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Il Lugano aveva quale obiettivo stagionale dichiarato il 6° posto in classifica e per finire ha concluso la regular season all’8° posto a 6 punti dal 6° posto. Insomma, dal lato pratico i Bianconeri sono andati vicini a raggiungere l’obiettivo.

Per raggiungerlo del tutto, o per fare ancora meglio, è mancata la continuità. La stagione del Lugano infatti è stata contraddistinta da troppi, troppi, alti e bassi. Di fatto, crediamo si possa tranquillamente dividere la stagione dei Bianconeri in quattro parti. Un buon inizio con Sami Kapanen, il tracollo con Sami Kapanen, una rimonta incredibile con Serge Pelletier ed infine una fase finale di regular season poco adatta ai deboli di cuore e negativa in termini di risultati nonostante la qualificazione ai playoff ottenuta all’ultimo respiro.

Si sapeva che non sarebbe stata una stagione semplice. Il club di base in riva al Ceresio ha cambiato molto sia dentro che fuori dal ghiaccio. È stato nominato un nuovo allenatore con una nuova filosofia – un “esperimento” che con il senno di poi non ha pagato – e soprattutto la squadra ha perso moltissimo in termini di classe e personalità viste le partenze di veri e propri “pilastri” quali, tra gli altri, Elvis Merzlikins, Gregory Hofmann e Maxim Lapierre.

Si sapeva che non sarebbe stata una stagione semplice. Senza girarci troppo intorno, questa era una stagione di transizione. Una stagione che comunque il Lugano ha concluso con la conquista dei playoff, playoff durante i quali siamo certi che avrebbe potuto dire la sua pure contro una corazzata come lo Zurigo.

Si sapeva che non sarebbe stata una stagione semplice, pertanto non si può dire che tutto sia andato male. Il Lugano poteva far meglio, certo. Ma per finire, ha vissuto un’annata durante la quale certamente il club ha imparato molto e, soprattutto, ha certamente capito cosa fare per cercare di tornare ai vertici. Già, per “cercare” di tornare ai vertici… perché la National League è diventata davvero competitiva e sarà sempre più difficile, per tutti, già riuscire ad essere tra le otto elette al termine della regular season. Per essere, restare o salire ai vertici poi, bisogna davvero fare un lavoro praticamente immune da errori.

COSA HA FUNZIONATO

La rimonta

Quando Sami Kapanen è stato sollevato dall’incarico – dopo l’umiliante sconfitta rimediata nel derby alla Valascia – il Lugano pareva in una situazione disperata. Ed invece i Bianconeri sono riusciti a completare una grande rimonta che gli ha permesso, per finire, di concludere la stagione tra le prime otto della classe. La rimonta ha dimostrato che comunque, volenti o nolenti, la squadra era viva.

Il rendimento esterno

Il Lugano ha concluso la regular season con il 6° rendimento esterno della National League. Niente di spettacolare ma comunque i Bianconeri sono riusciti a qualificarsi per i playoff – poi ovviamente non disputati per coronavirus – proprio anche grazie ad un rendimento esterno che nell’insieme è stato comunque soddisfacente.

I portieri

Sandro Zurkirchen è stato strepitoso nella prima parte di stagione e Niklas Schlegel ha fornito prestazioni di ottimo livello nell’ultima parte di stagione. Di certo i portieri sono stati un punto di forza della squadra ed entrambi sono pure riusciti a “rubare” alcune partite.

COSA NON HA FUNZIONATO

Il rendimento casalingo

C’era un tempo in cui la Resega – ora Cornèr Arena – era un vero e proprio fortino. In molti ci lasciavano le penne. Questa stagione invece gli avversari hanno avuto vita piuttosto semplice in riva al Ceresio… Il Lugano ha conquistato 37 punti in 25 partite casalinghe ed ha dunque avuto il secondo peggior rendimento interno, troppo poco. Inoltre, in casa, i Bianconeri hanno segnato solamente 64 reti. Solamente il Langnau ha fatto peggio (57).

Mancanza di emozioni (sotto la guida di Sami Kapanen)

Il Lugano aveva iniziato piuttosto bene la stagione con Sami Kapanen, fornendo alcune prestazioni strappa applausi. Poi però, nel momento in cui le cose hanno iniziato ad andare male sono sembrate mancare le emozioni. Troppo spesso i Bianconeri hanno fornito prestazioni anonime e sono sembrati farsi sopraffare dagli eventi senza mostrare una vera e propria reazione di carattere. In tal senso la mancanza di giocatori di personalità come Maxim Lapierre si è fatta sentire.

Stranieri

È inutile girarci troppo intorno: in Svizzera gli stranieri giocano un ruolo chiave. In tal senso il Lugano non ha potuto contare su un apporto sufficiente da parte dei suoi giocatori d’importazione. Si salva Atte Ohtamaa e crediamo non sia un caso che con il fuoriclasse finlandese in difesa i Bianconeri erano piuttosto solidi. Non si può certamente dire che gli stranieri del Lugano siano pessimi giocatori, anzi. Ma semplicemente, a nostro parere, non sono quelli giusti nel posto giusto al momento attuale.

LE TRE STELLE

Alessio Bertaggia

Alessio Bertaggia è stato il giocatore del Lugano che ha fornito le migliori prestazioni con continuità e crediamo pure che sia stato una delle “stelle” di tutta la stagione di National League. Come al solito Alessio è stato un peperino inarrestabile… ed a ciò ha pure aggiunto una produzione di punti impressionante. Un giocatore da nazionale!

Sandro Zurkirchen / Niklas Schlegel

Abbiamo già parlato dei due portieri, i quali in periodi diversi hanno fornito prestazioni di ottimo livello. Forse, presi singolamente, Sandro e Niklas non sono i portieri più forti in circolazione… ma insieme, crediamo che formino la coppia di portieri più forte in National League. Dapprima Sandro aveva il difficilissimo compito di rimpiazzare Elvis Merzlikins e lo ha svolto alla grande. Poi Niklas, dopo la deludente e breve esperienza di Berna, ha fatto capire di essere un estremo difensore affidabilissimo.

Reto Suri

Se parliamo di produzione su tutto l’arco della stagione Reto Suri poteva forse fare meglio. Ma se parliamo di impegno, attitudine e voglia di fare… l’ex Toro non è stato secondo a nessuno e merita un grande applauso! Ha vissuto nell’insieme una buona prima annata a Lugano e l’impressione è che possa essere proprio lui a fare la differenza la prossima stagione.

MENZIONI SPECIALI

Serge Pelletier (Allenatore)

A caval donato non si guarda in bocca… Serge Pelletier è arrivato in riva al Ceresio quando la squadra era con il morale a terra e sembrava una barca alla deriva. È riuscito in breve tempo a rianimare il gruppo e siamo certi che buona parte del merito per questa rimonta è suo. Se non verrà confermato a Lugano, siamo certi che quest’ultima esperienza lo aiuterà a trovare un altro lavoro molto presto.

David McIntyre

Alcuni avevano storto il naso quando David McIntyre è stato ingaggiato quale nuovo straniero. David invece ha fatto piuttosto bene. Soprattutto, ha portato quella dose di leadership che sembrava mancare. Ed ha fatto capire che senza un centro dominante è davvero difficile ottenere risultati in Svizzera.

STATISTICHE


Statistiche prese da:

nlicedata.com

leading-sport.com


Gol segnati – Gol subiti

Gol segnati – Gol subiti a parità numerica

Il Lugano è passato dall’avere il miglior attacco la scorsa stagione ad avere il 9° attacco nella stagione appena conclusa. Di certo buttare il disco in rete è stato troppe volte un problema. Se parliamo di difesa invece, i Bianconeri sono stati nell’insieme piuttosto solidi ed hanno concluso la stagione con la 6a difesa della lega. Da notare inoltre che il rendimento della squadra a 5 contro 5… rispecchia fedelmente la classifica finale.

Gol segnati – Gol subiti ogni 10’

Questo grafico genera dubbi in merito alla condizione fisica della squadra, magari anche troppo “spompata” dal sistema di gioco voluto da Sami Kapanen. Il Lugano infatti ha fatto dannatamente fatica nei terzi conclusivi dopo che nei primi periodi di gioco riusciva a fare la differenza.

Avanti nel punteggio, in parità, costretto a rincorrere

Il Lugano è stato avanti nel punteggio il 35.07% del tempo, solamente Ginevra Servette e Davos sono state per più tempo percentualmente più avanti nel punteggio in National League. Poi però, i risultati sono stati nell’insieme negativi. Ancora, problema di condizione fisica? Forse. Di certo però anche le partenze di giocatori molto carismatici non ha aiutato.

Percentuale realizzativa – Percentuale parate

Il Lugano ha avuto una percentuale realizzativa piuttosto bassa, di fatto solamente Friborgo Gottéron, Ambrì-Piotta e Langnau hanno avuto una percentuale realizzativa più bassa in National League. Complessivamente poi, anche la percentuale di parate è stata bassa… solamente Langnau e Rapperswil hanno avuto percentuali di parate più basse. Però, se parliamo di percentuale di parate, i numeri vanno analizzati e confermiamo la nostra idea che Sandro Zurkirchen e Niklas Schlegel siano stati un punto di forza.

Power-play – Penalty-killing

Il Lugano ha avuto il 6° power-play della National League ed il 4° miglior rendimento in inferiorità numerica. Sotto la guida di Serge Pelletier invece, i Bianconeri hanno avuto il 3° miglior power-play e sempre il 4° miglior rendimento in inferiorità numerica. Insomma, le situazioni speciali non sono state un problema.

LA STAGIONE IN UNA CITAZIONE

Alti… e bassi. In tutti i sensi.

La continuità è quella “cosa” che tutti cercano ma che è dannatamente difficile da raggiungere. Tuttavia, il Lugano ha pagato davvero un caro prezzo per la mancanza di continuità sia in termini di prestazioni che di risultati. Nell’insieme, come detto, a nostro parere la stagione dei Bianconeri non è stata in tutto e per tutto negativa e per finire i playoff sono stati raggiunti. Di certo, tutto il club ha imparato molto in questa prima stagione dopo i molti cambiamenti. E, sempre di certo, pure Hnat Domenichelli – uomo chiave per il presente e per il futuro – ha imparato molto in questa sua prima stagione da DS. Insomma, se parliamo di futuro il Lugano può essere relativamente fiducioso. Se parliamo invece della stagione appena conclusa, ci sono stati troppi alti… e bassi. In tutti i sensi.

VOTO ALLA STAGIONE

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