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La scorsa stagione l’Ambrì-Piotta giocò la sua 31a partita stagionale contro il Langnau in trasferta. Risultato finale? 9-4 in favore dei Tigrotti. Questa stagione, l’Ambrì-Piotta ha giocato la sua 30a partita stagionale contro lo stesso avversario ma in casa. Risultato finale? Vittoria per 5-2!

Una bella differenza, vero?

L’Ambrì-Piotta sta avendo una stagione emozionante. Non è ancora dato sapere se la Regular Season si concluderà con una magica qualificazione ai playoffs… ma è evidente che i Biancoblù stanno vivendo una crescita esponenziale.

Abbiamo allora voluto chiederci: ma cos’è davvero cambiato rispetto alla scorsa stagione?

Cominciamo con il dire che l’Ambrì-Piotta – ad oggi dopo 31 partite – ha conquistato solamente 5 punti in meno rispetto al totale di punti conquistati la scorsa stagione dopo 50 partite di Regular Season!

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Già questo dato, dice moltissimo.

Poi certo, possiamo certamente parlare del fatto che giocatori quali Dominik Kubalik, Dominic Zwerger e Marco Müller sono cresciuti ulteriormente e stanno facendo la fortuna – offensiva – della squadra.

Possiamo parlare anche del fatto che l’arrivo di un Leader – con la L maiuscola – come Jiri Novotny ha portato l’Ambrì-Piotta in un’altra dimensione a livello di carattere.

Tuttavia, è innegabile che alla base di tutto c’è il duo formato da Luca Cereda e Paolo Duca che sta facendo letteralmente meraviglie.

Prendiamo l’allenatore Luca Cereda. Sempre piedi per terra… sempre ambizioso ed altrettanto umile… critico ed autocritico ma allo stesso tempo capace di elogiare la squadra quando necessario… sempre con quella parola di 8 lettere che comincia con “L” e finisce con “E” (lavorare) nella testa… ma anche capace di esultare come un ragazzino…

Prendiamo poi il DS Paolo Duca. Persona estremamente intelligente e che di hockey su ghiaccio capisce parecchio… ex giocatore che conosce benissimo l’ambiente ed il mondo Ambrì-Piotta… persona che parla poco ma fa molto… ottimo osservatore pure capace di convincere giocatori promettenti a sposare il progetto Leventinese…

Ed il Presidente Filippo Lombardi? Lui è il “sognatore”. Una sorta di tifoso responsabile. Capace di unire la passione e l’ambizione con il pragmatismo e la serietà (vedi nuova Valascia in arrivo).

Cos’hanno queste tre persone in comune? Magari tante altre cose, di cui non non siamo a conoscenza. Una cosa però è certa: hanno i colori Bianco e Blù nel cuore. E questo fa tutta la differenza del mondo!

L’Ambrì-Piotta è tornata ad essere una grande famiglia, come ai bei tempi.

Una famiglia che ha iniziato un progetto nell’estate del 2017, un progetto che sta dando i suoi frutti fors’anche in tempi più brevi di quanto preventivato.

Ma torniamo ora alla domanda principale: cos’è cambiato dalla scorsa stagione a questa?

Invero i numeri non ci aiutano moltissimo.

L’Ambrì-Piotta questa stagione sta conquistando in media 0.6 punti in più a partita e questa è la differenza principale. Per il resto, le altre statistiche non sono cambiate moltissimo.

E ci riferiamo in particolare al numero di gol segnati e subìti in media (solo un leggero miglioramento).

Al numero di tiri in porta e tiri subìti… un saldo che la scorsa stagione – in media – era anche migliore rispetto a questa stagione.

Il power-play poi? Addirittura è “peggiorato”… lo scorso anno complessivamente i Biancoblù avevano un’efficacia del 21.9% al termine della Regular Season mentre questa stagione (per ora) sono al 20.0%.

Ma allora, cos’è cambiato? Noi abbiamo individuato tre punti in particolare.

IL LAVORO (ALLA LUNGA) PAGA

Il lavoro paga sempre. Punto. Non è detto che paga nell’immediato… ma la perseveranza certamente premia. L’Ambrì-Piotta ha iniziato un lavoro nell’estate del 2017 e sta crescendo giorno dopo giorno grazie al durissimo lavoro. I giocatori stanno davvero iniziando a capire cosa vuol dire far parte dell’Ambrì-Piotta.

LE VITTORIE “SPORCHE”

La scorsa stagione l’Ambrì-Piotta doveva giocare la “partita perfetta” per vincere. Questa stagione invece, i boys di Luca Cereda sono stati in grado in diverse occasioni a vincere anche nelle giornate meno positive. E questo è un grandissimo passo avanti! Già, perché sarebbe impensabile essere al meglio per tutte e 50 le partite di Regular Season, e le buone squadre vincono anche quando non sono al meglio.

LA FIDUCIA NEI PROPRI MEZZI

L’Ambrì-Piotta, pur con gli inevitabili alti e bassi, approccia le partite con una grande fiducia nei propri mezzi e questo fa tutta la differenza del mondo. I giocatori sanno che, a patto di seguire il sistema di gioco alla lettera, hanno sempre una possibilità di vincere le partite e questo genera molta confidenza. Senza dimenticare che anche le altre squadre ora hanno più rispetto per la squadra Biancoblù.

LA NOSTRA OPINIONE

L’Ambrì-Piotta non può permettersi di abbassare la guardia. È inutile infatti negare che, complessivamente, e foss’anche solo per l’esperienza, altre squadre sono più forti.

Però attualmente i Leventinesi hanno tutto!

Due portieri

Benjamin Conz e Daniel Manzato danno molte garanzie. Benjamin fino ad ora è forse stato più continuo… ma la realtà è che l’Ambrì-Piotta può contare davvero su un’ottima coppia di portieri. Non dobbiamo certo venire noi a dirvi quanto è fondamentale poter contare su due estremi difensori competitivi.

La difesa

Il sistema di gioco permette all’Ambrì-Piotta di avere un’invidiabile solidità difensiva. Nessuno, ma proprio nessuno, indipendentemente dal nome che porta sul retro della maglia, si tira indietro se c’è un disco da rincorrere… un tiro da bloccare… un intervento da fare… Luca Cereda ed il suo staff sono stati capaci di trovare il giusto ruolo ad ogni giocatore.

L’attacco

Dominik Kubalik – Dominic Zwerger – Marco Müller… il trio delle meraviglie! Ma allo stesso tempo… la classe di Matt D’Agostini, la polivalenza di Bryan Lerg, la crescita di Fabio Hofer, la grinta di Diego Kostner, la dedizione di Elias Bianchi, la voglia di far bene dei vari Rohrbach, Mazzolini e Lapuer…

Certo, ci vorrebbero forse più gol dai giocatori di seconda, terza e quarta linea… ma ragazzi, se tutto fosse perfetto, l’Ambrì-Piotta sarebbe attualmente in testa alla classifica.

I tifosi

Prendiamo le emozionanti scene di Jiri Novotny che riesce incredibilmente a mettere il silenziatore (per alcuni secondi eh!) alla Valascia grazie alla sua “Geyser dance”…

Tra la squadra ed i tifosi si è creata une bellissima amalgama. La sensazione dall’esterno è che il gruppo di giocatori è davvero unito. I tifosi lo capiscono e si riconoscono nella squadra. Si è creato davvero un bell’ambiente… un ambiente che invoglia, sia giocatori che tifosi, a giocare. Un ambiente che fa si che il tempo tra una partita e l’altra il tempo sia infinito. Finalmente, ad Ambrì, si vuole tornare a vedere hockey!

Bene, tutto perfetto dunque? No. Ogni squadra può migliorare. L’Ambrì-Piotta più di altre.

La realtà è che i playoffs non sono ancora stati raggiunti e non è nemmeno così evidente raggiungerli. Quando Luca Cereda tiene tutti con i piedi per terra, fa benissimo. Questo si chiama puro realismo!

La classifica è talmente corta che bastano poche sconfitte per ritrovarsi sotto la linea.

Pertanto, vorremmo mettere le mani avanti. Non vorremmo infatti che una eventuale mancata qualifica ai playoffs, venga presa come un “fallimento”. Perché l’Ambrì-Piotta, considerando da dove è partita, può già considerare questa stagione 2018-19 un successo!

Foss’anche solo perché, a questo punto, la salvezza pare ormai una formalità. E non dimentichiamoci che la salvezza, è l’obiettivo stagionale.

Poi certo, l’appetito vien mangiando. I giocatori e la società sono – giustamente – ambiziosi. Ma fare un passo avanti di troppo, per poi magari doverne fare due indietro, sarebbe controproducente.

Pertanto vai Ambrì-Piotta, segui il tuo sogno. Ma rimani te stessa!

Auguri per il finale di stagione!

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