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Quando una squadra si trova nella situazione come quella del Friborgo Gottéron, l’importante – anzi, il fattore chiave – è la continuità. Se si vogliono raggiungere i playoff insomma, bisogna conquistare punti regolarmente. La realtà però è che i Dragoni non vicono due (o più) partite consecutive da metà novembre, ossìa da quando si imposero consecutivamente contro Ginevra Servette e Berna.

Durante l’ultimo mese e mezzo invece, questo è il rendimento della truppa di Christian Dubé.

Punti conquistati ultime 12 giornate

Mai due vittorie consecutive. Due sole vittorie “piene” e tre vittorie dopo supplementare o rigori. Fa una media di 1 punto nelle ultime 12 partite. Troppo poco. Si può tranquillamente parlare di rendimento stile “montagne russe”.

Un altro problema? Il rendimento esterno. Il Friborgo Gottéron ha vinto solamente 2 delle ultime 7 partite giocate in trasferta – ha vinto a Ginevra e Rapperswil – ed in entrambi i casi si è trattato di vittorie dopo supplementare. Di fatto, l’ultimo successo “pieno” esterno dei Dragoni, risale allo scorso 1° novembre quando si impose per 4-0 a Zugo grazie a quattro reti segnate negli ultimi 10 minuti della partita. Anche in questo caso, troppo poco.

Anche il rendimento interno poi, pur se discreto non è propriamente da leccarsi i baffi. La truppa di Christian Dubé ha vinto solamente 3 delle ultime 6 partite giocate alla BCF Arena.

Ma quando sono iniziate queste “montagne russe”? Perché diciamolo, dopo il disastroso inizio di stagione con Mark French, i Dragoni erano riusciti a vincere 8 delle prime 12 partite sotto la guida di Christian Dubé.

Le montagne russe sono iniziate il 15 novembre, quando è arrivata quella sconfitta per 9-4 rimediata a Rapperswil… Una sconfitta che, di fatto, ha dato il via ad un rendimento tutto tranne che costante.

Il Friborgo Gottéron aveva conquistato in media 1.91 punti a partita nelle prime 12 partite sotto la guida di Christian Dubé mentre ne ha conquistati solamente 1.13 nelle successive 15 partite (dalla sconfitta rimediata a Rapperswil fino ad oggi). Insomma, il rendimento è passato da squadra che può lottare per la vetta della classifica a squadra che può unicamente lottare contro il Rappi per evitare il posto da fanalino di coda.

Ora, è vero che quando si parla di Friborgo Gottéron non esiste la normalità. A Friborgo succede sempre tutto ed il contrario di tutto. Di fatto i Dragoni si nutrono prevalentemente di emozioni… quando entrano in un momentum positivo, sono capaci di vincere contro chiunque. Ma quando entrano in un momentum negativo, sono guai.

Non è poi certamente questa la prima stagione che il Gottéron si comporta in questo modo. Pensiamo alla scorsa stagione… i ragazzi allora allenati da Mark French stavano volando, al punto che conquistarono una vittoria clamorosa per 10-3 contro il Langnau. Ma poi, la caduta libera che li ha portati a mancare i playoff.

Ma bisogna assolutamente trovare il modo di essere più costanti nel rendimento. Questo, attualmente, è il problema principale di questa squadra che comunque, sulla carta, ha tutto per qualificarsi per i playoff.

Insomma, montagne russe per il Gottéron. Quando i Dragoni sono in serata sono davvero inarrestabili e mettono in mostra uno spirito combattivo che non è secondo a nessuno in National League. Il problema è che quando i Dragoni non sono in serata, diventano prevedibili e pure irritanti. Incapaci di fare la differenza nei momenti chiave e dunque incapaci di vincere partite.

Per fare la differenza nei momenti chiave servono, spesso e volentieri, le giocate dei singoli. Ed in tal senso, i Dragoni hanno sufficienti risorse per vivere una buona ultima parte di stagione. Chi? Reto Berra, portiere affidabile e capace di “rubare” punti. Julien Sprunger, che nell’ultima partita contro il Langnau è parso ai suoi migliori livelli. Ryan Gunderson, uno dei migliori difensori della National League. Philippe Furrer, la cui esperienza e solidità è merce rara. Zach Boychuck, che sembrerebbe essere l’uomo giusto al posto giusto. Daniel Brodin, che con il suo carisma può davvero fare la differenza. Killian Mottet, che in casa è una macchinetta da punti. E così via.

Poi certo… il bottom six potrebbe incidere molto, ma molto, di più. Sia in termini di punti che di prestazioni. E forse per finire, proprio un eventuale aumento di livello di prestazioni da parte del bottom six potrebbe fare la differenza.

Buona fortuna, Gottéron!

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