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È inutile negarlo, i risultati del Lugano non sono positivi. Dopo un discreto inizio di stagione – prime due partite escluse – i Bianconeri negli ultimi due mesi sono stati, risultati alla mano, la peggior squadra della National League.

Ora, si sapeva che la stagione corrente sarebbe stata complicata. I cambiamenti, sia dentro che fuori dal ghiaccio, sono stati veramente tanti. Se parliamo di cambiamenti sul ghiaccio, è innegabile che le partenze di giocatori a loro modo molto carismatici come Maxim Lapierre, Elvis Merzlikins e Gregory Hofmann sono difficili da digerire. Fuori dal ghiaccio poi, cambiando parecchio la struttura, una fase di assestamento era prevedibile.

Ma detto questo, è altrettanto innegabile che il potenziale di questa squadra è maggiore rispetto a quanto si sta vedendo sul ghiaccio. Inoltre, purtroppo, fin troppo spesso a nostro parere sono sembrate mancare le emozioni. In altre parole, ogni tanto togliersi i guantoni aiuterebbe a cambiare i momentum negativi e darebbe una carica di adrenalina a tutta la squadra. Non dimentichiamo inoltre che pure il Davos ha cambiato moltissimo, eppure i risultati positivi sono arrivati praticamente subito.

Ciò nonostante, i Bianconeri si danno spesso – volenti o nolenti – l’opportunità di vincere le partite. Ce lo dice una statistica a nostro parere molto interessante. Vediamo infatti per quanto tempo, in percentuale, i boys di Sami Kapanen sono avanti nel punteggio, in parità e indietro nel punteggio.

Per il 34.98% del tempo il Lugano è avanti nel punteggio. Per farla breve, solamente gli ZSC Lions (42.91%) sono avanti nel punteggio più dei Bianconeri. Del resto, specialmente ad inizio di stagione, la truppa di Sami Kapanen aveva iniziato le partite alla grande ed è stata una delle migliori squadre di National League alla prima pausa. Ma proseguiamo.

Per il 37.34% del tempo il Lugano è in parità. Messo così, magari questo dato non dice moltissimo. Ma se facciamo la somma del tempo che i Bianconeri sono in vantaggio ed il tempo che sono in parità, il totale è 70.87%. Vale a dire, il quarto miglior dato in National League.

Vediamo in tabella i dati che vi abbiamo appena elencato.

Dati presi da nlicedata.com

* Leading% – tempo passato avanti nel punteggio

* Tied% – tempo passato in parità

* Trailing% – tempo passato in svantaggio

Come è possibile vedere, solamente Bienne, ZSC Lions e Davos hanno un dato superiore a quello del Lugano. E queste tre squadre sono attualmente ai primi tre posti della classifica.

Perché parlare di tutto questo? Perché, indipendentemente da tutto, significa che il Lugano riesce molto spesso a restare in partita. O, in altre parole, si da sempre l’opportunità di cercare di vincere le partite. E questo, pur se le prestazioni – specie quelle degli ultimi due mesi – sono state poco convincenti.

Per farla semplice, sembrerebbe dunque che al Lugano non manca moltissimo per riuscire a trasformare i risultati negativi in risultati positivi. C’è piuttosto da capire perché i ragazzi di Kapanen non riescono, o quanto meno ultimamente non sono riusciti, a fare la differenza in caso di partite tirate nel punteggio.

È una questione mentale? Molto probabile. Quando i risultati sono negativi si tende umanamente a voler strafare e questo porta a perdere lucidità anche e soprattutto nei momenti chiave delle partite. Senza dimenticare poi che pure la dea bendata tende a voltarti le spalle.

È una questione di mancanza di giocatori di carisma sopra la media? Forse anche. Del resto, giocatori come Maxim Lapierre, Gregory Hofmann e pure a modo suo Elvis Merzlikins, mettevano moltissime emozioni nelle partite. E, quanto meno sul ghiaccio, fugevano da trascinatori grazie alle loro caratteristiche.

È una questione di stranieri? Dopo tutto, in Svizzera, sono spesso loro a dover alzare il livello di gioco nei momenti chiave per permettere alla squadra di fare la differenza. Quindi sì, è anche una questione di stranieri. Non a caso il club, che fino ad oggi si è dimostrato molto ma molto “reattivo”, ha già cercato di fare parecchio in tal senso.

È una questione di mancanza di talento? Quì, permetteteci di dire “no, non è una questione di mancanza di talento”. Vero che il Lugano – quanto meno sulla carta – sembra avere meno potenziale rispetto a diverse squadre della lega. Ma è altrettanto vero che, sempre sulla carta, il Lugano ha certamente i mezzi per ottenere risultati migliori.

Cosa fare dunque? Dall’esterno, crediamo che il club stia facendo tutto il possibile e che lo stia facendo pure bene o quanto meno in maniera molto reattiva. Di certo, sta facendo tutto il possibile per cercare di raddrizzare questa stagione e gettare allo stesso tempo le basi per la prossima/e. In tal senso, sono emblematici gli arrivi a stagione in corso di giocatori Svizzeri e stranieri.

L’intera situazione negativa, è stata gestita con relativa calma e questo è importantissimo. I dati presentati ad inizio articolo poi, dicono pure che il Lugano è spesso volentieri avanti oppure in parità nel punteggio e quindi significa che non sembra mancare molto per riuscire a “svoltare”.

Forse nel complesso, ma questa è un opinione puramente personale, mancano un pò di emozioni sul ghiaccio. Un pò di sana cattiveria (sportiva, s’intende) in più. A volte togliersi i guantoni, fare il check duro giusto al momento giusto e “farsi sentire” fisicamente, può aiutare a dare carica a tutta la squadra e, di riflesso, a tutto l’ambiente. Non diciamo che si debba giocare cattivi, anzi. Ma, con tutto il rispetto possibile, crediamo che qualche volta cercare di “uscire dagli schemi” potrebbe aiutare. Anche a fare la differenza nel caso di partite tirate.

Perché, alla fine, non sembra mancare così tanto. E non dimentichiamoci che i periodi negativi, se superati, fortificano parecchio. E chissà, la stagione è ancora lunga. E se i Bianconeri riusciranno a trasformare le delusioni in determinazione… ci si potrà ancora divertire alla Cornèr Arena.

Abbiamo infatti avuto molte volte la dimostrazione nel passato, anche recente, che per cambiare le sorti di una stagione basta veramente poco. Tanto più che come abbiamo visto il Lugano è per la maggior parte del tempo completamente in partita, il che significa che bisogna lavorare sugli episodi e far sì che essi girino a tuo favore nei momenti chiave.

Buona fortuna per la seconda parte di stagione, Lugano!

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