Affascinante, passionale, imprevedibile, entusiasmente, eterno. Stiamo parlando del Friborgo Gottéron. I Dragoni sono un po’ pazzi ma simpatici e unici. Con tutto il rispetto, sono il club più “schizofrenico” di hockey su ghiaccio in Svizzera. Nulla è mai banale quando si tratta di Gottéron. Il loro motto è “Fribourgeois pour un jour, fribourgeois pour toujours”.

Mirko Stephani, Paolo Nidola, Ronald Wildi, Marco Lupatini. Stiamo parlando di quattro amici Ticinesi. Un po’ pazzi pure loro.

Cos’hanno in comune il Friborgo Gottéron e questi quattro ragazzi? Hanno in comune il “Dragone”. Una cosa è certa: Mirko, Paolo, Ronald e Marco hanno fatto loro il detto “Fribourgeois pour un jour, fribourgeois pour toujours”.

Ma c’è di più. Non solo questi quattro amici sono tifosi del Friborgo Gottéron. Essi sono pure i quattro membri fondatori dei “Dragons Tessinois”. Fans club ticinese dedicato alla squadra più pazza, nel bene e nel male, della Svizzera!

Abbiamo avuto la fortuna di poter chiacchierare con Mirko e Paolo, presidente e vice-presidente del fans club nato nell’estate del 2008. Il 2008 tuttavia è stato “unicamente” l’anno che la passione si è trasformata in qualcosa di ufficiale… già, perché la passione per il “Dragone” era nata molto prima. Verso metà anni ‘90.

Dicevamo, “Fribourgeois pour un jour, fribourgeois pour toujours”. Il primo giorno, o la prima volta, di Mirko e Paolo da “Dragoni” risale a metà anni ’90. Era l’era di Bykov – Khomutov, il duo più fenomenale che abbiamo avuto l’opportunità di ammirare alle nostre latitudini.

Mirko ha seguito le prime partite della sua squadra alla Resega accompagnato da suo padre tra i tifosi del Lugano. Le ha seguite con la maglia gialla del Gottéron ben nascosta sotto la giacca. Paolo per contro alle partite ci andava con suo zio Bianconero sempre alla Resega e sempre tra i tifosi del Lugano.

Il passo successivo per Mirko è stato quello di seguire la sua squadra del cuore nel settore ospiti con l’amico Ronald sempre a Lugano e poi ad Ambrì. Per poi finire nella tana del Dragone – la cara e vecchia St. Léonard – il 19 agosto del 2000 per assistere alla partita di addio di Slava Bykov.

Partita dopo partita i ragazzi hanno iniziato a conoscersi. Del resto, non erano moltissimi coloro che seguivano il Friborgo Gottéron nel settore ospiti durante le trasferte in Ticino. La sintonia tra Mirko e Paolo è stata immediata. Il primo si focalizzava sulle prestazioni individuali mentre il secondo era appassionato di statistiche. Tra i due le conversazioni a seguito di una partita – vinta o persa, poco importa – duravano giorni.

E così, giorno dopo giorno, la passione per l’hockey su ghiaccio e per questo club un po’ pazzo si è trasformata in un vero e proprio amore. Ogni amore che si rispetti poi, ha un momento se vogliamo di svolta. Questa svolta, forse anche decisiva, arrivò durante le pause per la Spengler del 2002 e del 2003 quando lo sponsor Chicco d’Oro organizzò a Chiasso – città di Mirko – delle amichevoli tra Ambrì-Piotta e Friborgo Gottéron. Dopo le partite era possibile incontrare giocatori e dirigenti delle due squadre… inutile sottolineare che era un’occasione d’oro ed imperdibile.

A quei tempi Paolo già abitava in riva alla Sarine dove frequentava la HES SO (Haute école specialisé de la Suisse Orientale). Mirko per contro aveva appena finito il liceo e si iscrisse all’università di Friborgo. Tutto insomma cascava a fagiolo ed i due amici poterono condividere assieme la passione per la squadra del cuore. Fù un anno intenso durante il quale Mirko e Paolo seguirono assiduamente i Dragoni sia in casa che in trasferta. Un anno durante il quale tuttavia Mirko si è reso conto che la sua voglia di studiare era inferiore alla voglia di vivere la città di Friborgo… e questo lo ha portato ad abbandonare gli studi e fare ritorno in Ticino dove, dopo un anno sabbatico, ha iniziato l’apprendistato di giardiniere paesaggista.

Le strade dei due amici si sono divise “fisicamente” ma è invece rimasta immutata la passione per il Dragone. Sono iniziati anni durante i quali Mirko ha macinato chilometri e chilometri per seguire la sua squadra del cuore… e durante i quali è pure “entrato in gioco” un professore con la stessa passione e lo stesso amore per il Friborgo Gottéron: Marco.

Come tutti ben sappiamo ogni amore che si rispetti vive di alti e bassi. E quegli anni il Gottéron viveva piuttosto di bassi rischiando seriamente la relegazione al termine della stagione 2005-06. Ma cosa dicevamo in precedenza? “Fribourgeois pour un jour, fribourgeois pour toujours”… i risultati negativi hanno generato frustrazione ma di certo non hanno fatto diminuire l’amore per la squadra del cuore. Anzi, proprio i risultati negativi fanno capire quanto ci si tiene ed una squadra. Forse allora non è stato un caso che la creazione dei Dragons Tessinois e arrivata nell’estate del 2008 quando Mirko, al termine del suo percorso di formazione professionale, voleva recuperare quel legame che si era creato tra lui, Paolo ed il Friborgo Gottéron.

Sembrava una pazza idea. Ma del resto, tutto è “pazzo” quando si parla dei Dragoni. Mirko prese allora contatto con la responsabile dei tifosi Isabelle Soom ed il fans club vide la luce. Un fans club che fù preso immediatamente in simpatia e curiosità da parte degli altri fans club del Friborgo Gottéron.

Ed un fans club che capì immediatamente come essere tifosi del Friborgo Gottéron significa mettere in conto di dover soffrire. Tanto. Prendiamo la prima stagione dell’esistenza dei Dragons Tessinois… il Gottéron visse una regular season decente ma poi giocò degli ottimi playoff. Arrivò in semi-finale dove si portò pure avanti per 3-0 nella serie contro il Davos. Ma per finire, gli Stambecchi si qualificarono per l’atto finale e vinsero il titolo.

Una sofferenza che non ha comunque scalfito l’amore per la squadra. Anzi. Perché i Dragons Tessinois hanno continuato a seguire la squadra del cuore nonostante le difficoltà logistiche. Di fatto, solamente Paolo è rimasto fedele negli anni non solo alla squadra ma pure alla città in riva alla Sarine.

Gli anni passato ed arriva il 2012 quando i ragazzi Ticinesi si sono avvicinati sempre di più ai Magic Dragons – fans club del Gottéron del Canton Vaud – con i quali hanno festeggiato il gemellaggio creando una felpa nell’anno del 75° anniversario del club che gli permise di utilizzare il logo ufficiale.

Quella stagione i Dragoni arrivarono in finale dove rimediarono l’ennesima sconfitta all’atto conclusivo contro i rivali del Berna. Ennesimo boccone amaro da digerire ma che allo stesso tempo rese fieri tutti i tifosi per quanto fatto dalla squadra.

Erano ad ogni modo anni felici per i Dragoni che raggiunsero due semifinali ed una finale in tre stagioni.

Dopo di che, con il passare delle stagioni, anche il gruppo ha iniziato a seguire il Friborgo Gottéron meno assiduamente. Mirko si è sposato ed ha avuto un figlio… ergo, le libertà sono diminuite. Paolo per contro viaggiava spesso fuori continente. Insomma, il fans club era meno presente.

Una cosa però è certa. Il fans club, che tra membri e simpatizzanti oggi conta una ventina di persone, era meno presente ma certamente non morto. I ragazzi si aggrappavano a tutte le piccole cose per non far spegnere la fiammella della passione e nel 2018 crearono la sciarpa per festeggiare degnamente i 10 anni della loro esistenza. Questa fù un iniziativa che raccolse molta simpatia all’interno della tifoseria Burgunda e che fece capire come i Dragons Tessinois erano sempre e comunque presenti. Quanto meno con il cuore.

Un cuore che poi è stato messo a dura prova al termine della stagione successiva. Una stagione estremamente deludente in termini di risultati nonostante l’arrivo di Reto Berra. I risultati negativi portarono i Dragons Tessinois perfino a scrivere una lettera ai dirigenti del club… un’idea folle e pazza, si pensava. Ed invece Mirko e Paolo vennero accolti da Raphael Berger per una discussione. Un gesto, quest’ultimo, che ha fatto capire ai Dragons Tessinois che negli anni si sono guadagnati pure un certo rispetto. Il fatto di trovarsi faccia a faccia con il direttore generale del club infatti è valso per loro quasi quanto la conquista di un titolo. Esagerando, ovviamente. Tuttavia, è stato un gesto che i Dragons Tessinois hanno apprezzato enormemente ed un gesto che, se possibile, ha fatto aumentare ancora di più la passione per il club.

Una passione che evidentemente gli amici ticinesi vivono a maniera loro. Per dire, non sentono particolarmente le rivalità con le altre squadre romande – anche se con il Ginevra e Chris McSorley non è certo stato amore a prima vista… – ma sentono piuttosto quella contro il Berna e vivono in maniera particolare le sfide del Gottéron contro le squadre Ticinesi. A detta loro, è più “semplice” digerire una sconfitta contro il simpatico e “povero” Ambrì-Piotta piuttosto che contro il “ricco” ed “odiato” (sportivamente, ovviamente) Lugano.

Una passione che Mirko definisce con un numero. Il numero 20, che rappresenta il numero di maglie collezionate.

Una passione che comuque sia non si spegnerà mai. Perché, lo ripetiamo nuovamente, “Fribourgeois pour un jour, fribourgeois pour toujours”. Sempre con un sogno nel cassetto: quello di vedere questa squadra “pazza” ma “unica”… questa squadra affascinante, passionale, imprevedibile ed entusiasmante, vincere il titolo di Campione Svizzero!

Sarebbe un giorno indimenticabile. Anche evidentemente per Mirko, Paolo, Ronald e Marko e tutti i Dragons Tessinois. Un gruppo affascinante, passionale, imprevedibile, entusiasmente, pazzo… ed eterno.

Grazie per averci raccontato questa bellissima storia di tifo e di sport!

Tutti i fatti raccontati e le foto ci sono state fornite da Mirko Stephani e Paolo Nidola.

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