Doveva essere un’intervista di 10/15 minuti ma, con nostro grande piacere, si è trasformata in una piacevole chiacchierata di oltre un’ora. Stiamo parlando del tempo che abbiamo avuto la fortuna di passare con Alex Reinhard e Sébastien Reuille, coloro che stanno lavorando insieme nella stagione più difficile per i Ticino Rockets, quella che prevede per la prima volta la relegazione.

Ci siamo accomodati nel loro ufficio dopo la sessione di allenamento di cui vi avevamo parlato nel nostro pezzo “Un pomeriggio con i Rockets”. Un ambiente molto riservato, nel quale i due allenatori passano certamente molto tempo.

Nell’ufficio ci sono due scrivanie, computer, fogli, qualche caramella – “speriamo che i giocatori non seguono la nostra dieta” sottolineranno poi i due allenatori divertiti – e la lavagnetta con la potenziale formazione per la partita successiva. Una lavagnetta che di certo è croce e delizia per i due allenatori, i quali sono praticamente come due selezionatori di una squadra Nazionale a tempo pieno. Visto e considerato che spesso e volentieri non sanno quali sono gli elementi di cui possono disporre per la partita successiva.

Inizia l’intervista e la prima domanda è la più difficile. O meglio, la più scomoda da porre. Ma purtroppo, è anche la più banale e scontata. Abbiamo voluto focalizzarci sul fattore mentale, che nell’hockey moderno è fondamentale, e parlare di come si riesce a mantenere alto il morale della truppa quando le sconfitte si susseguono l’una all’altra.

E quì arriva il primo “inghippo”. Sébastien ha deciso di rendere il nostro “lavoro” difficile e semplice allo stesso momento. Come da personaggio, e come da giocatore, è partito come una furia, ci ha messo sotto pressione… e praticamente ha risposto già alle successive alcune domande che avevamo preparato 🙂

A quel punto, abbiamo capito che fare un’intervista era impossibile. Del resto, Sébastien è – prima ancora che un allenatore ed un grandissimo ex giocatore – una persona squisita. Ed abbiamo pertanto iniziato a chiacchierare senza seguire uno schema ben preciso.

Una cosa comunque è stata chiara sin da subito. Il suo lavoro non è una passeggiata. “Non è semplice riuscire a gestire così tante sconfitte, sia per noi come allenatori che per tutto il club, per me questo è qualcosa di nuovo”, ci ha detto Sébastien. Il quale però, ha pure voluto giustamente sottolineare come “praticamente sempre, a parte alcune eccezioni, abbiamo perso partite di un solo gol, abbiamo tenuto testa alle squadre più forti, ed inoltre siamo riusciti ad ottenere pure risultati eccezionali. Per esempio contro alcune squadre abbiamo conquistato in questa stagione le prime vittorie nella nostra storia! Abbiamo paradossalmente fatto più fatica contro le squadre meno quotate della Swiss League. Si può praticamente dire che quando possiamo vincere siamo molto bravi, ma quando dobbiamo vincere non lo siamo abbastanza.

Tra i motivi per questo, la mancanza di costanza “una parola che a me piace molto” dice Sebastien, e la “mancanza di esperienza”.

Sebastien pure è alla sua prima esperienza qualle membro dello staff, e sta dunque ancora imparando molto. Lo ha sottolineato lui stesso. Aggiungendo poi parole al miele per Alex Reinhard “mi sta aiutando molto, sto imparando moltissimo da lui”.

Toc toc… si parla del “diavolo” ed inevitabilmente spuntano le corna 🙂

Dopo circa 15 minuti infatti, Alex Reinhard in persona ci ha raggiunto. Inizialmente credevamo di fare due interviste separate, ma come perdere l’occasione di avere entrambi gli allenatori nella stessa stanza?

Con tutto il rispetto, ho immediatamente chiesto ad Alex Reinhard se voleva prendere posto sulla “sua” sedia, che stavo occupando. Mi ha risposto educatamente “No no, resta pure”. Ma probabilmente, con il senno di poi e visto che la chiacchierata è durata ancora parecchio, se ne sarà pentito amaramente 🙂

Eccoci dunque, noi con Alex Reinhard e Sebastien Reuille nella stessa stanza.

I due allenatori, hanno confermato, non si conoscevano prima di iniziare a lavorare insieme per i Ticino Rockets. Ma hanno pure confermato che si sono trovati subito in sintonìa. Di fatto, formano davvero una bella coppia. Pur se il loro lavoro è estremamente complicato.

Pure Alex Reinhard ha confermato che “Non è semplice riuscire a gestire tutte queste sconfitte. Cerchiamo di tenere alto il morale della truppa organizzando allenamenti che prevedono pure dei momenti di svago.”

Anche Alex poi, ha voluto tornare a parlare del fatto che “spesso perdiamo partite di poco. Inoltre, contro le migliori squadre del campionato riusciamo spesso a fornire ottime prestazioni. Ci manca poco per riuscire a tramutare il buon lavoro in più punti”.

Entrambi gli allenatori ci hanno poi tenuto a sottolineare un fattore molto importante. Un fattore non solo importante ma a nostro parere determinante e che può spiegare almeno in parte i risultati negativi.

C’è un gruppo di giocatori che è sempre presente. Ma complessivamente, è spesso complicato preparare la formazione. Ci troviamo infatti spesso, all’ultimo momento, senza avere la certezza di chi scenderà in pista con noi”.

Del resto i Ticino Rockets sono di gran lunga la squadra di Swiss League che ha allineato più giocatori in stagione. Oltre 40… Le collaborazioni con i club, Lugano, Ambrì-Piotta, Davos e Losanna, comunque, ci tengono a sottolineare che sono buone.

Basta vedere quanti giocatori passano da noi e poi lasciano il segno in National League. Poi certo, l’ideale per noi è una situazione come quella che si è venuta a creare con il Losanna. Il club Vodese ci ha fornito dei giocatori e questi restano con noi praticamente tutta la stagione. Da Losanna si informano regolarmente, notano i loro progressi e sono soddisfatti degli sviluppi. Da parte nostra, sapere di poter contare su taluni elementi regolarmente è certamente positivo. La collaborazione è comunque ottima con tutti, anche con il Davos che quest’anno, avendo tanti attaccanti in rosa, ci ha spesso girato attaccanti che da noi hanno fatto bene e poi sono tornati in National League con profitto.”.

Poi forse, anche un’affluenza maggiore alla Raiffeisen BiascArena potrebbe aiutare. No?

I ragazzi meriterebbero certamente di avere maggior seguito. In tutti i sensi. Aiuterebbe per il morale e per avere una spinta ulteriore”.

Tema scottante, quello dell’affluenza di pubblico. Da parte nostra, abbiamo voluto sottolineare che – volenti o nolenti – le affluenze sono comunque in linea con quelle di EVZ Academy e GCK Lions, le altre due squadre puramente formatrici della Swiss League. E che è difficile realisticamente fare di più.

Però certo, considerato che questa squadra rappresenta tutto il Ticino – oltre che Davos e Losanna – ed è una grande opportunità per tutti i giovani, un pò di persone in più alla pista sarebbero da stimolo non solo per i giocatori ma anche per chiunque lavora per questa realtà dentro e fuori dal ghiaccio. E detto francamente, lo meriterebbe tutta la squadra.

Una squadra che deve avere un futuro. E parlando di futuro, abbiamo voluto chiedere ad Alex e Sébastien se è ipotizzabile, nell’avvenire, la creazione di un settore giovanile dei Ticino Rockets. Che coinvolga tutti i migliori giovani ticinesi delle varie categorie.

Alex e Sebastien hanno confermato che “ci sono state discussioni per quanto concerne la squadra Juniori Elite dei Ticino Rockets ma più in giù è difficile. Sarebbe comunque una bella cosa. Ed inoltre, detto onestamente, permetterebbe pure a noi di poter scegliere dei giocatori quando ce ne vengono a mancare altri. Sarebbe un bell’aiuto.”.

Insomma, Alex Reinhard e Sebastien Reuille vivono il progetto Rockets al 100% e credono nella realtà che è di base a Biasca.

E questo, pur se entrambi hanno un contratto di una sola stagione. Una stagione che, comunque vada, è stata molto intensa. I due, che lo ripetiamo non si conoscevano, stanno vivendo un’avventura per la quale potrebbero scrivere un libro. Ed hanno pure imparato a conoscersi. E visto che hanno imparato a conoscersi, cosa ne pensano l’uno dell’altro?

Entrambi ci tengono anzitutto a sottolineare che la loro relazione è stata “una bellissima sorpresa”, in quanto si trovano benissimo a lavorare insieme. Ma quali sono i pregi ed i difetti dell’uno e dell’altro?

Sébastien dice che “da Alex sto imparando moltissimo, è molto preparato e conosce molto bene l’hockey. Va sempre avanti per la sua strada. Poi certo, a volte mi trovo a doverlo tranquillizzare un pò in quanto è una persona che reagisce molto con lo stomaco… poi però inizia a ragionare” 🙂

Ed Alex, che ne dice? “Sébastien è un gran lavoratore, è molto esperto e mi aiuta pure a capire il punto di vista dei giocatori in quanto io, da allentore, a volte non considero questo aspetto. Faccio fatica a trovare un difetto, è un valore aggiunto. Inoltre lui è di quì, è ormai praticamente ticinese, conosce la gente e la mentalità.”. Non ha dunque proprio difetti il buon Sebastien? “Forse un pò con gli arbitri…” 🙂

Una bella coppia, non c’è che dire. Ed una coppia che ora ha una missione da compiere. Salvare i Ticino Rockets!

Entrambi, indipendentemente dal passato e dal futuro, hanno davvero a cuore questa squadra e pure la realtà ticinese. A tal proposito, ci ha colpito un’affermazione di Alex Reinhard quando stavamo discutendo sulle lingue che si usano in spogliatoio. Alex infatti ha affermato che, nonostante la lingua principale è l’inglese per comodità, sarebbe giusto considerando dove ci si trova che “si parli italiano”.

Di fatto, inizialmente il tentativo è stato fatto… ma è durato poco. Ed in questo momento, detto francamente, è poco importante in quale lingua vengono date le istruzioni ai giocatori. L’importante è lavorare duro per raggiungere l’obiettivo finale che è rappresentato dalla salvezza.

Eccoci, ragazzi, il nostro pomeriggio con i Rockets era giunto al termine. C’è stato ancora un pò di tempo per qualche battuta con i due disponibili allenatori, i quali ringraziamo davvero di cuore per la disponibilità e la simpatia dimostrata.

A loro, ed a tutto il club Ticino Rockets, auguriamo il meglio per questa fase di finale della stagione e per il futuro!

Advertisement