Era lunedì 20 gennaio 2020 quando, grazie alla disponibilità di Sebastien Reuille, abbiamo avuto l’occasione di passare un pomeriggio a Biasca con i Ticino Rockets.

Siamo arrivati a Biasca di primo pomeriggio. Era una giornata (al solito purtroppo di questi tempi…) soleggiata e pertanto, prima di entrare nella pista, ci siamo fermati al ristorante della Raiffeisen BiascArena per bere un caffé. Rigorosamente in terrazza pure per gustarsi una sigaretta, con un sole che spaccava i sassi nonostante quanto meno una fresca brezza ci ha ricordato di essere in inverno.

Nel frattempo, nei corridoi della pista, potevamo vedere i giocatori che si stavano riscaldando in vista dell’allenamento pomeridiamo. Sul ghiaccio per contro, erano già impegnati i portieri per una sessione extra sotto l’esperta guida di Pauli Jaks oltre ad un giocatore reduce da infortunio che Sebastien Reuille ha fatto “sudare” un pò.

Le 14:45, orario d’inizio della sessione di allenamento, si avvicinavano sempre di più ed i giocatori erano ormai pronti. È così iniziata la sessione di allenamento. È stata una sessione di allenamento piuttosto breve in vista dell’importantissima partita del martedì sera successivo contro il Sierre. Una sessione durante la quale i due allenatori – Alex Reinhard e Sebastien Reuille – hanno evidentemente cercato di alzare il morale della truppa reduce dalla sconfitta rimediata il sabato pomeriggio dopo supplementare alla Cornèr Arena contro i GCK Lions.

Quando i due allenatori davano le direttive, nella Raiffeisen BiascArena c’era un silenzio quasi religioso. Ma non appena i due allenatori cessavano di parlare… si tornava a lavorare. Con entusiasmo. I dischi schizzavano da tutte le parti. Nel finale poi, sono state allenate le situazioni di uno contro uno, un esercizio simpatico durante il quale ogni rete veniva accompagnata dalle urla dei giocatori.

Insomma, è stata una bella ora di allenamento che ci siamo gustati con interesse. Pensando che tutti questi giocatori hanno parecchi sogni nel cassetto. Volenti o nolenti infatti, Biasca è “solamente” una tappa della carriera perbquesti giocatoribche ambiscono ad un futuro brillante.

Come Max Gerlach e Loic Vedova, due ragazzi con i quali abbiamo potuto scambiare qualche parola ad allenamento concluso. Il primo è – scusate il gioco di parole – il primo straniero nella storia dei Ticino Rockets. Il secondo, nonostante la sua giovane età, è uno dei giocatori che per la squadra di base a Biasca ha già giocato moltissime partite.

Per entrambi, i Ticino Rockets sono un’idea fantastica e la possibilità di giocare con continuità in una lega di buon livello.

Loic Vedova

Il progetto Ticino Rockets, anzi la “realtà Ticino Rockets” perché non si può più parlare di progetto – ci dice Loic Vedova – è l’ideale per i giovani. Come tutti ben sappiamo infatti, il passaggio dagli Elite alla prima squadra è un bel salto”

Parole sante, quelle di Loic. Che da sole, fanno capire quanto è importante per il Ticino – ma anche per Davos e Losanna – l’esistenza di questa squadra. Una squadra che inoltre offre altre opportunità.

Max Gerlach

Come sottolinea Max Gerlach infatti, “grazie ai Rockets, i giovani possono giocare in una lega di valore ed oltretutto anche contro giocatori esperti, imparare anche da loro ed automaticamente crescere”.

Le parole di Max Gerlach sono importanti. Lui, cresciuto a Dallas con Mike Modano quale “idolo”, ha davvero cambiato vita per raggiungere Biasca ed i Ticino Rockets. L’impatto è stato comunque buono.

Per me è stato un grande cambiamento. Un cambiamento di scenario, un cambiamento di vita. Fortunatamente ho trovato molte persone che mi hanno aiutato a sistemarmi al meglio”.

Attualmente Max Gerlach vive a Piotta, vicino alla Valascia. E chissà che proprio la Valascia non possa diventare un giorno la sua “casa”. Di certo il ragazzo sa cosa vuole fare per avere una carriera brillante.

Voglio diventare il miglior giocatore possibile, voglio giocare ai massimi livelli!”, ci ha detto.

Sono dichiarazioni che ben fanno capire che tipo di persona è Max Gerlach. Lui, un giocatore che a soli 21 anni si trova già a dover essere il leader di una squadra. Ma questo non lo preoccupa per niente. Anzi. Sentite…

Mi metto molta pressione, mi piace avere pressione. I Rockets mi hanno dato questa opportunità che certamente mi aiuterà molto nel futuro!”.

Già, il futuro. Futuro che è pure, evidentemente, nei pensieri di Loic Vedova. Il quale, come obiettivo, ha quello di “rinnovare il contratto che mi lega all’Hockey Club Lugano e giocare stabilmente in National League” e che invece quale sogno ha quello di “diventare un giorno Campione Svizzero, con l’Hockey Club Lugano”.

Un sogno che Loic ha sfiorato nel 2018. Come dimenticare infatti che Loic Vedova è stato tra i giovani che hanno giocato un ruolo chiave nella fantastica cavalcata dei guerrieri di Greg Ireland che si è conclusa unicamente in gara-7 della finale persa contro gli ZSC Lions?

Quella cavalcata, è stata indimenticabile per tutti i giocatori e tutti i tifosi. Evidentemente anche per Loic Vedova, che ha aggiunto “quei playoff del 2018 mi hanno insegnato tantissimo, mi hano segnato, e tutto quello che ho imparato lo metto in pratica ogni giorno anche con i Ticino Rockets”.

Insomma, i Ticino Rockets quale “ponte” tra il presente ed il futuro di questi giocatori. Giocatori che hanno evidentemente anche un passato. Un passato un pò particolare tra l’altro, quello di Max Gerlach. Il quale, da ragazzino all’età di 9 anni, è finito addirittura su ESPN TV. Abbiamo voluto ricordare con lui quell’episodio.

Ero un ragazzino ed ero alla partita tra Dallas Stars e Ottawa Senators. Durante la pausa ho avuto la possibilità di tirare un rigore e questo rigore è finito su YouTube ed in seguito pure su ESPN”. Una cosa che certamente non capita tutti i giorni.

Quell’episodio”, prosegue, “mi sta accompagnando da 12 anni, è stata davvero un’esperienza magnifica”. Ma, specifica, “non mi ha spinto a voler diventare un giocatore professionista. Di fatto, sin da quando sono bambino il mio sogno è stato quello di diventare un giocatore professionista indipendentemente da quell’episodio.”.

Ed è quello che molto probabilmente volevano tutti quei ragazzi che questo pomeriggio hanno sudato, si sono impegnati e si sono comunque divertiti cercando di fare spirito di gruppo.

Ragazzi che si trovano quì a Biasca, pieni di sogni che possono essere realizzati anche grazie a questa squadra che non può, non deve, cessare di esistere. Una squadra che merita sostegno da parte di tutti. Una squadra che a volte si deve auto-motivare dato che gioca un pò nell’indifferenza generale del grande pubblico.

Ma anche una squadra che, indipendentemente dai risultati, è viva più che mai. Ed una squadra che, come ha detto Loic Vedova “non è ormai più un progetto ma una realtà”. Una fantastica realtà, che tra mille difficoltà, sta cercando di stare a galla e sopravvivere.

Amiamo ripetere spesso che non vorremmo fosse troppo tardi prima che la gente si renda conto di quanto i Ticino Rockets sono importanti.

Sta di fatto che il nostro pomeriggio a bordo ghiaccio stava volgendo al termine quando avevamo tutti questi pensieri in testa. Un pomeriggio che ci ha arricchito anche grazie alla seconda parte di esso, che abbiamo avuto il piacere di passare con Alex Reinhard e Sebastien Reuille nel loro ufficio.

Doveva essere un’intervista di 15 minuti, si è trasformata in una piacevole chiacchierata di oltre un’ora. Durante la quale abbiamo avuto modo di conoscere due grandi persone che stanno facendo del loro meglio per aiutare questi ragazzi a crescere.

Questa chiacchierata merita un articolo a parte, che verrà pubblicato prossimamente, nel quale conosceremo meglio la realtà dei Ticino Rockets vista dagli occhi di chi, questa realtà, la vive tutti i giorni dentro e fuori dal ghiaccio.

Facciamo pertanto ora un salto avanti di un’ora e mezza…

E veniamo al momento della nostra partenza. Prima di rientrare a casa, ci siamo fermati a bere nuovamente un caffé al ristorante della pista. Mentre sul ghiaccio, c’erano parecchi bambini intenti ad allenarsi che potrebbero diventare i razzi del futuro.

Sorseggiando un caffé, la prima cosa che ci è venuta in mente è che questi ragazzini meritano che i Ticino Rockets continueranno ad esistere. Perché i Razzi sono una possibilità, una grande possibilità, che tutti meritano di poter avere.

Terminato il caffé siamo dunque partiti. Con nella testa il rumore dei dischi che sbattono contro la balausta e nel cuore un pò più di “Razzo”. E con la consapevolezza che i Ticino Rockets meritano davvero un supporto maggiore da parte di tutti.

Una volta arrivati a casa poi, davanti ad un bicchiere di vino e con la nostra gattina intenta a mangiare, abbiamo iniziato a pensare a come scrivere questo articolo. Nel quale abbiamo volontariamente voluto attendere la fine per dire che quella partita contro il Sierre si è conclusa purtroppo con una sconfitta…

Lo abbiamo scritto “di getto”, con il cuore. Con lo stesso cuore che chiunque lavora per i Ticino Rockets dentro e fuori dal ghiaccio mette ogni giorno. Per cercare di regalare ai giovani, come hanno detto Loic Vedova e Max Gerlach, la possibilità di giocare in una lega di valore per fare esperienza e sognare un futuro ai più alti livelli.

Grazie, ragazzi, a presto, auguriamo di cuore a tutti voi di realizzare i vostri sogni.

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