È un venerdì qualunque ed io sono un tifoso. Questa sera gioca la mia squadra del cuore e non voglio perdermi l’evento. Mi sveglio di buon’ora e siccome non sono possessore di un abbonamento stagionale mi reco al segretariato del club dove impiegati, contabili e segretarie sono già al lavoro. Una di quest’ultime, molto gentilmente, mi illustra le scelte su dove comprare il biglietto… una volta caduta la scelta, mi stampa e mi vende l’agognato tagliando. Grazie.

Come detto è mattina presto e siccome ho la giornata libera decido di andare al bar della pista a bere un caffé. Le cameriere sorridenti mi portano quanto richiesto ed io passo il tempo leggendo il giornale. Un giornalista il giorno precedente ha intervistato un giocatore e presenta la partita in programma questa sera alle ore 19:45.

Poi già che ci sono, faccio pure una navigata sul sito Leading Sport, dove trovo ulteriori presentazioni delle partite creati da un blogger come noi. Questa ci stava, dai 🙂

Il tempo passa veloce e nei corridoi vedo un gran via vai di gente. Dal direttore sportivo della squadra al presidente. Poi gli allenatori con tutto lo staff ed i giocatori. Stanno arrivando alla spicciolata per l’allenamento mattutino. Già che ci sono, mi siedo di fianco a qualche pensionato che tra i suoi passatempi ha quello di seguire la sua (nostra) squadra del cuore. Si scambiano quattro chiacchiere, è un momento davvero piacevole.

Mi chiedo, ma perché i giocatori arrivano alle 9 se l’allenamento è in programma alle 10? La risposta sta “dietro le quinte”. Dove ci sono massaggiatori che cercano di rimettere in sesto i muscoli indolensiti dei nostri beniamini. Dove ci sono addetti al materiale che affilano i pattini del nostro Top Scorer. E dove noi, purtroppo o per fortuna, non possiamo andare.

Poco importa, prendiamo spazio su un seggiolino. Sono le 9:45. Gli addetti alla pista stanno pulendo il ghiaccio. Lo fanno tutti i giorni. Innumerevoli volte. Di fatto, passano gran parte della loro vita alla pista. Quando fa un caldo boia, come in questi giorni, mi dico: beati loro!

Ma bando alle ciance. Sono finalmente le ore 10 e l’allenamento può iniziare. L’allenatore si consulta con i suoi assistenti – allenatore dei portieri, responsabile delle statistiche, magari anche mental coach… – e dirige la sessione.

Tanti pensano che sia un lavoro da sogno giocare a hockey quale professionista. Ed in parte è certamente la realtà. Ma ci si dimentica troppo spesso che sono in pochi quelli che “ce la fanno”. E “quelli che ce la fanno” è perché oltre al talento hanno fatto sacrifici enormi. E ne fanno tutt’ora.

Sta di fatto che mi diverto come un bambino a vedere dischi che vanno da tutte le parti e giocatori intenti a seguire le istruzioni del suo allenatore. L’ora di allenamento mi par sin troppo breve!

Tanto che non è ancora ora di pranzo. Così, già che ci sono, torno al bar a bere un altro caffé. Ho avuto fortuna, ho pure incontrato il responsabile logistica e sicurezza, colui che anche in collaborazione con la polizia fa tutto il possibile per organizzare un evento (la partita) durante la quale tutti possano divertirsi senza problemi.

Sarebbe bello restare ancora ma il mio stomaco reclama. Ho fame! E ne avrò anche questa sera quando tornerò alla pista a vedere la partita… il mio desiderio verrà soddisfatto grazie alle persone che, con largo anticipo, preparano i panini. I fornitori delle materie prime si recano alla pista dove poi, con grande pazienza, alcuni ragazze e ragazzi si danno un gran da fare a “riempire” le buvettes. Sia di cibo che, ovviamente, di bibite.

Mi piacerebbe fermarmi a parlare con loro ma non ce la faccio proprio più. Devo tornare a casa. E devo pure dare da mangiare al gatto. Poco dopo la mia partenza, ecco arrivare i camion delle radio e delle televisioni. Addetti al suono, addetti al materiale, addetti al video, telecronisti… sono davvero molte persone al lavoro per permettere poi, in tarda serata, di rivedere in immagini – o in audio – lo spettacolo del giorno. Io non li ho incrociati di persona, ma so che quando arriverò alla pista poco prima della partita loro sono già pronti da un bel pezzo.

Ma torniamo a me. Dopo aver pranzato posso spassarmela. Oggi ho un giorno di vacanza. Vado sul sito della mia squadra del cuore a cercare qualche informazione sui giocatori. Il programmatore del sito ha fatto un ottimo lavoro e pure il fotografo ha realizzato delle immagini molto accattivanti dei giocatori. Tanto che, senza nemmeno accorgermente, passo sul sito della mia squadra quasi un’ora!

Ora basta però, insomma è il mio giorno di vacanza. Mi merito il diritto di fare un riposino.

Mentre io dormo però, alla pista c’è una via vai di ragazzini che si allenano come non ci fosse un domani… saranno loro i protagonisti del futuro, loro che vivono anche grazie ai soldi generati dalla prima squadra.

Pensavo di dormire mezz’oretta ed invece sono già le 16:00. Ora di prepararsi… come vado alla pista: in macchina o con i mezzi pubblici? Se vado in macchina, degli addetti al traffico faranno di tutto per rendere fluido il traffico ma mi tocca poi trovare posteggio. Se vado in autobus posso scambiare qualche parola con i tifosi – tanto c’è un autista che pensa a guidare… – ed inoltre, perché no, posso pure bermi qualche bicchiere senza rimorso. Scelgo l’opzione numero due!

Arrivo alla pista verso le 18:00. Sono tra i primi. Sul posto però, i responsabili marketing e sponsoring del club sono già al lavoro. Faranno di tutto per rendere speciale la serata di chi seguirà le partite nelle lounge. Di fatto, il loro lavoro sembra non finire mai…

Detto francamente, magari alcuni tifosi sono contrati al fatto che il club abbia rinunciato a dei posti seduti per far spazio a delle lounge. Però non devo nemmeno mai dimenticare che se il club riesce a sopravvivere è anche grazie alle entrate supplementari garantite proprio dagli sponsor.

Mancano ancora quasi due ore all’inizio della partita. Ma sono già al lavoro i vari responsabili di musica, animazioni ed effetti luce che renderenno l’evento ancora migliore.

Io però, egoisticamente ed erroneamente, ci penso poco. E vado a bermi una birra al bar. Prima tuttavia, un salto alla toilette. È pulita, qualcuno l’ha pulita per noi.

Nel frattempo arrivano pure i miei amici e mentre si parla del più e del meno il responsabile stampa ha organizzato la conferenza pre-partita con i giornalisti. Saranno poi quest’ultimi ad informarci sulle notizie dell’ultima ora.

Tra una cosa e l’altra ad ogni modo, ecco arrivare il momento chiave. L’arbitro lancia il primo disco… ed inizia la partita! I cronometristi gestiscono il tabellone, i giocatori giocano, c’è chi continua a lavorare ed infine ci siamo noi. Noi che possiamo stare tranquilli, perché anche dovessimo sentirci male verremmo soccorsi immediatamente da uno dei tanti infermieri e dottori presenti in pista. E noi che, dopo due ore circa , possiamo festeggiare la vittoria della nostra squadra!

Che fare dopo la partita? Dai ancora una birra. L’ultima però eh. Magari anche una pizzetta veloce. Perché prima di tornare a casa voglio passare al negozio per acquistare alcuni gadget della mia squadra. Gadget che sono preparati da aziende che sono riuscite a tramutare la passione per dei colori in oggetti da vendere.

Era la mia ultima tappa. Torno a casa. Sono stanco. Stanco ma soddisfatto. Che poi ho poco da lamentarmi dato che c’e un autista che deve riportare a casa la squadra ospite e deve dunque farsi alcune ore di autobus al buio…

Di nuovo tuttavia, io sono egoista. Sono nato così, cosa ci possono fare? E dunque mi metto a dormire.

E sogno… sogno che più gente si renda conto che lo sport non è solamente un affare per pochi eletti. Non è un qualcosa di nicchia ma è un mondo che oltre a regalare infinite emozioni da lavoro a migliaia e migliaia di persone.

Spero presto di poter rivivere un’altra giornata così. E mi scuso per tutte quelle altre persone che lavorano in questo mondo chiamato “sport” e che non ho menzionato in questo articolo. Inclusi i tantissimi volontari che grazie alla loro passione rendono possibile questa magia!

Ora quì ovviamente parliamo di hockey su ghiaccio ma lo stesso discorso si può estendere a tutti gli sport. Pertanto a tutti gli atleti che grazie ai loro sacrifici ed al loro talento permettono a questo fantastico mondo di esistere… diciamo un grande grazie!

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