Con la Deutschland Cup, riprende anche la stagione della Nazionale Svizzera di hockey su ghiaccio; c’è chi non vedeva l’ora di rivedere il Rosso che unisce gli appassionati, e chi invece maledice la sosta delle proprie squadre del cuore, perché diciamolo, non a tutti interessano questi tornei amichevoli spesso e volentieri disputati davanti a pochi intimi.

Eppure sono appuntamenti importantissimi, per la squadra e per i giocatori, al fine di affilare le lame (o le armi, fate un po’ voi), in modo da farsi trovare pronti ai Campionati del Mondo, che questa stagione si disputeranno a Parigi e Colonia.

LA NAZIONALE SVIZZERA

Obiettivo? Crescita durante l’anno, e raggiungimento dei quarti di finale ai prossimi Campionati del Mondo.

Sarà sempre la solita solfa, ma “così è” come diceva la Signora Giovanna (Clara Colosimo), forse nota ai più come “la mamma di Artemio” nel film “il ragazzo di campagna”.

Per raggiungere questi obiettivi è stato confermato sulla panchina Patrick Fischer (ultima chance per lui?), al quale tuttavia non sono stati “concessi” gli assistenti Hollenstein e Von Arx, bensì Tommy Albelin. Il 52enne Svedese dovrebbe, dall’alto della sua esperienza, riuscire a portare i piedi del buon Patrick Fischer un pò più verso la crosta terrestre, e chissà che il mix non possa anche funzionare! A noi piace essere ottimisti.

Patrick Fischer ha certamente un idea di hockey molto interessante e spettacolare, ma forse, e questo è un eufemismo, un pò troppo “ambiziosa”. Non ce ne voglia inoltre l’ex allenatore del Lugano, ma noi continuiamo a vederlo come un ottimo “vice”, ruolo nel quale ha già dimostrato di poter essere molto performante in funzione di motivatore e di offensivista.

A sua disposizione la squadra è potenzialmente ottima! Ed il ritorno sulle piste Elvetiche di Diaz e Hiller (non convocato a questo giro) gli viene pure in soccorso, in quanto si tratta di due elementi che dovrebbero permettere di fare un ulteriore salto di qualità.

Per l’avvicinamento ai Mondiali di Francia e Germania, Patrick Fischer sulle colonne del domenicale “Il Caffé”, è stato chiaro: durante i primi due tornei di preparazione (Deutschland Cup e Torneo delle 4 Nazioni), si porterà la miglior squadra possibile per fare risultato, mentre per l’ultimo, in programma a metà febbraio (la Slovakia Cup) si porteranno giovani con voglia di mettersi in mostra.

Il programma dunque è chiaro. I solidi tornei di preparazione…

I TORNEI DI PREPARAZIONE

Detto che sono importanti, e che non a tutti interessano, sono monotoni e poco “allenanti”, e oseremmo dire che purtroppo è anche se si vuole un po’ una concausa dei risultati altalenanti della Nazionale e della mancata chiusura del “gap” con le “big six”.

Vediamo i tornei di preparazione:

Deutschland Cupsquadre partecipanti: Svizzera, Germania, Slovacchia, Canada (si ma non quello che poi si affronterà ai mondiali)

4 Nazioni a Biennesquadre partecipanti: Svizzera, Bielorussia, Slovacchia, Francia

Slovakia Cupsquadre partecipanti: Svizzera, Slovacchia, Bielorussia, Russia U23 (sigh!).

Dicevamo per l’appunto di tornei poco “allenanti”…

Purtroppo le “big” dell’hockey mondiale si sfidano sempre tra di loro, ed alle squadre di medio livello, come la Svizzera, altro non resta che sfidarsi in tornei che forzatamente diventano di secondo piano, e che purtroppo non permettono alle partecipanti di crescere quanto sarebbe nelle intenzioni.

Già perché, si dica quel che si vuole, il modo migliore per crescere è quello di potersi mettere alla prova contro le “grandi”, e non solamente una volta l’anno durante i campionati del mondo, che si preannunciano al solito aperti ad ogni lettura.

I CAMPIONATI DEL MONDO E LA CRESCITA DELLA SVIZZERA

L’obiettivo, al solito, sarà quello di raggiungere i quarti di finale. E come si è ben visto nel recente passato, non è nemmeno propriamente scontato nonostante l’evidente crescita (ma quì ci piace sottolineare: puramente a livello di singoli!) dell’hockey Rossocrociato.

L’argento di Stoccolma, si dica quel che si vuole, è stata una, pur se bellissima ed entusiasmante, casualità.

Che a nostro avviso, per assurdo, ha fatto quasi più male che bene …!

In troppi ancora credono, e non parliamo solamente dei tifosi, che quel risultato dovrebbe diventare se non una consuetudine, quanto meno possibile di tanto in tanto, ma lo riteniamo pura utopia, anche se saremmo ben felici di essere smentiti.

Tuttavia siamo certi di una cosa, il primo passo per un eventuale raggiungimento-bis di una finale di un Campionato del Mondo, è proprio rendersi conto che quello è stato un exploit eccezionale e non di certo una potenziale regola!

Per tutto il resto non ci vuole “MasterCard”, ma tempo e lavoro…

Auguri per questa nuova stagione, Svizzera!

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