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E così, con uno scarno quanto (diciamolo) triste comunicato, è praticamente terminata per davvero l’era Chris McSorley a Ginevra. Il club nel suo annuncio dice che Chris resterà a disposizione del club per una posizione ancora da definire… ma è innegabile che nulla sarà più lo stesso.

Cominciamo dalla fine, ossìa dalla frase che vogliamo utilizzare per concludere questo articolo: è mancato solamente il titolo. Un titolo che, diciamolo, sarebbe pure stato meritato.

Chris McSorley è arrivato a Ginevra alla vigilia della stagione 2001-02, quando nella città di Calvino l’hockey su ghiaccio era ormai relegato puramente ad uno sport di nicchia. Dopo tutto, le Aquile mancavano dalla Serie A da quasi 30 anni e più precisamente dalla relegazione del 1975.

Non si può dire che il Ginevra Servette non sia mai stata una squadra di punta. Dopo tutto, le Aquile vinsero pure la Coppa Svizzera due volte (1959, 1972). Ma la realtà dei fatti dice che a Ginevra l’hockey su ghiaccio era sempre stato uno sport secondario. Le Aquile infatti, venivano regolarmente “oscurate” dal calcio e dal Servette.

Ma torniamo a quel 2001. Si può tranquillamente dire che a partire dal 2001 è iniziata una nuova era in riva al lago di Ginevra. L’era Chris McSorley. Da quel momento in poi, tutto è cambiato.

Nel 2001 il Ginevra Servette era ancora in Lega Nazionale B ma al termine della prima stagione sotto la guida del nuovo allenatore Chris McSorley conquistò la promozione in Lega Nazionale A.

Le cose di fatto non iniziarono molto bene. La prima partita ufficial edi Chris alla guida delle Aquile fù giocata il 15 settembre 2001 a les Vernets (davanti a 2’450 spettatori…) quando i padroni di casa rimediarono una sconfitta per 1-0 contro l’Olten. La seconda partita? Una seconda sconfitta, questa volta per 6-5 dopo supplementari a Sierre dove comunque Igor Fedulov segnò la prima rete dell’era McSorley. Queste due sconfitte tuttavia, furono 2 delle poche rimediate quella stagione. La prima vittoria arrivò alla 3a giornata quando il Servette si impose tra le mura amiche per 8-0 contro i GCK Lions grazie alle reti di Pascal Schaller (2), Alain Reymond (2), Igor Fedulov, Todd Richards, Pierre-Alain Ançay e Xavier Gattuso. E poi…

E poi dapprima dominò la regular season di LNB, poi vinse il campionato (stabilendo pure il record di prima squadra svizzera a non rimediare alcuna sconfitta in un post-season) ed infine sconfisse il Coira per 4-0 nella serie di promozione relegazione. La partita decisiva venne giocata a il 4 aprile 2002 a Coira, dove il Ginevra Servette si impose per 4-0 grazie alle reti di Todd Richards, Mario Schocher, Igor Fedulov e Chris Lindberg.

Un successo! Un successo firmato Chris McSorley e gruppo Anschutz.

Il gruppo Anschutz aveva dichiarato di voler investire a lungo termine a Ginevra. Chris McSorley aveva creato una squadra a sua immagine e somiglianza, una squadra aggressiva, unita. Ecco, aggressività e unità, due caratteristiche che hanno contraddistinto il Ginevra Servette negli ultimi 20 anni. Con alti e bassi, ovviamente. Ma la realtà è che il Ginevra Servette in LNA è stata quasi sempre una bruttissima gatta da pelare, specialmente nei playoff vale a dire quando contava davvero.

Non giriamoci tanto intorno. L’aggressività della squadra ha pure attirato numerose antipatie. Ma allo stesso tempo il Ginevra Servette è diventata una squadra rispettata da tutti. Una squadra che è stata capace di stabilirsi ai massimi livelli dell’hockey svizzero e di andare vicinissima due volte a conquistare il titolo di Campione Svizzero. Nel 2008 e nel 2010, quando perse due finali rispettivamente contro ZSC Lions e Berna.

Di nuovo, è innegabile che Chris McSorley ha giocato un ruolo chiave nei risultati del club. Club che è pure stato capace di vincere due volte la Coppa Spengler (2013, 2014) e di vincere la medaglia d’argento nella finale di Coppa Svizzera del 2017.

Chris è sempre stato capace di creare una squadra difficilissima da affrontare e non solo per l’aggressività che veniva portata in pista. Magari le Aquile non hanno offerto “hockey champagne” ma noi personalmente abbiamo sempre apprezzato lo stile tipicamente canadese…

Lo abbiamo sempre apprezzato molto più rispetto allo stile finlandese. Ma questa è una questione di gusti personali.

Chris McSorley è il classico personaggio che si ama o si “odia” e che si può definire un “volpone”. Furbo come una volpe. Quasi sempre capace di operare sul mercato in maniera impeccabile, specie se parliamo di giocatori stranieri. Quasi sempre capace di capire quando è il momento di lasciar partire i giocatori. Quasi sempre capace di creare squadre che nei momenti chiave sanno dare tutto.

Non è certo un caso che, dal ritorno in LNA del 2002, le Aquile abbiano mancato l’accesso ai playoff solamente in due occasioni.

Il piu grande successo tuttavia, è forse stato quello di aver fatto diventare Ginevra una città di hockey, incrementando incredibilmente il numero di spettatori!

Ancora una volta, pur se ci ripetiamo, Chris McSorley ha giocato un ruolo chiave. In 19 stagioni a Ginevra ha ricoperto il ruolo di allenatore per 17 anni. Per 19 anni inoltre è pure stato il General Manager della squadra. Non dimentichiamo poi che è pure stato co-proprietario del club tra il 2005 ed il 2014.

Insomma, stiamo parlando di una vera e propria leggenda per le Aquile. Forse, e neanche tanto forse, il personaggio più influente nella storia del club di base nella città di Calvino.

Un personaggio, un uomo, che di fatto farebbe comodo a tutte le squadre professionistiche in Svizzera a nostro parere. Come allenatore, come General Manager, come consulente. Un personaggio che ha scritto la storia a Ginevra… dove è mancato solamente il titolo. Un titolo che, diciamolo, sarebbe pure stato meritato.

Tutto il meglio per il futuro, Chris. A Ginevra o ovunque andrai. Sei una leggenda, punto.

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