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Finalmente, era da 4’016 giorni che aspettavamo questo giorno. Oggi, 8 maggio 2020, si torna a giocare un campionato del mondo di hockey su ghiaccio in Svizzera. Tanto è passato dal 10 maggio 2009, giorno della finale giocata a Berna tra Russia e Canada – vittoria della Russia per 2-1 – a oggi quando si disputano quattro partite. Canada vs Germania, Svezia vs Repubblica Ceca, Finladia contro Stati Uniti e soprattutto Svizzera vs Russia.

Non c’è altro da dire. A partire da oggi, gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Losanna e Zurigo. Le due città che ospitano la manifestazione. Che il divertimento abbia inizio!

Ecco, in questo modo ci sarebbe piaciuto iniziare l’articolo odierno. Ed invece, per i motivi che tutti conosciamo, oggi è un giorno molto triste per gli appassionati di hockey su ghiaccio. Specialmente per gli appassionati di hockey su ghiaccio svizzeri.

Aspettavamo questo momento da anni. La nazionale guidata alla grande da Patrick Fischer era riuscita a far innamorare tutta la nazione grazie ad un attaccamento alla maglia senza eguali. Si, eravamo pronti a sventolare con orgoglio la nostra bandiera nazionale per spingere i nostri eroi verso un risultato storico.

Ed invece, siamo costretti a trattenere l’urlo in gola. È una grande tristezza ma non c’erano alternative. Nemmeno giocare senza spettatori. E per fortuna, osiamo dire. Abbiamo già visto sul finire della regular season 2019-20 che le partite di hockey su ghiaccio senza spettatori sono surreali. È sempre hockey ma è un hockey diverso. È un hockey senza emozioni. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: l’hockey è per i tifosi!

A tal proposito non smetteremo nemmeno mai di ringraziare giocatori, addetti ai lavori, staff, club, e chiunque lavora dietro le quinte, per regalarci da settembre a fine maggio uno spettacolo fantastico.

Siamo certi che, nonostante tutto, siano proprio tutte queste persone le più dispiaciute per l’annullamento dei campionati del mondo di Zurigo e Losanna. Non se lo meritavano proprio. Tutti gli immensi sforzi fatti per garantire una rassegna indimenticabile sono andati in fumo a causa di uno schifoso virus che ha deciso di rovinarci il 2020.

Che dire poi dei giocatori e dello staff tecnico della nazionale?

Loro comunque, Patrick Fischer ed i suoi ragazzi, ci devono essere di grande esempio. Sono l’esempio perfetto di cosa vuol dire davvero rappresentare la Svizzera ed essere Orgogliosi – con la O maiuscola – di rappresentare la nostra nazione. Se parliamo di nazionale Svizzera e di sport di squadra, nessuno è come loro.

E di nuovo, devono essere da esempio per tutti noi che in questo momento molto complicato dovremo essere capaci – con l’orgoglio – di rialzarci e guardare ad un futuro migliore.

Il virus passerà ma l’hockey su ghiaccio tornerà. Tornerà più forte di prima. Il virus ha forse “vinto gara-1 della serie”… ma l’hockey su ghiaccio vincerà la serie per 4-1. Ci sarà insomma il tempo per festeggiare e tornare ad abbracciarci per un gol e bere una – o due, o tre, o quattro, fate voi… – birre in compagnia alla pista.

Purtroppo però non ora. Questo era il momento di festeggiare un grande evento e si è invece forzatamente trasformato in un momento di riflessione e di pausa. Intendiamoci, non è poi detto che questo periodo di pausa forzata non ci faccia pure del bene… forse però ecco, da appassionati di hockey su ghiaccio, si poteva sperare che questo periodo di pausa forzata fosse arrivato durante la pausa estiva 🙂 Ma non si può avere tutto nella vita.

C’è ancora chi dice che l’hockey su ghiaccio – lo sport in generale – è poco importante nel contesto attuale. Non siamo assolutamente d’accordo. Proprio lo sport ci deve far capire che è possibile vincere tutte le battaglie grazie all’attitudine, allo spirito combattivo ed al lavoro di squadra. La nazionale di Patrick Fischer ci ha dimostrato che è possibile ottenere risultati straordinari.

E ci avrebbe dimostrato a partire da oggi – 8 maggio 2020 – cosa significa essere fieri di essere svizzeri e di rappresentare la nostra nazione.

Ci saremmo divertiti. Tanto. Questa sera saremmo stati tutti – chi all’Hallenstadion e chi a casa davanti alla TV – pronti a gridare a squarciagola “hopp Suisse!” per la sfida contro la Russia. Ed invece, siamo costretti a farci un semplice aperitivo pensando a quello che poteva essere, a quello che non è ed a sognare per quello che sarà in futuro.

Sapete cosa? Passateci il termine e scusateci se siete dei puritani. Ma… v*******o, coronavirus. Noi, dell’hockey su ghiaccio – indipendentemente dalla fede – torneremo. Uniti più che mai.

Hopp Suisse, lunga vita all’hockey su ghiaccio!

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