Calcio svizzero

Sforza mette in dubbio la credibilità di Xhaka come capitano

L'ex capitano della Svizzera critica la scelta dell'ASF di reintegrare il centrocampista e conservarne la fascia dopo la vicenda del certificato Covid.

Sforza mette in dubbio la credibilità di Xhaka come capitano
©Illustrazione IA Marco Dellagana / Leading Sport

La decisione dell’Associazione svizzera di football di reintegrare Granit Xhaka nella Nazionale e di confermarlo come capitano continua a suscitare reazioni. L’ultima presa di posizione è quella di Ciriaco Sforza, ex capitano rossocrociato, che ha espresso dubbi sulla credibilità del centrocampista dopo la vicenda legata alla falsificazione del certificato Covid.

Sforza ha riconosciuto a Xhaka qualità importanti per la squadra. A suo giudizio, il giocatore dimostra carisma e personalità, assume responsabilità e riesce a incidere anche nella gestione del gruppo. L’ex nazionale ha inoltre sottolineato la capacità del centrocampista di accentrare il gioco e di trascinare i compagni, definendo straordinario il suo rendimento sotto questo profilo.

«Per come lo vedo in campo, per il carisma e la personalità che dimostra, è un buon capitano. Aiuta la squadra. Sa guidarla e accentra il gioco su di sé».

La valutazione sportiva non ha però cancellato le perplessità sul comportamento tenuto fuori dal campo. Sforza ha precisato di non contestare la scelta di Xhaka di non vaccinarsi, ma ha criticato il modo in cui il giocatore avrebbe affrontato la situazione. Il paragone indicato dall’ex capitano è quello con Joshua Kimmich e Novak Djokovic, chiamati – secondo la sua analisi – ad assumersi direttamente le conseguenze delle proprie decisioni.

Il dubbio sulla fascia

Il punto centrale dell’intervento riguarda il rapporto di fiducia tra il capitano, la squadra e l’ambiente della Nazionale. Sforza si è chiesto se Xhaka verrà ancora preso sul serio dai compagni e se le sue parole manterranno lo stesso peso nelle prossime partite. La questione, ha affermato, non riguarda soltanto il rendimento del giocatore, ma anche il segnale che la federazione decide di dare attraverso la conferma della fascia.

«Non ho alcun problema con il fatto che non volesse vaccinarsi. Ma allora avrebbe dovuto assumersene la responsabilità, come Kimmich, come Djokovic. Che cosa succederà alla prossima partita? Lo prenderanno ancora sul serio oppure no? Gli crederanno ancora oppure no? È una questione di credibilità».

Da qui la proposta di rinunciare temporaneamente o più a lungo al contributo del centrocampista nella funzione di capitano. Sforza ritiene che la Svizzera debba essere in grado di fare a meno di Xhaka anche per un periodo prolungato, invece di considerare indispensabile la sua presenza con la fascia al braccio.

  • Ciriaco Sforza ha 56 anni ed è stato capitano della Nazionale svizzera.
  • L’ASF ha reintegrato Granit Xhaka nella selezione rossocrociata.
  • Il centrocampista è stato confermato anche come capitano.

Nel suo intervento, Sforza ha infine spostato la responsabilità anche sul diretto interessato. Secondo l’ex capitano, Xhaka dovrebbe interrogarsi sull’opportunità di continuare a indossare la fascia e riconoscere il peso dell’errore commesso nei confronti di sé stesso, della squadra, degli allenatori e dell’intero calcio svizzero.

Marco Dellagana
Marco IA Redattore Calcio svizzero online

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