Stavamo spulciando tra alcune statistiche, fino a quando ci siamo imbattuti in una che ci ha portato a porci la seguente domanda… Sami Kapanen è come Arno Del Curto? Nì. I due allenatori tuttavia hanno qualcosa in comune. Arriviamoci per gradi.

Ci sono quei giocatori che, evidentemente e comprensibilmente, passano più tempo sul ghiaccio di altri. Se prendiamo i dati ufficiali, il giocatore più utilizzato – per media minuti sul ghiaccio a partita – è Henrik Tömmernes, il quale rimane in pista per 24:01 minuti in media ogni partita. Al secondo posto c’è poi Taylor Chorney del Lugano con 23:46 ed al terzo posto Ben Maxwell del Langnau con 23:20.

Quello che però è interessante analizzare, è la durata media dei cambi. E farlo squadra per squadra. Vediamo subìto.

DURATA MEDIA CAMBI NATIONAL LEAGUE

Dati aggiornati al 07.11.2019

Antti Törmänen e Sami Kapanen. Cosa hanno in comune questi due allenatori? Di certo la nazionalità, sono entrambi Finlandesi. Inoltre, entrambi prediligono uno stile fatto di hockey veloce, moderno ed offensivo.

Questi due allenatori tuttavia, hanno una filosofia completamente diversa se parliamo di durata dei cambi.

Il Bienne infatti, ha la durata media dei cambi più alta in assoluto in National League con 42 secondi circa. Dati simili li fanno registrare pure Berna, Friborgo Gottéron, Zugo e Losanna. Quello che più sorprende tuttavia, è notare che il Lugano ha in assoluto – e di gran lunga – la durata dei cambi più bassa!

Stiamo parlando di circa ben 10 secondi in meno rispetto al Bienne. Mica noccioline.

È un dato molto interessante a nostro parere. Se prendiamo i dati del Lugano della scorsa stagione e li paragoniamo a quest’anno infatti… scopriamo che la durata media dei cambi in regular season del Lugano di Greg Ireland era di 41.47 secondi. In altre parole, il Lugano targato Sami Kapanen predilige cambi intensi ma brevi. Di ben 8 secondi circa più brevi, che non è poco.

Ma chi si avvicina a Sami Kapanen come gestione dei cambi? Pochi altri allenatori…

Questa stagione per esempio, Patrick Emond – al suo primo anno in National League – predilige cambi brevi ed intensi ma stiamo pure sempre parlando in media di 4 secondi più a cambio. E lo stesso discorso può valere pure per Luca Cereda e la sua Ambrì-Piotta.

L’allenatore che più si avvicina (va) a Sami Kapanen nella gestione della durata dei cambi è un certo Arno Del Curto. Il suo Davos infatti, effettuava cambi molto brevi. Ed intensi, ovviamente.

Prendiamo la stagione 2017-18 per esempio, l’ultima completa di Arno Del Curto alla guida del Davos. Gli Stambecchi quella stagione avevano una durata media dei cambi di 32.88 secondi. Lo stesso si può dire della stagione 2016-17, quando il Davos aveva una durata media dei cambi di 32.56. Insomma, dati ancora più bassi di quelli del Lugano targato Sami Kapanen.

Sami Kapanen come Arno Del Curto quindi? In molti aspetti certamente no.

Ma nella gestione dei cambi, i due allenatori hanno molto in comune.

L’hockey su ghiaccio moderno è sempre più intenso e fisicamente sfiancante. Cambi più corti, possono avere una ricaduta positiva sulla condizione fisica.

In molti, a Lugano, si sono lamentati dell’eccessivo minutaggio di Taylor Chorney per esempio. Ma forse in pochi hanno considerato che il difensore Canadese effettua sempre cambi molto corti.

Diciamolo, l’hockey che Sami Kapanen vuole proporre a Lugano è certamente – potenzialmente – accattivante. È innegabile, tuttavia, che se i giocatori non sono al massimo della loro forma fisica… i Bianconeri pagano dazio, anche perché mancano le vere a proprie macchinette da reti e quei giocatori che da soli possono risolverti una partita in una serata complicata.

Il fatto di fare cambi corti tuttavia, potrebbe avere ripercussioni positive sulla tenuta a lungo termine della squadra. Non per niente, spesso e volentieri il Davos – nonostante le fatiche anche della Coppa Spengler – è arrivato in ottima condizione fisica ai playoff.

Fattori positivi e negativi di questa scelta di fare cambi così corti?

Di positivo, come abbiamo già detto, potenzialmente il fatto di riuscire a stancarsi relativamente meno. Insomma, sforzi brevi ed intensi. Di negativo, il fatto che i giocatori – rimanendo meno sul ghiaccio – magari hanno meno tempo per riuscire a fare la differenza.

Una cosa comunque è certa: il fatto che in media Sami Kapanen può permettersi di fare cambi tanto corti, significa che il Lugano ha spesso il controllo del disco. Nel caso contrario infatti, sarebbe difficile sempre riuscire a gestire i cambi in questo modo.

Questo viene confermato anche dall’indice CORSI, il dato che indipendentemente da tutto è il più accurato per stabilire il “possesso del disco”. Se andiamo a confrontare la durata media dei cambi con l’indice CORSI infatti…

Dati presi dal sito nlicedata.com

Bienne e Berna, squadre con la durata di cambi maggiore, hanno l’indice CORSI più basso in assoluto della National League. Allo stesso tempo il Lugano, durata cambi minore, ha il secondo indice CORSI della lega.

L’eccezione sembra rappresentata dallo Zugo, ma Dan Tangnes meriterebbe un discorso totalmente a parte… crediamo infatti che non ci siano altri allenatori come lui in questa lega. Ma avremo modo di parlarne.

Poi certo, dire che questa è la filosofia vincente non si può. Del resto, il Berna ha vinto il titolo la scorsa stagione pur se durante la regular season Kari Jalonen aveva una durata media dei cambi di 41:09 secondi. Simile insomma a quella di questa stagione.

Però chissà che Sami Kapanen non abbia importato una nuova filosofia in Svizzera? Il tempo ci dirà se verrà seguita anche da altri allenatori… anche se, Arno Del Curto, ci era arrivato prima e si è dimostrato un vincente. E vuoi vedere che alla fine il buon Arno aveva “predetto il futuro”?

Insomma, Sami Kapanen come Arno Del Curto? Se parliamo di pressione sugli avversari e cambi brevi ed intensi… sì. Chissà se l’allenatore Finlandese del Lugano riuscirà anche ad avere successo come l’Arno nazionale? Anche per questo quesito, la risposta ce la darà solamente il tempo.

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