Boston Bruins vs St. Louis Blues 3-4 – L’analisi della finale di Stanley Cup!

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Prima dell’articolo, ci teniamo a ringraziare di cuore l’autore dello stesso. Ossìa, Johnny Camponovo. Johnny, studente Ticinese, è un grande appassionato di hockey su ghiaccio e condivide la nostra filosofia. È un nostro nuovo collaboratore ed una persona molto competente. Lo ringraziamo di cuore e sentirete ancora parlare di lui. Noi abbiamo apprezzato moltissimo questo suo primo articolo, e siamo certi che lo apprezzerete anche voi.

Per iniziare, proprio grazie a Johnny, a partire da oggi Leading Sport ha una nuova sezione chiamata “NHL Corner”. Una sezione nella quale parleremo del campionato di hockey su ghiaccio più prestigioso del mondo. E per iniziare, cosa c’è di meglio che iniziare dalla fine? Ossìa, dall’analisi dell’ultima finale di Stanley Cup? 

Benvenuto nella piccola famiglia di Leading Sport, Johnny 🙂

Damiano Cansani, Barbara Kurdziel


ANALISI DELLA FINALE DI STANLEY CUP

Scritto da: Johnny Camponovo


Benvenuti a questa prima edizione di NHL Corner di Leading-Sport, la rubrica dedicata all’hockey NordAmericano!

Migliore argomento introduttivo per questo spazio non poteva esserci: parleremo infatti dell’evento più importante dell’hockey oltre-oceano: la finale di Stanley Cup. Questa serie di playoff decreta il campione, e vede opposti il vincitore della Eastern Conference contro il vincitore della Western Conference. L’origine del nome va ricondotta a Lord Frederick Stanley, lontano governatore del Canada che nel 1892 donò una coppa molto costosa al vincitore di un torneo amatoriale di un allora hockey agli albori.

L’edizione 2019 ha visto come finaliste i Boston Bruins e i St. Louis Blues.

In questo articolo andremo a vedere dapprima chi sono, i punti di forza e come sono arrivate in finale le due squadre, per poi comparare i loro numeri durante i playoff, per chiudere infine con un’analisi del perché secondo noi i St.Louis Blues hanno sollevato la coppa.

Boston Bruins, una macchina da playoff

La squadra del Massachusetts per essere presentata, non ha bisogno di molte parole. Vincitori di 6  Stanley Cup (l’ultima nel 2011), sono una delle squadre con più successi negli ultimi decenni. Hanno partecipato a 44 playoff negli ultimi 51 anni; un numero record impressionante se si considera il numero di squadre di Nhl e la difficoltà che hanno anche le migliori a raggiungerli! Sempre i Boston Bruins inoltre detengono il record di partite nel post-season dal 1968 (data di espansione delle squadre della lega); ne hanno disputate ben 471. Quest’organizzazione, è una vera e propria macchina da playoff. Basti solo pensare a questo proposito, che il capitano Zdeno Chara, ha disputato in carriera ben 14 gare 7, e questo team ne ha disputate in totale 27 nella sua storia. L’esperienza di questa squadra è dimostrata dal fatto che ben 21 giocatori differenti hanno segnato nei playoff 2018-2019, ed è record nella storia della lega. Se si pensa che solo 18 giocatori di movimento possono giocare una partita, si capisce quanto questa squadra sia rodata.

PLAYOFF 2019

–          Ha dapprima eliminato i Maple Leafs di Toronto nei ¼ di finale di Conference in 7 partite

–          Ha in seguito battuto i Columbus Blue Jackets (di Dean Kukan) in 6 partite in ½

–          Ha spazzato via in 4 partite gli Hurricanes di Carolina nella finale di Conference

–          Ha perso in 7 partite la Stanley Cup Final contro St.Louis.

Andiamo ora a vedere i principali punti di forza dei Boston Bruins durante questi playoff:

Le situazioni speciali

Beh che dire, il sogno di ogni allenatore e tifoso è quello che la propria squadra possieda un powerplay ed un boxplay come quello di Boston. Numeri da capogiro e decisivi nelle partite (powerplay 32.4% e boxplay 88.4% di riuscita). Avere la certezza che ogni 3 situazioni di superiorità numerica farai un gol e che su 10 situazioni di inferiorità in quasi 9 non prenderai gol è già un enorme vantaggio. Nelle ultime 14 partite di playoff Boston ha superato indenne 39 situazioni di boxplay su 41. Le statistiche di powerplay si sono tuttavia abbassate nella finale (vedi seguito di questo articolo) ma hanno trascinato Boston fino alla fase decisiva dei playoff.

Il portiere

Tuuka Raask, portiere finlandese di 32 anni ha fatto ammattire letteralmente le squadre avversarie, giocando dei playoff in formato saracinesca. Con una percentale di parate media del     93.4% ha battuto un record nella storia della Nhl. Rask ha disputato infatti 23 partite filate dei playoff di Boston, con una media superiore al 90%. Numeri da capogiro per una squadra che può affidarsi quindi ad un super-portiere. La sua capacità di “assorbire” i tiri e non concedere pericolosi rebound è stato un fattore determinante per Boston.

St.Louis Blues, un’insperata finale e un’insperatissima coppa

Anche i St.Louis Blues sono abituati a partecipare alle varie edizioni dei playoff. Sono al secondo posto (alle spalle di Boston) per il numero di partecipazioni dal 1967-1968 (data della loro creazione) con 42 (per un totale di 390 match giocati). Tuttavia, non erano mai arrivati fino in fondo. La loro unica altra finale è stata nel 1970 perdendo contro…. I Boston Bruins! Creati nel 1967, questa squadra era quella che aspettava da più tempo la sua prima Stanley Cup. Quest’anno però, non solo il titolo era insperato ma anche addirittura la qualificazione ai playoff stessi. Basti pensare che al 4 gennaio 2019, a più di metà stagione regolare, erano ultimi in classifica (31esimi)!  Con una serie impressionante di vittorie, si sono qualificati ai playoff nei quali hanno poi intrapreso una vera e propria cavalcata fino al raggiungimento della tanto desiderata coppa.

PLAYOFF 2019

–          Ha eliminato i Winnipeg Jets in 6 partite nei ¼ di finale

–          Ha sconfitto i Dallas Stars in 7 partite in ½

–          Ha sconfitto i San José Sharks ( di Timo Meier) in 6 partite nella finale di conference

–          Ha vinto in 7 partite la Stanley Cup Final contro Boston

Andiamo ora a vedere i principali punti di forza dei St.Louis Blues durante questi playoff :

Allenatori e spirito di squadra

Come detto, il 4 gennaio 2019, questa squadra si trovava all’ultimo posto in classifica dopo un inizio di stagione catastrofico. La dirigenza ha licenziato Mike Yeo per dare una scossa e ha assunto Craig Berube come “Interim Coach” di transizione per portare a termine la stagione deludente. E invece dal cilindro, lui e i suoi collaboratori, non hanno tirato fuori un coniglio, bensì una coppa Stanley! E scusate se è poco. Dalle varie interviste e guardando le partite, si evince come l’allenatore sia riuscito a creare un’alchimia di squadra unica e tirare fuori il meglio dai giocatori. Esempio significativo di ciò, durante gara 2 della finale, il difensore Carl Gunnarsson (già conosciuto a Lugano per essersi allenato un paio di anni ad agosto) ha segnato il gol decisivo all’overtime dopo avere colpito il palo dalla lunga distanza a fine tempi regolamentari. Durante l’intervallo tra il terzo tempo e l’inizio dei supplementari, Berube ha bussato alla porta del bagno in cui si trovava Gunnarsson dicendogli “ I need one more shot like that”: puntualmente, questo tiro identico a quello precedente, è arrivato.

Il portiere

Jordan Binnington rappresenta e incarna lo spirito di St.Louis questa stagione. Portiere di 25 anni, fino a questa stagione non aveva mai giocato una partita in NHL. Una volta arrivato Berube, è stato fatto provare a giocare (lo aveva già allenato qualche stagione fa in Ahl con i Chicago Wolves), e ha rubato il posto da titolare a Jake Allen. Questo sconosciuto ha portato di peso con carattere dapprima la sua squadra ai playoff (32 partite, 92.7% di parate e 25 vittorie), e poi fino all’ottenimento del titolo. Nel post-season, la sua percentuale di parate è buona (91.4%) ma quello che ha sorpreso di più tutti, è la sua capacità di giocare il disco. Kevin Weekes (ex portiere e ora esperto per la NHL) lo definisce come il miglior portiere del circuito a livello di primo passaggio ai difensori. Serve praticamente sempre il disco preciso al giocatore giusto che con relativa calma può rilanciare l’azione. Inoltre ha già infranto qualche record: infatti ha battuto il record di vittorie nei playoff come portiere rookie (debuttante in nhl) detenuto con 15 da Matt Murray, Cam Ward ed un certo Patrick Roy.

Statistiche comparative delle due squadre nei playoff 2018-2019

Vediamo ora le statistiche delle due squadre durante gli interi playoff.

Da questi numeri si denota una supremazia di Boston. A livello statistico, ha avuto nettamente una miglior difesa, un miglior attacco (considerando che ha anche giocato due partite in meno) e Rask ha avuto migliori numeri di Binnington. Per ciò che concerne tiri, check e ingaggi queste due squadre sono state pressochè uguali sull’arco dei playoff. Quello che più impressiona sono le situazioni speciali. Boston ha avuto il doppio di rendimento in powerplay rispetto a St.Louis ed un boxplay nettamente migliore. Con un rendimento simile i Bruins hanno potuto fare delle situazioni speciali la loro principale fonte di successo. Tutti questi fattori rendono la vittoria finale dei Blues ancora più eclatante.

St. Louis Blues, una vittoria storica per una squadra che ha compiuto qualcosa di incredibile

La finale di quest’anno si è decisa in 7 combattutissime partite. Testimone di ciò, il numero di check per match: se durante una partita di Regular Season la media è di 42, nei playoff solitamente è 57; questa serie è riuscita superare addirittura i 70 check per partita! Nonostante abbiano la maggiorparte delle statistiche contro, i St. Louis hanno vinto la Stanley Cup. Anche a livello di confronto statistico tra le due squadre nella loro serie, il vantaggio numerico va ancora a Boston. La tabella sottostante lo dimostra.

Il vantaggio di Boston lo si vede nuovamente nelle situazioni speciali e in un miglior attacco e difesa. La domanda che sorge spontanea potrebbe quindi essere quella di chiedersi come mai alla fine siano stati i St.Louis Blues a vincere.

La risposta che possiamo dare è che l’hockey e lo sport spesso non seguono la logica, il determinismo e non vanno sempre nella direzione più intuitiva. Questo è il bello (o il brutto, a dipendenza della prospettiva che si assume). L’imprevedibilità la fa da padrona. I Blues sono riusciti a compiere una vera e propria impresa, fatta di carattere, spirito di sacrificio, gioco fisico e avendo messo davanti la squadra al singolo giocatore. Non che Boston non abbia utilizzato questi fattori (basti pensare che il capitano Chara ha giocato le ultime 3 partite con una mascella rotta senza potere parlare) però per St.Louis ha fruttato il fatto di essere in “desperation mode” da gennaio. La loro tribolata stagione li ha resi imbattibili caratterialmente. Nei momenti più importanti, la squadra ha trovato il modo di segnare, di barricarsi davanti al proprio portiere, di gestire i momentum e così via. I Blues sono la prima squadra nella storia ad essere ultimi a gennaio e ad andare a prendersi la Stanley Cup. Se vogliamo però parlare della vittoria attraverso dei fattori più concreti, ci sono dei fattori che legittimano la vittoria di St.Louis.

* Il powerplay micidiale di Boston si è parzialmente spento: nelle prime 3 partite i Bruins hanno sfruttato 6 delle 14 occasioni avute e negli ultimi 4 match solo 1 su 8. Nelle 3 partite in cui non sono riusciti a segnare in powerplay sono stati sconfitti. Sarà solo un caso? Per noi no. St.Louis inoltre ha limitato le penalità nelle ultime partite giocando più disciplinato, lasciando quindi anche meno opportunità a Boston di sfruttare la sua arma letale

* La favola dei Blues si racconta anche alla loro invidiabile e letale capacità di capitalizzare e colpire nei momenti giusti delle partite. Su tutto l’arco dei playoff, hanno colpito gli avversari laddove faceva più male. Gol segnati a pochi secondi della fine dei tempi o delle partite, all’inizio dei terzi oppure appena l’avversario aveva segnato, riprendendosi il cosiddetto “momentum”. Nella decisiva gara 7 per esempio, alla fine del primo tempo il risultato era 2-0 in favore di St.Louis, nonostante le “Scoring Chances” (occasioni da rete) fossero 9 a 2 per Boston! Inoltre, nelle 4 serie di playoff 2018-2019, da gara 5 in poi i Blues hanno un invidiabile statistica di 8 vittorie e 2 sconfitte.

* Secondo gli esperti (come il celebre Eddie Olczyk) St.Louis possiede il miglior gioco a 5 contro 5 della lega. A partire dal portiere e dai suoi rilanci, fino al pressing in zona offensiva, con i difensori particolarmente partecipi nel raddoppiare le marcature in attacco, impedendo agli avversari di uscire in maniera pulita dal loro settore difensivo. Questo gioco fastidioso (per gli avversari ovviamente) dei Blues è stato determinante e a 5 contro 5 è stata di gran lunga la squadra migliore della finale

* Un ultimo fattore importante è la presenza offensiva degli uomini chiave delle squadre nella finale. La prima linea offensiva di Boston, il tridente Marchand- Bergeron- Pastrnak, ha prodotto un solo gol in 7 partite a 5 contro 5, mentre gli uomini più offensivi di St.Louis hanno prodotto molto di più. Basti pensare che il miglior marcatore O’Reilly (vincitore del Conn Smythe Trophy, MVP dei playoff) nelle ultime 5 partite ha prodotto un totale di 5gol e 3assist. Testimone del fatto che i migliori giocatori sono usciti nelle partite decisive, si nota che O’ Reilly nelle precedenti 20 partite aveva segnato solamente 3 gol.

In ogni caso, la finale è stata combattuta e tirata e poteva benissimo andare anche a Boston. I dettagli hanno fatto la differenza e hanno regalato la coppa per la prima volta ai Blues!

Dopo 1358 partite, 8144 gol e 77352 parate totalizzate nella stagione 2018-2019 si chiude anche la NHL. L’hockey non va mai in vacanza realmente, e tra draft (di cui parleremo prossimamente) e scambi/nuovi acquisti il mondo dell’hockey NordAmericano è già in trepidazione per la prossima stagione, che comincerà ad ottobre. Ancora una volta, complimenti a Boston per una stagione strepitosa e ai neo-campioni St.Louis per averci regalato mille emozioni!

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