Articolo scritto da: Jonathan Camponovo


Benvenuti a questa nuova edizione di NHL Corner di Leading-Sport, la rubrica dedicata all’hockey NordAmericano!

Eccoci finalmente giunti alla seconda parte del nostro riassunto riguardante i maggiori scambi di quest’estate in NHL.

Dopo avere spiegato in precedenza l’importanza degli scambi  (https://leading-sport.com/2019/07/19/resoconto-dei-principali-scambi-di-nhl-in-vista-della-stagione-2019-20/  per chi fosse interessato) quest’oggi continuiamo con il nostro elenco e le nostre analisi.

Prima però vogliamo mettere l’accento su di un meccanismo importante per ciò che concerne i trades ed i loro motivi: ovviamente essi sono pensati a rafforzare la squadra, ma talvolta può capitare che un team debba liberare spazio nel suo salary cap o massimizzare le sue risorse finanziarie in altri settori, quindi si vede costretto a scambiare un giocatore.

Come esempio di ciò portiamo Patrick Marleau; egli giocava a Toronto, squadra per la quale veniva pagato più di 5 milioni. Nonostante un contributo ancora discreto a livello di apporto offensivo ma soprattutto di leadership ed esperienza, i Maple Leafs hanno deciso di scambiarlo per delle scelte del draft. Questo perché avevano un paio di rinnovi importanti da fare (con un salario per Marner, Kapanen e Johnsson crescente) ed una difesa alquanto debole da sistemare. Ecco che quindi la formazione canadese ha dovuto sacrificare Marleau. Riteniamo questi meccanismi importanti da fare notare, per potere cercare di spiegare al meglio l’essenza e le fondamenta dei trades in NHL. Questi ingranaggi sono utili per capire quello che state per leggere.

A questo proposito, ecco altri 3 grandi scambi avvenuti in questo off-season!

P.K. Subban ai  New Jersey Devils, Steven Santini, Jeremy Davies 2a scelta draft 2019, 2a scelta draft 2020 ai Nashville Predators

Durante i giorni del Draft NHL 2019, è avvenuto un trade alquanto inaspettato: se ci si poteva attendere uno scambio di Subban dalla parte di Nashville, ecco che la destinazione ha sorpreso addetti ai lavori e non: i New Jersey Devils, vera squadra vincitrice di questo off-season, che da Cenerentola della classifica si proietta come una seria candidata ai playoff per il campionato a venire.

P.K: Subban è uno dei difensori più ambiti e dominanti degli ultimi 10 anni in tutto il NordAmerica. Difensore mobile capace di produrre offensivamente ed essere schierato come tiratore dalla linea blu in powerplay, è allo stesso tempo capace di contrastare la migliore linea di attacco della squadra avversaria ed essere un perno del boxplay.

In 3 stagioni con i Predators, il 30enne canadese ha messo a referto 130 punti in 211 partite con un ultimo campionato tuttavia deludente, condito da infortuni e prestazioni sottotono, che hanno spinto Nashville a scambiare il giocatore, anche spinti da un obbligo finanziario di dovere fare spazio nel proprio tetto salariale per il rinnovo del capitano Roman Josi. Subban è infatti ancora sotto contratto per 3 stagioni per un totale di 27 milioni di dollari, cifra che New Jersey può sopportare avendo ancora molto spazio nel suo salary cap.

Nashville dal canto suo, oltre a due scelte di qualità del draft, ha ottenuto il solido difensore Santini già partecipe a più di 100 match in NHL e Davies, giovane attaccante 21enne in uscita dalle leghe universitarie americane.

J.T. Miller ai Vancouver Canucks, Marek Mazanek, 3a scelta draft 2019, 1a scelta condizionale draft 2020 ai Tampa Bay Lightning

I Vancouver Canucks di Sven Baertschi hanno inserito un validissimo attaccante per dare profondità ad un roster che sta cercando ancora di sopperire all’assenza dei leggendari fratelli Sedin. Si tratta di J.T. Miller, centro di nascita ma che può anche giocare come ala. La sua scarsa utilizzazione ed il suo pesante salario (5.25 milioni all’anno) hanno spinto Tampa allo scambio.

Le ambizioni della squadra canadese per Miller sono molto alte. Egli infatti è proiettato come compagno di linea di Elias Pettersson e Brock Boeser, che costituirebbero il primo blocco offensivo. 237 punti in 435 partite sono buoni numeri per un giocatore 26enne che nelle ultime 2 stagioni con Tampa non ha avuto un ruolo di primissimo piano.

I Lightning hanno a loro volta ottenuto una 3a scelta del draft al recente ripescaggio del 2019, un portiere di belle speranze, e soprattutto una prima scelta condizionale al draft 2020 (vale a dire che potranno pescare un giocatore al primo round se i Canucks faranno i playoff la prossima stagione, altrimenti sarà nel 2021).

Come per Nashville con Subban, anche in questo caso la scelta di Tampa è stata dettata da una volontà di alleggerire il proprio salary cap attraverso l’ottenimento di giovani giocatori promettenti e di scelte del draft.

Andre Burakovsky ai Colorado Avalanche, Scott Kosmachuk, 2a scelta draft 2020, 3a scelta draft 2020 ai Washington Capitals

Gli ambiziosi Colorado Avalanche hanno ottenuto grazie ad uno scambio un giocatore che la prossima stagione potrebbe permettere loro di fare un ulteriore salto di qualità. Si tratta di Andre Burakovsky, ala svedese di 24 anni, descritta dagli esperti come grande, grossa, veloce e talentuosa. Egli ha già alle spalle una Stanley Cup vinta con Washington nel 2018 e 384 partite di cui ben 56 nei playoff. Questo tipo di giocatore nonostante la sua giovinezza porta un bagaglio di esperienza ad una squadra forte sì, ma ancora acerba per quel che concerne le partite che contano. E proprio questo talento ha portato lo svedese a richiedere alla squadra di Washington uno scambio: Burakovsky è stato infatti schierato tutta la stagione in 3a linea con delle rare apparizioni nella seconda unità di powerplay. I Capitals han quindi acconsentito alla richiesta del giocatore ottenendo in cambio un attaccante da potere schierare soprattutto in AHL e 2 preziose scelte al draft dell’anno prossimo.

Questo terzo trade che vi abbiamo presentato oggi rappresenta ancora una volta una tipologia di scambio molto frequente nella NHL.

Prendiamo tra i 3 esempi citati solamente l’ultimo di Burakovsky a titolo illustrativo: Nei Washington Capitals il suo ruolo era marginale, tenendo conto dell’apporto potenziale che lo svedese poteva dare, quindi sarebbe stato inutile tenere un giocatore offensivo che a stento veniva schierato in powerplay, a causa di un potenziale offensivo veramente impressionante. In più il salario dello svedese era destinato a salire visto l’indubbio talento, ma non il suo posizionamento nello scacchiere della squadra della capitale statunitense. Ecco che quindi uno scambio si è reso necessario ed ora i Capitals hanno delle importanti scelte al prossimo draft ottenute in cambio, sulle quali possono puntare per rinforzare un settore nel quale avranno difficoltà la prossima stagione.

Questa strategia è tipica delle squadre più forti (come d’altronde lo sono Nashville, Tampa e Washington che abbiamo citato nel nostro articolo), che adoperano questa tattica dello “scaricare” le loro eccedenze finanziarie di lusso (che servono come il pane alle squadre con meno profondità nel roster) per ottenere acquisti mirati o scelte del draft per a loro volta rinforzarsi in maniera più economica, attraverso una riduzione del salary cap.

Con questa edizione e quella precedente vi abbiamo portato 6 dei principali scambi in NHL durante questo off-season, a presto per una terza e conclusiva puntata!

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