Si è conclusa pure l’edizione 2019-20 della Champions Hockey League e per la quarta volta in sei anni ad imporsi sono stati i Frölunda Indians, i quali si confermano dunque squadra più forte d’Europa! Anche questa volta purtroppo nessuna squadra Svizzera è riuscita a qualificarsi per la finale. Insomma, anche per quest’anno… sarà per l’anno prossimo.

Detto questo, si è nuovamente avuta l’impressione che a molti tifosi importa poco di questa competizione. Se escludiamo la storica trasferta dell’Ambrì-Piotta e Monaco e la partita casalinga dei quarti di finale del Bienne contro i Campioni del Frölunda infatti, il grande pubblico svizzero è rimasto piuttosto distaccato.

“Meglio concentrarsi sul campionato”, “meglio evitare infortuni”, “non rende abbastanza in termini finanziari”… queste, spesso e volentieri, le voci di buona parte del popolo. Voci, a nostro parere, incomprensibili.

O meglio. Se parliamo in termini finanziari, è chiaro che la Champions Hockey League porta poco alle squadre. Di fatto, è un affare in perdita a meno che il club raggiunge le semifinali della competizione. Ma questo è un discorso finanziario che dovrebbe riguardare i club, non i tifosi.

Detto questo, è innegabile che il torneo – specialmente in Svizzera – tira meno di quello che dovrebbe. Parlando con un nostro lettore ieri, si discuteva su cosa si potrebbe fare per aumentare l’attrattività della Champions Hockey League.

A nostro parere è principalmente una questione di “tempo”. I tornei infatti molto spesso guadagnano prestigio e popolarità con il passare del tempo. Con il tempo si creano rivalità, si creano abitudini ed il palmares si arricchisce.

Inoltre è pure una questione di “continuità”, ed in tal senso crediamo che si stia andando nella direzione giusta visto che il format del torneo non cambia ormai dal 2014.

Poi certo, si può sempre fare qualcosa per migliorare.

A nostro parere per esempio, si potrebbe introdurre un “final four” invece di semi-finali e finale. Il “Final Four” è un formato che già nel passato, quando le competizioni europee erano molto meno strutturate, ha dimostrato di poter funzionare. Organizzare una tre giorni di hockey in una località dove si affrontano quattro squadre per la conquista del trofeo… funziona. Spesso il tutto si trasforma in una bellissima festa di hockey, che potrebbe pure essere più appetibile per gli sponsor.

Come poi diceva il nostro lettore, si potrebbe introdurre una sorta di “Coppa Intercontinentale”. La squadra vincitrice della Champions Hockey League potrebbe sfidare la vincente della Stanley Cup. Un pò come succedeva con la Victoria Cup, che nel 2009 venne vinta dagli ZSC Lions contro i Chicago Blackhawks.

Inoltre, sempre il nostro lettore, proponeva che i campionati nazionali si debbano fermare quando si gioca la Champions Hockey League. Aggiungendo che le TV nazionali potrebbero mostrare almeno una partita a settimana. Sono proposte che condividiamo.

E voi, avete altre idee?

Chiaro che l’hockey su ghiaccio non è il calcio (per fortuna, aggiungiamo noi…). Però sarebbe interessante riuscire a far decollare per davvero questa Champions Hockey League. È una competizione che noi adoriamo e seguiamo sempre con estrema passione!

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