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Kari Jalonen non è più l’allenatore del Berna.

Il 60enne allenatore finlandese aveva fatto il suo esordio in National League il 9 settembre 2016, quando gli orsi ospitavano il Langnau e si imposero per 6-2 grazie alle reti di Mark Arcobello, Maxim Noreau, Eric Blum, Luca Hischier, David Jobin e Dario Meyer.

Per contro, la sua avventura ha raggiunto il capolinea domenica 26 gennaio 2020, quando gli orsi hanno rimediato una sconfitta per 4-3 a Davos. I marcatori della truppa di Kari sono stati Tristan Scherwey, Andrew Ebbett e Calle Andersson.

Se pensiamo a Kari Jalonen, il primo aggettivo che ci viene in mente è “vincente”. È riuscito a guidare il Berna a vincere due titoli in tre stagioni e mezza. In tal senso, è certamente l’allenatore più vincente della storia recente in National League.

Se pensiamo a Kari Jalonen, il secondo aggettivo che ci viene in mente è “organizzazione”. Il Berna, sotto la sua guida, nella maggior parte dei casi è stata una squadra molto organizzata che, di fatto, era estremamente difficile da affrontare.

Se pensiamo a Kari Jalonen, il terzo aggettivo che ci viene in mente è “maestro”. Di certo i giocatori hanno imparato moltissimo da lui, un uomo che sembra di poche parole ma che certamente quando parla sa esattamente quello che dice.

Se pensiamo a Kari Jalonen, il quarto aggettivo che ci viene in mente è “lavoro”. Kari vuole che i giocatori lavorino duro e che siano disciplinati. Forse a volte, addirittura vuole che siano fin troppo disciplinati.

Se pensiamo a Kari Jalonen, il quinto aggettivo che ci viene in mente è “finlandese”. Chi, in Svizzera, più “finlandese” di lui nel modo di far giocare la sua squadra? Nel bene e nel male, ovviamente.

Se pensiamo a Kari Jalonen, il sesto aggettivo che ci viene in mente è “umano”. Lo abbiamo visto sorridere quando il Berna ha vinto i titoli. Lo abbiamo perfino visto sorridere la scorsa stagione quando il Berna si impose in gara-6 di semifinale a Bienne. Insomma, è umano anche lui 🙂

Se pensiamo a Kari Jalonen, il settimo aggettivo che ci viene in mente è “emozioni”. O meglio, mancanza di emozioni. Il Berna negli ultimi anni è stata la squadra più vincente in Svizzera. Lo dicono i risultati. Però ragazzi, è innegabile che in moltissime occasioni il gioco proposto dagli Orsi è stato di una noia mortale per molti appassionati.

Insomma, Kari Jalonen ha certamente lasciato il segno in Svizzera. In tutti i sensi. È stato un allenatore vincente, a modo suo unico. Un allenatore che tuttavia, nonostante i tanti risultati positivi, ha diviso la piazza tra chi pensava che il suo hockey era bello e tra chi invece pensava che il suo hockey era soporifero.

Del resto, il suo hockey era basato molto – fin troppo… – sulla disciplina.

Noi, carissimo Kari, facciamo parte della seconda categoria. Tra quelli che ritengono che il Berna giocava nella maggior parte in maniera noiosa e troppo poco emotiva. Ma niente di personale, eh! Dopo tutto, affluenze alla PostFinance Arena alla mano, crediamo di non essere stati gli unici.

Tuttavia, non esitiamo a riconoscere che nessuno – in termini di risultati – ha fatto meglio di te nel recente passato.

Tutto il meglio per il tuo futuro, Kari Jalonen!

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