La Svizzera ha vinto le prime quattro partite dei Campionati del Mondo 2019 ed ha conquistato 12 punti. Non era mai – ma mai! – successo… nemmeno nel magico 2013, quando i nostri ragazzi vinsero tutte le partite del Gruppo ma la terza – contro il Canada – dopo tempi supplementari.

Insomma, la Svizzera ha già fatto scritto la storia. Anche se tutto questo, va preso con le pinze.

Ora infatti, arriva il bello. Arriva il difficile. Perché fino ad ora la Svizzera ha avuto la meglio contro gli avversari “meno” quotati del girone… mentre da adesso in poi, dovrà vedersela contro i grossi calibri.

IL TORNEO, FINO AD ORA…

Inutile negare che il calendario ha favorito i nostri ragazzi. Ma li ha favoriti perché si sono dimostrati incredibilmente maturi e sicuri nei propri mezzi. Sulla carta, per i vice-Campioni del mondo, poteva sembrare scontato conquistare 12 punti nelle prime quattro partite contro Italia, Lettonia, Austria e Norvegia. Ma la realtà è che di scontato non c’è nulla. E spesso e volentieri in nostri ragazzi nel passato, anche recente, sono inciampati proprio ai primi ostacoli.

Come dicevamo alla vigilia dei Campionati del Mondo, questo “calendario favorevole” poteva trasformarsi in una pericolosissima arma a doppio taglio. Ed invece i nostri eroi sono sempre riusciti a tenere il coltello dalla parte del manico ed ora possono affrontare le prossime tre partite con tranquillità. E con la qualificazione per i quarti di finale in tasca.

IL TORNEO DA ADESSO IN POI…

Ora inizia virtualmente un altro torneo. La Svizzera ora quale obiettivo ha quello di confrontarsi contro le migliori squadre del Gruppo per fare punti, aquisire ulteriore fiducia ed arrivare il più in alto possibile.

Poi, dai quarti di finale, tutto può succedere. Noi siamo convinti che i boys di Patrick Fischer se la possono giocare con chiunque senza timore. Allo stesso tempo tuttavia, è innegabile che – nonostante la grande crescita dei Rossocrociati – ci sono altre squadre che sulla carta sono più forti. Ci riferiamo in particolare alle “grandi” come Russia, Svezia, Canada, Stati Uniti e Repubblica Ceca. La Svizzera può giocarsela con chiunque in una partita secca, lo ha dimostrato nel 2013 e nel 2018. Ma la realtà è che sarà dura.

Non ci stanchiamo di ripetere che, pur essendo giustamente ambiziosi, qualsiasi risultato oltre i quarti di finale sarebbe eccezionale. Non vorremmo infatti che alcuni, sulle ali dell’entusiasmo generato 12 mesi or sono, possa dare per scontata la qualificazione alla semifinale o alla finale.

Per scrivere nuovamente la storia insomma, servirà che tutto – ma proprio tutto – girerà per il verso giusto. Questo ad ogni modo, non vale solamente per noi. Dai quarti di finale in poi infatti, saranno tutte partite da “dentro o fuori”. Ed in tali occasioni, anche i migliori a volte falliscono.

Resta comunque il fatto che i Rossocrociati possono davvero affrontare il resto del torneo a testa alta. Questo perché, anche se non tutto ha funzionato alla perfezione, ci sono molti motivi per essere ottimismi. Vi indichiamo quali sono dunque, secondo il nostro modesto parere, le cose che ci sono piaciute e le cose che ci sono piaciute un pò meno fino ad ora.

COSA CI È PIACIUTO

Spirito di gruppo

Che gruppo ragazzi, che Gruppo. Con la G maiuscola! La nostra impressione dall’esterno è sempre quella che questo sia un gruppo incredibilmente unito. Il linguaggio del corpo dei giocatori parla chiaro, dopo tutto. Ogni giocatore da veramente il massimo, e questo fattore – a volte anche più delle doti tecniche – aiuta realmente a conquistare risultati eccezionali.

Difesa solidissima

Due gol subìti in quattro partite. Una miseria. I due portieri – Reto Berra e Leonardo Genoni – sono in ottima forma e stanno giocando ad alti livelli. Ma non è solo quello… di fatto la Svizzera è solidissima difensivamente. Sia gli attaccanti che i difensori svolgono un lavoro difensivo che definire egregio è ancora poco.

Il gioco

De Gustibus, sia chiaro… ma a noi piace come gioca la Svizzera. I Rossocrociati stanno offrendo un hockey moderno, veloce e pure accattivante. Ogni giocatore ha un suo ruolo preciso e lo svolge alla perfezione. Il disco passa da una paletta all’altra che è una meraviglia. Insomma, davvero un bel vedere. Complimenti!

LA MENZIONE SPECIALE…

Andres Ambühl

Crediamo che in questo momento fare nomi è ingiusto e pure ingeneroso. Tutta la squadra sta davvero dando il massimo. Però, due paroline su Andres Ambühl crediamo sia doveroso spenderle. Il 35 attaccante del Davos sta giocando un Campionato del Mondo fantastico. Gioca con la grinta di un ragazzino dei Novizi e grazie alla sua esperienza e classe riesce ancora sempre e comunque a fare la differenza. Chapeau!

COSA CI È PIACIUTO MENO

Power-play

La Svizzera spesso e volentieri entra nel terzo offensivo con facilità. Ed in molti casi, riesce pure a far girare il disco a meraviglia. Però la realtà è che molto raramente il disco poi entra in porta… e questo è un problema. O meglio, sarà un problema contro le “grandi squadre”, quando le situazioni di superiorità numerica potranno fare la differenza tra il successo e l’insuccesso.

Cali di tensione

La nostra Nazionale è parsa quasi inarrestabile quando girava a pieno regime. Però abbiamo avuto ancora una volta la conferma che non possiamo permetterci alcun calo di tensione… contro la Lettonia per esempio, in alcuni frangenti i ragazzi sono stati indisciplinati ed abbiamo fatto davvero fatica. Più il torneo andrà avanti, più questi cali di tensione verranno pagati cari.

Gioco fisico

Lo si sapeva già da prima che iniziava il torneo che la Svizzera è un pò “leggera”, ed in tal senso l’arrivo previsto di Nino Niderreiter per l’ultima parte di torneo è manna dal cielo. La realtà però è che contro avversari fisicamente più forti di quelli affrontati fino ad ora, bisognerà giocare più fisico. E crediamo che, indipendentemente da tutto, ci siano margini per giocare più “duro e fisico” di quanto visto fino ad ora.

E ADESSO?

E adesso, come detto, arriva il bello. Arrivano i test veri!

Ed arriva anche Nino Niderreiter… il quale raggiungerà il gruppo in Slovacchia lunedì. Ed il suo arrivo è in tutto e per tutto un toccasana. Perché, lo abbiamo visto l’anno scorso, Nino porta – tra le tantissime altre cose – anche una buona dose di gioco fisico. E questo ci serve come il pane.

Peccato per contro che ha dovuto abbandonare la nave – metaforicamente, visto che è rimasto in Slovacchia – Janis Jérôme Moser. Il quale, nonostante la giovanissima età, stava disputando un torneo eccezionale. Il futuro Roman Josi insomma, lo abbiamo già in casa.

I nostri ragazzi ad ogni modo ci stanno già facendo emozionare. Vederli giocare è davvero un piacere per gli occhi. Vediamo davvero un gruppo unito che gioca per la maglia e non per il nome scritto sul retro di essa, un gruppo che canta con orgoglio l’inno Nazionale, che è disposto a tutto per fare ottenere il massimo possibile da questo torneo. Nessuno si tira indietro, nessuno.

La gente apprezza. Ed applaude.

Ed applaude anche Patrick Fischer ed il suo staff. In molti hanno arricciato il naso quando Patrick è stato nominato allenatore della Nazionale alcuni anni or sono… ed in molti, ancora adesso lo sopportano a fatica. Un pò incomprensibilmente.

Ma la realtà è che dobbiamo essere tutti fieri di quello che questo gruppo di ragazzi e professionisti ci sta regalando. Emozioni su emozioni. Una valanga di emozioni! Noi, non possiamo fare altro che sostenerli. Se lo meritano davvero.

Forza ragazzi, HOPP SUISSE!

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