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È finita, giustamente. Non si giocherà più a hockey su ghiaccio – quanto meno in National League – questa stagione. La prima sensazione? Una grandissima tristezza. Secondo pensiero? Una grandissima tristezza.

Si è soliti dire, specialmente nell’hockey su ghiaccio, che non è finita finchè non è finita. Ma questa volta quella brutta bestia chiamata coronavirus ha deciso di far calare il sipario sulla stagione corrente. Sportivamente parlando, il coronavirus ha segnato un gol in gara-7 che ha di fatto chiuso i giochi.

Contrariamente al solito tuttavia, in questo caso non può gioire proprio nessuno.

È finita, giustamente. Perché la salute viene al primo posto. Perché giocare senza pubblico sarebbe stata una tristezza assoluta – no fans, no hockey – e perché in questo momento c’è altro a cui pensare.

Certo, dispiace da morire. Eravamo tutti pronti a gustarci la fase più emozionante della stagione. Eravamo tutti pronti a riempire le piste ed abbracciarci dopo le reti della nostra squadra del cuore. Ed invece, dovremo rimandare il tutto almeno a settembre… quando, ne siamo certi, ci godremo ancora di più il nostro campionato di hockey su ghiaccio.

Già, perché ora – nel male – è comunque il momento di pensare positivo.

È il momento di pensare che nel giro di qualche mese l’hockey su ghiaccio dovrebbe tornare a farci emozionare. Ed è pure il momento di pensare che forse questa crisi, questa tragedia, potrebbe pure avere dei risvolti positivi. Come il miglioramento delle condizioni d’inquinamento per esempio… o come il ripensare il mondo d’oggi e rendersi conto che forse, ogni tanto, varrebbe la pensa fermarsi o quanto meno rallentare i nostri frenetici ritmi di vita basata solamente sui soldi, sul consumismo e sull’egoismo.

Potrebbe insomma essere il momento di pensare alle cose davvero importanti della vita… come la famiglia, la salute e perché no i propri animali domestici.

Poi certo, parafrasando Arrigo Sacchi, l’hockey su ghiaccio – lui parlava di calcio, ma è uguale – è la cosa più importante tra le cose meno importanti della vita.

E proprio in questi momenti, in fondo, ci si rende conto di quanto lo sport sia importante. Quanto sia aggregazione ed emozione. Se ne renderanno conto anche molte “dolci metà” di sesso femminile. Saranno probabilmente loro, tra poche settimane, a lanciare una petizione per far ricominciare lo sport causa depressione dei mariti/compagni 🙂

Gia, loro che dicono sempre “ma cosa ci trovi a guardare 10 deficienti che corrono dietro ad un disco”? Saranno proprio loro a volere che i loro compagni possano tornare a sfogarsi fuori casa e bersi qualche bicchiere con gli amici 🙂

A prestissimo ragazzi, torneremo tutti più forti di prima. Nei prossimi giorni vi proporremo le nostre analisi della stagione, squadra per squadra. E troveremo comunque sempre il modo di parlarvi di hockey proponendovi video, curiosita e tanto altro. Insomma, in questo momento difficile, proveremo comunque ad allietarvi e distrarvi parlando un pò di sport. Perché le cose passano… ma lo sport, l’hockey su ghiaccio, non muore e non morirà mai!

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