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Le “telenovele” Gregory Hofmann ed Enzo Corvi… i trasferimenti, in ordine sparso e solo per citarne alcuni, di Jérôme Bachofner, Dominic Lammer, Reto Suri e Marco Pedretti… senza dimenticare quelli di Leonardo Genoni e Tobias Stephan annunciati addirittura ancora prima dell’inizio della stagione…

Ma siamo matti?! Non stiamo forse esagerando?

Siamo appena a fine Novembre, ancora non è stata giocata metà della Regular Season, e l’hockey mercato impazza in tutti i sensi!

Questo è il “sistema”, evidentemente le squadre devono adattarsi per non restare spiazzate. In tal senso, di certo non invidiamo il grandissimo lavoro dei DS delle varie squadre… Inoltre, capiamo pure il fatto che i giocatori – per i quali l’hockey è in primis un lavoro – debbano avere delle certezze in merito al prosieguo della loro carriera…

Ma ragazzi, a noi questo non piace. Non piace per niente.

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Con il passare del tempo, l’hockey su ghiaccio si trasforma sempre di più in mero business. I giocatori vengono trattati come pedine ed i giocatori (ed i loro agenti…) trattano le società come una banca…

Tutto giusto. Questo è il mondo moderno dettato unicamente dal Dio Denaro. Chi più, chi meno, facciamo noi tutti la stessa cosa tutti i giorni della nostra vita quando si parla di lavoro.

Ma lo ripetiamo, a noi non piace, perché lo sport non può essere trattato solamente come un lavoro normale.

Lo sport è fatto di emozioni ed i tifosi sono il motore principale di qualsiasi società sportiva. Senza di essi, si potrebbe semplicemente chiudere baracca e burattini. Già, perché se è vero che sono gli sponsor a far “vivere” una società, non crediamo che gli sponsor sarebbero disposti ad investire se non ci fossero i tifosi – i loro potenziali clienti – che seguono le squadre.

Ed allora forse non è arrivato il momento di darsi una regolata e fissare delle finestre di mercato?

Le trattative “dietro le quinte” ci sono sempre state e ci saranno sempre.

Memorabile quando John Slettvoll (HC Lugano) aveva spedito in tribuna Thomas Vrabec per il resto della stagione in quanto “reo” di essersi già accordato con il Berna. Altri (bei) tempi…

Ma lasciamo vivere ai tifosi il sogno di vedere i loro beniamini concentrati esclusivamente sulla loro squadra. Almeno durante la Regular Season!

Sarà una visione un po’ troppo romantica dello sport professionistico moderno, ne conveniamo.

Tuttavia, siamo convinti che se non cambia nulla a lungo andare la gente si stuferà. Perché alla fine, chi segue una squadra, lo fa per amore e per passione. Non certo per soldi. La fa perché si emoziona a vedere lo spettacolo offerto dalla squadra del cuore.

Uno spettacolo che ci auguriamo continui a rimanere esclusivamente sul ghiaccio e non soprattutto fuori…  perché tutto ciò (pur comprendendo tutte le ragioni dei club e dei giocatori) a nostro parere è triste. Molto triste.

Poi certo, questa è solo la nostra opinione personale.

E di certo non stiamo mettendo in dubbio la professionalità dei club e dei giocatori (Leonardo Genoni e Tobias Stephan, eccellenti prestazioni fino ad ora, lo dimostrano).

Viva l’hockey su ghiaccio! SUL ghiaccio…

Damiano, Barbara

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