Fino a pochi giorni fa si parlava unicamente di lotta playoff, di fase più emozionante della stagione in procinto di cominciare. Ora invece, di fronte alla psicosi coronavirus, ci troviamo nella situazione poter dover assistere a playoff – se playoff saranno – senza tifosi e con impianti a porte chiuse.

La situazione insomma, è molto delicata. Non sta certamente a noi stabilire se la decisioni prese dalle autorità siano giuste o sbagliate, esagerate o meno. Non ci arroghiamo poi nemmeno il diritto di parlare di coronavirus in termini medico-scientifici. Questo “ingrato” compito lo lasciamo a chi lo sa svolgere.

L’unica cosa che possiamo constatare, parlando di coronavirus, è che c’è una psicosi quasi irrefrenabile… generata anche da poca informazione e tanto, troppo, sensazionalismo da parte di “alcuni” – e ci teniamo a sottolineare “alcuni” – media.

Detto questo, la situazione attuale evidentemente ha un grande impatto pure sul campionato di National League di hockey su ghiaccio.

Le ultime due partite di regular season si sono giocate a porte chiuse. Per i playoff invece, bisognerà attendere lunedì e capire come procedere.

Ma vale la pena giocare comunque i playoff, o meglio giocarli come da programma ma a porte chiuse? Noi siamo romantici: per noi l’hockey è per i tifosi. Niente tifosi, niente playoff. Semplicemente. Non crediamo inoltre sia nell’interesse dei club giocare tutti i playoff a porte chiuse.

Poi certo, non è semplice nemmeno cancellare la stagione. Oppure premiare con il titolo i vincitori della regular season.

Che fare allora?

Noi siamo dell’idea di “aspettare per il miracolo”. In altre parole, attendere il 15 marzo – o pure oltre se necessario – per poi capire se sarà possibile giocare i playoff CON il pubblico. Si potrebbe procedere con serie “best-of-3” o “best-of-5” per accorciare la durata e lasciar spazio poi ai Campionati del Mondo. Se Campionati del mondo saranno, ovviamente…

Senza poi nemmeno esagerare, parlando di Campionati del Mondo. Se prendiamo la SHL Svedese infatti, la scorsa stagione si è conclusa il 2 maggio. Dunque non sarebbe fuori luogo immaginare che la National League possa durare fino a fine aprile / inizio maggio.

La nostra insomma, sarebbe una tattica di tipo attendista. Siccome la situazione è in costante evoluzione, aspettiamo e vediamo cosa si può fare.

Se poi, come probabile, l’emergenza continuerà oltre la metà di marzo… forse sarebbe il caso di cancellare la stagione.

Sarebbe infatti davvero interessante giocare i playoff a porte chiuse? Abbiamo visto nel weekend appena concluso quanto triste sia giocare senza tifosi. Non è nemmeno hockey. Come detto, a nostro parere, l’hockey è per i tifosi. Niente tifosi, niente playoff. E crediamo che non sia neppure nell’interesse dei club giocare una post-season a porte chiuse.

Certo, ci sono in ballo contratti, sponsor… e molto altro ancora. Come pure gli investimenti fatti dalle squadre di Swiss League che puntano alla promozione. Ma non dimentichiamo nemmeno che se anche solo un giocatore venisse contagiato dal virus, la stagione dovrebbe essere comunque cancellata. Ed allora, a nostro parere, tanto vale “correre il rischio” di temporeggiare e sperare nel “mezzo miracolo” di giocare i playoff con le piste gremite di tifosi.

O ancora, se non altro. Se uno dei problemi di questa emergenza è la “tracciabilità” delle persone, magari è ipotizzabile aprire le piste unicamente ai possessori di un abbonamento stagionale? Si potrebbe controllare, tramite carta d’identità, che il possessore dell’abbonamento stagionale è colui che si reca effettivamente in pista. Ed inoltre, controllare la temperatura corporea di coloro che accedono agli impianti. Misure scomode, ma che permetterebbero di avere quanto meno una parte di tifosi in pista.

Quest’ultima, è solo un’idea buttata li di getto. Magari irrealizzabile ma che andrebbe incontro agli interessi di almeno parte dei tifosi. Magari pure parzialmente ingiusta, perché solo chi è possessore di un abbonamento potrebbe entrare. Ma del resto, questa è una situazione eccezionale e come tale va presa.

Ma ancora, qualcosa forse si può fare. Perché di nuovo, ne abbiamo avuta dimostrazione plateale quest’ultimo fine settimana, l’hockey – e lo sport in generale – è dei tifosi.

Diciamolo poi. Che gusto proverebbero i vincitori a conquistare un titolo in una pista vuota? L’hockey, più di altri sport, si nutre di emozioni. E le emozioni, i protagonisti sul ghiaccio le regalano proprio ai tifosi. Gli uni non possono fare a meno degli altri.

Se poi la stagione verrà cancellata… beh, sarebbe una tristezza infinita. E sarebbe pure ingiusto. Ma a nostro parere, sarebbe meno triste che vedere il post-season giocato in impianti desolatamente vuoti.

E voi, che decisione prendereste?

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