Se parliamo di sport e Regno Unito la prima cosa che ci viene in mente è la ricca Premier League di calcio Inglese. Noi stessi, inutile negarlo, siamo attratti dal fantastico calcio inglese. Però, altrettanto inutile negarlo, la nostra vera e unica passione è l’hockey su ghiaccio. Abbiamo iniziato ad incuriosirci di hockey “British” nel 2017 quando Davos e Cardiff Devils si affrontarono in Champions Hockey League. Non assistemmo alla partita di persona – purtroppo – ma dalla TV ci parse immediatamente chiaro come i avessero hanno una calorosissima tifoseria. Uno spettacolo, semplicemente.

Da quel momento in poi abbiamo seguito, pur se in maniera un po’ distaccata, la EIHL (Elite Ice Hockey League) e poi abbiamo avuto il piacere di ammirare le fantastiche gesta della nazionale della Gran Bretagna che dapprima nel 2018 è stata promossa nel Gruppo A ai Campionati del Mondo e poi nel 2019 si è resa protagonista di una fantastica cavalcata conclusa con la salvezza in Slovacchia.

Dall’esterno insomma, la nostra impressione è che l’hockey su ghiaccio in Gran Bretagna stia vivendo un momento particolarmente positivo. Ed è un grande piacere per l’hockey targato GB che nella prima parte del 20° secolo era una vera potenza mondiale capace di vincere un bronzo olimpico nel 1924 ed un oro nel 1936 oltre a tre medaglie – 2 d’argento ed una di bronzo – ai Campionati del Mondo tra il 1935 ed il 1938.

Chi ci segue da un po’ già lo sa… noi di Leadig Sport non ci accontentiamo mai di “raccontare” ma vogliamo sempre “approfondire”. Così vogliamo fare anche in questo caso. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere James Reeve dalla Gran Bretagna, scrittore di sport che segue l’hockey su ghiaccio oltre ad altri sport.

Con lui abbiamo voluto parlare di hockey “British”. Capire come si sta evolvendo la situazione nel regno della regina e parlare di squadra nazionale e EIHL.

La prima domanda è scontata.

Più di 3’000 persone in media hanno assistito alle partite di EIHL la scorsa stagione. La nazionale GB è tornata nel primo gruppo mondiale dopo il 1994. L’hockey nel regno della regina sta vivendo un grande momento. È frutto del caso oppure del duro lavoro svolto dentro e fuori dal ghiaccio?

La presenza media di spettatori è sbilanciata, con alcune squadre (Sheffield Steelers, Cardiff Devils, Nottingham Panthers, ecc…) che hanno piste molto più grandi mentre altre squadre hanno capacità molto inferiori. Detto questo, l’hockey targato GB è generalmente migliorato molto negli ultimi anni e la squadra nazionale ha beneficiato parecchio dal fatto che la massima lega britannica abbia ora un profilo piu alto.

Tuttavia, la EIHL non è ancora perfetta e ci sono molte cose su sui lavorare per fare in modo di attirare maggior interesse in questo sport. Sembra ci sia quale obiettivo quello di unificare le leghe differenti e farle gestire da un’unica entità, il che credo possa essere positivo per il futuro.

Il duro lavoro e la fortuna possono andare mano nella mano quando si parla di successo e credo che nel nostro caso entrambe le cose hanno contribuito. Ci sono persone che ad ogni modo lavorano molto duro per permetterci di migliorare.

Cominciamo parlando della nazionale. La Gran Bretagna è riuscita a salvare il suo posto l’anno scorso in Slovacchia. Ci puoi dire come hai vissuto i Campionati del Mondo da Britannico?

È stato fenomenale poter guardare il Team GB affrontare le migliori squadre del mondo come Canada e USA. Mi ricorderò per molti anni poi, la rete decisiva durante l’overtime di Ben Davies contro la Francia che ci assicurò la salvezza. Il torneo è stato davvero speciale siccome il Gran Bretagna non partecipava da 25 anni. Ho dovuto comprare la maglietta!

Nel Regno Unito i Campionati del Mondo sono stati mostrati da FreeSports, una stazione TV che sta guadagnando in reputazione da queste parti grazie al fatto che mostra l’hockey su ghiaccio. La copertura è stata eccellente. Credo che molta gente sia delusa che quest’anno non ha potuto guardare il Team GB ai Campionati del Mondo, ma questo significa pure che saremo tra le grandi dell’hockey ancora per un anno almeno.

L’impressione è che la Gran Bretagna sta svolgendo un lavoro eccellente. Credi sia possibile stabilirsi ai massimi livelli mondiali di hockey su ghiaccio? E come valuti il lavoro svolto con i giovani e dunque la possibilità di avere un futuro?

Credo che ci vorranno moltissimi anni prima che eventualmente il Team GB possa essere considerato all’altezza delle migliori nazioni del mondo. I tifosi di questo sport da queste parti sono irriducibili e tra le migliori persone che abbia mai incontrato ma riuscire a coinvolgere pure i sostenitori “casuali” o coloro che non conoscono bene questo sport… sia la più grande sfida.

Abbiamo iniziato a vedere qualche grandissimo talento Britannico negli ultimi anni. Liam Kirk per esempio è stato draftato dagli Arizona Coyotes nel 2018, Mason Alderson è in lista per il draft NHL di quest’anno e pure Alex Graham, che ha iniziato a dominare nella serie B Britannica a soli 15 anni, ha potenzialmente la possibilità di trasferirsi oltre oceano.

Credo che se, come nazione, saremo capaci di gestire questi talenti ci saranno molti progressi nel futuro. Potremo seguire un po’ le orme della Germania. Ma l’interesse nell’hockey su ghiaccio in Gran Bretagna è qualcosa su cui bisogna lavorare parecchio.

Qual’è stata la copertura dei Campionati del Mondo in Gran Bretagna, un posto dove solitamente il calcio la fa fa da padrona?

Purtroppo non è stata buona quanto la squadra avrebbe meritato. FreeSports ha coperto l’evento in maniera eccellente ma i maggiori media hanno quasi ignorato l’evento. Per esempio la BBC ha pubblicato un articolo dopo la vittoria contro la Francia ma ha fatto poco altro per coprire il torneo. Mi piacerebbe vedere i maggiori media parlare maggiormente di hockey su ghiaccio, sarebbe un grande passo avanti per migliorare la situazione.

Personalmente seguo per lavoro una squadra locale e la gente ha iniziato a riconoscermi grazie a questo. Immagina se giornalisti di BBC o Sky Sports iniziassero davvero a prestare maggior attenzione a questo sport…

Continuiamo a parlare di media. L’hockey su ghiaccio è seguito in Gran Bretagna? La EIHL può beneficiare di una buona copertura mediatica (TV, siti internet, blog…) ?

Se parliamo di principali media, c’è davvero poco. A livello locale ci sono grandi persone che coprono squadre diverse che sia tramite giornali, blog o radio. Chris Ellis (@ChrisEllyEllis su Twitter) è probabilmente il più noto e copre i Nottingham Panthers oltre al Team GB per la BBC.

Ci sono poi persone come Mark Rackham (@MarkUkLeaf) che è un grande appassionato di hockey su ghiaccio. È devoto al Team GB e fornisce spesso informazioni e curiosità sulle squadre nel suo blog e nel suo podcast.

Caitlin Berry (@caitlinsports) è un altro personaggio che gli appassionati di hockey su ghiaccio dovrebbero seguire in quanto affianca Mark Rackam nel podcast. Lei è uno scout per DobberProspects, ed è una grande appassionanta dei Cardiff Devils. Pubblica regolarmente immagini delle partite e ottime analisi. È molto competente e segue pure il Team GB con passione.

Mi piacerebbe tuttavia vedere una maggior copertura di questo sport nel Regno Unito. Soprattutto da parte dei principali media, magari tramite i canali locali. Come detto, sarebbe importante per la crescita di questo sport.

In Svizzera abbiamo avuto la possibilità di conoscere i Cardiff Devils grazie alla CHL. Quali sono le migliori squadre di EIHL e come valuti il torneo?

Generalmente si parla di “big four” in Gran Bretagna. Belfast Giants, Cardiff Devils, Nottingham Panthers e Sheffield Steelers sono state le squadre più competitive negli ultimi anni. I Coventry Blaze hanno avuto un periodo d’oro alcunin anni or sono e squadre come i Guilford Flames hanno tutto ciò che serve per migliorare a patto che rimangano nella EIHL negli anni a venire.

Generalmente, la EIHL può essere comparata al terzo livello dell’hockey nord americano (la ECHL). I giocatori che forniscono buone prestazioni in ECHL tendono a fare bene anche in Gran Bretagna. Ci sono poi alcuni ex giocatori di NHL e AHL che hanno successo dalle nostre parti. I giorni quando la lega era semplicemente un posto per i rinforzi per svernare prima di appendere i pattini al chiodo stanno per finire e la qualità del gioco è migliorata parecchio. Lentamente, ma è migliorata.

Capitolo regolamento. Quanti stranieri possono schierare le squadre? E cosa sta facendo la federazione per aiutare i giovani talenti ad emergere?

Se parliamo di giocatori stranieri, ci sono grandi differenze in Gran Bretagna a dipendenza della serie. Nella EIHL, c’è un tetto massimo di 14 per ogni partita, quindi la maggior parte delle squadre sono riempite di Canadesi, Americani e qualche Europeo. Nei livelli inferiori le regole sono diverse… la scorsa stagione erano ammessi solamente due stranieri e nessuno dei due poteva essere sul ghiaccio allo stesso tempo.

A causa delle restrizioni dei permessi, i club tendono a mettere sotto contratto solamente i giocatori stranieri che provengono dall’Europa. Però, certi giocatori che contano quali stranieri nella EIHL vengono classificati come “Britannici” nella NIHL National, permettendo alle squadre di aggirare le restrizioni… questa è una cosa che le squadre sanno fare molto bene.

Non c’è una grande mentalità nel lavorare con i giovani nel sistema Britannico, ma i giocatori tendono ad avere molte opportunità nella serie B (NIHL) mentre le squadre della EIHL (serie A) si focalizzano su giocatori che hanno gia dimostrato di avere un certo livello. Se un giocatore ha un certo valore le squadre della EIHL gli danno una possibilità mentre le squadre della NIHL danno maggiori opportuintà ai giovani.

Quali sono i migliori giocatori della lega? E quali sono quelli su cui la Gran Bretagna potrà fare affidamento in futuro?

Tipicamente i migliori giocatori della lega provengono dal Nord America, come Joey Haddad a Gleason Fournier. Alcuni giocatori con la doppia cittadinanza fanno molto bene con nla nazionale mentre e per esempio Brendan Connelly è stato uno dei migliori marcatori la scorsa stagione. Ben Bowns è l’astro nascente capace di buttare il disco in rete e capace di fornire ottime prestazioni sia con il suo club (i Cardiff Devils) che con la nazionale come si è potuto vedere durante gli scorsi campionati del mondo.

Inoltre, giocatori come Liam Kirk, Alex Graham a Mason Alderson saranno certamente punti fermi per la nazionale nei prossimi anni e la speranza è che alcuni ulteriori giovani possano emergere.

Come siamo messi ad infrastrutture in Gran Bretagna?

Ad essere sinceri c’e molta differenza tra le squadre. Alcune piste sono incredibili mentre altre più piccole sono in uno stato pietoso. Planet Ice, che e una catena di arene nella nazione, ha alcune piste che sono ottime anche per ospitare eventi internazionali. Come la MK Arena, casa dei Milto Keynes Lightning, che è una delle migliori piste tra quelle “piccole”.

Le fiananze e la continuità nel rendere disponibili arene di un certo livello sono fattori fondamentali per l’hockey GB se si vuole diventare sempre più una nazione rispettata hockeysticamente.

Ultima domanda. Come vedi il futuro dell’hockey targato GB?

Credo che se le leghe e le associazioni riescono a realizzare insieme una strategia a lungo termine il futuro dell’hockey nel Regno Unito possa essere radioso. Può poi aiutare, in maniera molto significativa, un maggior seguito da parte dei media. Se questo non accadrà, continueremo ad essere uno sport di secondo piano così come lo siamo stati per troppi anni.

Grazie mille, James!

Che dire? Noi non possiamo far altro che augurare che ci sia un futuro radioso. Sono molti gli appassionati di hockey nel Regno Unito e meritano di essere “sfamati”. Non sarà semplice riuscire a rendere l’hockey su ghiaccio uno sport primario… non lo è per nessuna nazione. Pensiamo a nazioni come l’Italia, la Francia, la Polonia e così via. C’è molta gente appassionata ma che rischia di dover fare i salti mortali per seguire lo sport preferito. Questo, di certo, non aiuta.

Noi comunque nel nostro piccolo torneremo a parlare di hockey targato GB. Eccome se torneremo!

Abbiamo visto le highlights di diverse partite. Abbiamo visto che c’è passione ed abbiamo visto che le partite sono davvero divertenti. Insomma, non è questa l’ultima volta che sul nostro portale sentirete parlare di hockey del Regno Unito.

A presto, ragazzi!

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