Tutto era iniziato l’8 settembre 2017 con una vittoria 2-1 conquistata contro il Ginevra Servette grazie alle reti messe a segno da Matthias Rossi e Yannick Rathgeb, ironicamente entrambe realizzate in power-play (e chi tifa Friborgo, sa perché diciamo “ironicamente”). E tutto si è concluso amaramente e mestamente il venerdì 4 ottobre 2019 alla Valascia di Ambrì con una sconfitta senza appello 4-0.

Stiamo parlando dell’era Mark French a Friborgo, un’era durata complessivamente 860 giorni. 860 giorni fatti di alti e bassi… fatti di una qualificazione ai playoff… fatti di prestazioni brillanti e serie di vittorie convincenti alternate a prestazioni anonime e serie brucianti di sconfitte consecutive.

A questo punto, è doveroso per noi fare una premessa. Siamo grandissimi estimatori di Mark French. Crediamo abbia fatto un eccellente lavoro durante la prima stagione in riva alla Sarine, durante la quale era riuscito a sistemare la difesa – vero tallone d’achille per anni dei Burgundi – e durante la quale è riuscito a collezionare sufficienti punti per qualificarsi ai playoff. E crediamo che nonostante tutto, abbia fatto un lavoro decente anche durante la seconda stagione, conclusa con una mancata qualificazione all’ultimo respiro per i playoff.

È giusto dire che il 48enne allenatore Canadese ha sistemato la difesa dei Dragoni. Non per niente, il Gottéron sotto la sua guida in due stagioni ha fatto registrare i migliori dati per quanto concerne i gol subiti dalla stagione 2012-13, l’ultima al termine della quale la squadra era riuscita a qualificarsi per la finale.

È giusto pure dire che quando il Gottéron giocava bene sotto la sua guida… giocava davvero bene. Crediamo non sia sbagliato affermare che ci sono state serate durante le quali la squadra ha davvero reso fieri i propri tifosi.

Però una domanda ci sorge spontanea: non è che Mark French era, semplicemente, l’uomo sbagliato, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato? O meglio, l’uomo giusto nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.

Prendiamo un dato molto semplice, ossìa l’età media del Friborgo Gottéron nelle ultime tre stagioni inclusa quella corrente.


Stagione 2017-18 – Età media squadra: 29.31

Stagione 2018-19 – Età media squadra: 29.71

Stagione corrente – Età media squadra: 29.22

Fonte: eliteprospects.com


Tagliamo subito la testa al toro. Da tre stagione, il Friborgo Gottéron ha l’età media più alta di tutta la National League. Il che stride, e non di poco, con il passato di Mark French quale allenatore.

Se ripercorriamo la sua carriera di allenatore iniziata nel 1996 a soli 25 anni, scopriamo che ha allenato principalmente squadre di categorie giovanili in CIAU, OHL, CIS, ECHL e CHL fino al 2007. Negli anni è stato allenatore o vice allenatore di Brock University, University of Guelph, North Bay Centennials, Wilfrid Laurier University, Atlantic City Boardwalk Bullies e Wichita Thunder.

Si poteva dunque considerare Mark French un allenatore formatore.

Poi però le cose sono cambiate e tra il 2008 ed il 2014 il Canadese ha allenato in AHL e KHL. In AHL è stato dapprima assistente e poi allenatore degli Hershey Bears, e da notare che nel 2009-10 alla sua prima stagione da “head coach” dei Bears ha portato la squadra a vincere il titolo. In KHL per contro  ha guidato il Medvescak Zagabria, dove è riuscito a qualificare la squadra ai playoff per la prima ed unica volta nella storia.

Dopo questi 6 anni di esperienza tuttavia, Mark French è “tornato alle origini” ed è passato ad allenare i Calgary Hitmen in WHL. Squadra che ha portato il primo anno in finale di Conference e nei due anni successivi ai quarti di finale.

Quando ha lasciato Calgary per raggiungere Friborgo, Mike Moor – diventato vice-presidente del club – disse al “Calgary Herald” che Mark aveva avuto un impatto significante sui Calgary Hitmen, è stato capace di portare una grande cultura del lavoro ed ha modellato i suoi giocatori per farli diventare migliori.

Mark French per contro, dopo l’annuncio della sua partenza, dichiarò che era stato eccitante per lui tornare ad allenare squadre giovanili. Aggiunse inoltre che allenare giocatori tra i 16 e 21 anni è molto stimolante in quanto si possono formare i giocatori e le persone per il futuro professionale.

Insomma, è chiaro che Mark French ha passato buona parte della sua carriera a formare giocatori. Ma a Friborgo, non era questo il caso… in quanto come abbiamo visto, allenava la squadra con l’età media più alta in National League.

Se pensiamo poi all’ultima sessione di mercato, si può ben capire che forse per Mark French Friborgo non era il posto ideale. Il club, ambizioso e che vuole avere successo a breve termine, ha messo sotto contratto quattro nuovi stranieri, inclusi gli esperti Viktor Stalberg e David Desharnais. E ad ogni modo, il più giovane è Daniel Brodin che di anni ne ha comunque “già” 29… tutti fantastici innesti, che rendono i Dragoni temibili. Ma di certo non giocatori da “formare e modellare” quanto piuttosto da motivare. Ed in altre parole, non giocatori ideali per Mark French.

Tanto più che in squadra sono presenti solamente 10 giocatore di età inferiore ai 30 anni. E che solamente 3 giocatori hanno meno di 23 anni.

Tutte cose che stridono e non di poco con quello che Mark French sa fare meglio.

Poi certo, il buon Mark ha pure dimostrato agli Hershey Bears ed al Medvescak Zagabria di poter lavorare bene anche con gli “adulti”. Ma è innegabile che la qualità migliore di French è lavorare con i giovani. E questo a Friborgo, quanto meno parzialmente, non è stato possibile.

Ma cos’ha sbagliato realmente Mark French? Di certo la squadra ha vissuto di troppi alti e bassi. Inoltre, il power-play è stato costantemente un problema anche se di questo non sappiamo esattamente quanto si può effettivamente “incolpare” l’allenatore.

Sta di fatto che dopo due stagioni tutto sommato discrete, specialmente la prima, il Gottéron attualmente era troppo brutto per essere vero. E forse, mai come in questo caso, un cambiamento di allenatore era necessario.

Ed ora? Non vogliamo certamente permetterci di dare consigli a chi – in questo caso il club Gottéron – di hockey ne capisce molto più di noi. Ma se dovessimo fare un nome per il successore in questa stagione, diremmo l’ex allenatore del Lugano Greg Ireland.

Anche lui Canadese, che ha dimostrato a Lugano di saper cavar sangue dalle rape a breve termine. Per questa stagione, punteremmo su di lui. Stagione che tra l’altro è ancora molto lunga, e potrebbe ancora regalare molte gioie al Gottéron, perché sulla carta la squadra ha tutto per far bene. Ad inizio stagione dicevamo che i Dragoni potevano essere una “sorpresa” positiva, e di certo non cambiamo idea dopo il pessimo inizio.

E per il futuro invece? Tutto dipende dalla filosofia che il club vuole adottare. L’impressione è che il club vuole vincere a brevissimo termine, ma vista la rosa a disposizione serve innegabilemte un allenatore esperto e vincente. Un “grande nome” che possa motivare e guidare alla vittoria un gruppo esperto. Ma di certo, non un allenatore come Mark French.

Il quale come detto stimiamo molto, ed al quale auguriamo tutto il meglio per il futuro. Ma il quale, probabilmente, semplicemente era l’uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Poi certo, non sappiamo cosa è realmente successo dietro le quinte. Questo articolo è basato unicamente su fatti pubblici e su dati concreti. Oltre che, naturalmente, alla nostra opinione personale.

Damiano Cansani, Barbara Kurdziel

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