui social network opinioni negative riguardanti lo sport ed una sua eventuale ripresa. Chi se ne frega di quei milionari che corrono dietro ad un dischetto? Chi se ne frega se l’hockey non può ricominciare? Ci sono cose molto più importanti in questo momento che parlare di dischetto bastoni e pattini.

Ogn’uno ha chiaramente diritto di avere la sua opinione. Ma noi non siamo per niente d’accordo. O vogliamo veramente parlare solo di coronavirus ed immergersi nel terrorismo mediatico che si è venuto a creare?

Lo sport – l’hockey su ghiaccio nel nostro caso – è aggregazione, è competizione, è desiderio di confronto. È inoltre, specialmente al giorno d’oggi, un lavoro a tutti gli effetti. Per i giocatori certo, per i dirigenti dei club e pure per gli arbitri. Ma anche per tutte quelle persone che lavorano dietro le quinte – e sono centinaia… – e pure per quelle attività – ristorazione, turismo, materiali, gadgets, ecc… – che allo sport sono direttamente collegate. Stiamo parlando insomma non solo di passione per pochi eletti ma di un lavoro per tantissime persone. Non dimentichiamo poi tutte quelle persone che lo sport lo seguono per lavoro. Noi di Leading Sport nel nostro piccolo – anche noi a rischio fallimento nel caso di cancellazione della prossima stagione – ma tutti i giornalisti, blogger e operatori TV e così via.

E che dire dei vari sponsor che nello sport ci investono? E dei ragazzi che proprio grazie allo sport imparano a condividere i valori della vita?

Se si parla di quando riaprire le varie attività della vita quotidiana, è giusto anche parlare di quando si può ricominciare a praticare e seguire lo sport. Perché coinvolge migliaia di persone ed è la vita per migliaia di persone.

Tra poco sarebbero dovuti iniziare i campionati del mondo di hockey su ghiaccio. Proprio nella nostra Svizzera. Chi considera un evento come i campionati del mondo di hockey su ghiaccio unicamente una competizione sportiva… si sbaglia di grosso. C’è la passione della gente, c’è il turismo, c’è la promozione di una o più regioni, c’è il lavoro di tantissime persone.

Pertanto no, noi non ci stiamo. Non ci stiamo quando leggiamo, o sentiamo, frasi del tipo “chi se ne frega dello sport” ora ci sono cose più importanti.

Non ci stiamo perché lo sport regala forti emozioni e tutti ben sappiamo che le emozioni sono il sale della vita. Altrimenti saremmo tutti dei robot, con un chip impiantato nel polso ed un app a controllarci, senza personalità. Forse questa è la direzione che sta prendendo il mondo ma di nuovo, noi non ci stiamo.

Noi vogliamo tornare a guardare lo sport. Dal vivo, ovviamente. Con le piste stracolme di tifosi, ovviamente. Purtroppo non sappiamo ancora quando questo sarà possibile. Le ipotesi più pessimistiche parlano di estate 2021 se parliamo di tornare a riempire gli stadi e le piste. La nostra speranza è invece che il tutto possa accadere molto prima.

Egoisticamente lo vogliamo per noi e per la sopravvivenza del portale Leading Sport. Più in generale invece, lo vogliamo per tutti quei giocatori che hanno fatto dell’hockey su ghiaccio la loro professione facendo grandissimi sacrifici. Lo vogliamo per tutti i club che ogni anno lavorano duro per regalare agli appassionati uno spettacolo fantastico. Lo vogliamo per tutti coloro che lo sport lo seguono per lavoro. Lo vogliamo per tutte quelle persone che lavorano dietro le quinte e che di certo non guadagnano uno sproposito ma sono fondamentali e fanno ciò che fanno con grandissima passione. Lo vogliamo per tutti coloro che nello sport investono.

E lo vogliamo evidentemente anche per i tifosi, senza i quali lo sport non sarebbe la stessa cosa. Lo sport è per i tifosi, dopo tutto. Quando si tornerà a giocare insomma, deve essere con i tifosi. Lo abbiamo detto tante volte e lo ripetiamo pure in questa occasione: no tifosi, no sport. Meglio aspettare qualche mese in più e ripartire “alla grande” piuttosto che accelerare i tempi e partire in maniera monca.

Magari non si potrà ripartire a breve. Magari non si potrà nemmeno giocare la prossima stagione o si potrà giocare solo su pochi mesi.

Tuttavia, non si può dire “chi se ne frega dello sport”. Non lo si può dire per tutti i motivi che abbiamo elencato in precedenza. Pertanto è giusto, anzi doveroso, parlarne e cercare di studiare un modo per ripartire.

Noi non crediamo che questo virus sia in tutto e per tutto un male. Forse avevamo tutti bisogno di “una lezione” per capire che il mondo, così, non poteva forse andare avanti.

Basta vedere i canali di Venezia tornati ad essere puliti dopo tempo immemore, tante persone non li avevano mai visti così. Basta vedere quegli animali selvatici che sono tornati a popolare aree che non frequentavano da anni causa abuso degli esseri umani. Basta vedere la riduzione dell’inquinamento. Basta vedere che forse, finalmente, molta gente si è resa conto che nella vita non ci sono solo soldi e lavoro. Basta vedere che la globalizzazione, così come concepita, è un vero e proprio flop che arricchisce pochi ed impoverisce i più. E potremmo continuare…

Tuttavia, crediamo pure che molte cose devono tornare ad essere come prima. Magari anche migliori. Incluso lo sport, che non sarà la cosa più importante della vita… ma di certo, quanto meno per noi, è una delle cose più importanti tra quelle meno importanti.

E quando potremo tornare a vivere le emozioni che solo lo sport sa regalare lo faremo con ancora più passione.

Anticipatamente, vogliamo ringraziare sin d’ora tutti i club, tutti i giocatori e tutti gli addetti ai lavori – pure quelli che lavorano dietro le quinte – che certamente stanno lavorando per tornare a farci emozionare.

Grazie. A prestissimo!

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