Il Lugano è attualmente al 10° posto in classifica dopo 33 partite a 6 punti dalla linea che separa il paradiso dall’inferno.

Non giriamoci tanto in giro, di certo i Bianconeri non sono dove vorrebbero essere. La delusione è grande sia tra i tifosi che tra i giocatori, lo staff tecnico e la società.

Tuttavia, a volte crediamo che si stìa un po’ esagerando nel criticare questa squadra.

È vero che rispetto alla scorsa stagione – sempre dopo 33 partite – il Lugano ha conquistato 13 punti in meno ed è passato dal 2° al 10° posto in classifica. È vero anche che ha segnato 9 reti in meno e ne ha subìte 9 in più… ma non tutte le stagioni (o ciambelle…) devono per forza riuscire con il buco.

Ciò nonostante, noi continuiamo a credere che il Lugano riuscirà ancora a dire la sua nella lotta per il titolo. I Ticinesi hanno tutto ciò che serve per conquistare una qualificazione ai playoffs e poi siamo certi che nessuno li vorrà affrontare.

Sarà pure una frase fatta… sarà pure frase già detta e stradetta… magari per molti di voi avrà poco senso… ma l’unica realtà è che il Lugano è attualmente sì sotto la linea, ma è pure a soli 10 punti dal Bienne terzo in classifica! Punto.

Detto questo, vorremmo spezzare qualche lancia a favore del Lugano in questo periodo complicato.

PRIMA LANCIA

Il livello della National League

Troppo spesso ci si dimentica che il Lugano non scende in pista da solo… ci sono pure gli avversari, sapete? A volte c’è la sensazione che si critica a priori la squadra senza considerare che ce ne sono altre, forti, che scendono in pista con lo stesso obiettivo. Vincere le partite.

La National League è di alto livello. Il Lugano non è dove vorrebbe essere ma ha ancora il tempo per arrivare dove voleva. Ossìa, attorno a metà classifica per poi dare il tutto per tutto durante i playoffs. E non dimentichiamoci che il Lugano è una squadra DA playoffs.

SECONDA LANCIA

Gli stranieri

Gli stranieri del Lugano sono parecchio criticati. Vero che le prestazioni dovrebbero – potrebbero – essere migliori… ma è davvero così strano che gli stranieri dei Bianconeri non fanno punti come macchinette? A nostro parere, no.

Gli stranieri del Lugano sono veri e propri animali da playoffs, capaci di trascinare la squadra nei momenti più caldi della stagione. Ma se parliamo di punti… Taylor Chorney sta crescendo ma è un difensore piuttosto difensivo. Jani Lajunen non è mai stato uno scorer. Maxim Lapierre è forse il giocatore più dominante del campionato ma, in termini di puri punti, la scorsa stagione ha vissuto una Regular Season irripetibile. Non è mai stato uno scorer. Linus Klasen fatica ad imporsi ma comunque ha messo insieme 12 punti in 15 partite. Henrik Haapala è arrivato infortunato e poi si è infortunato nuovamente…

Insomma, si potrebbe discutere sul fatto che il quartetto – o quintetto – di stranieri non è stato costruito con logica pensando ai punti ed alla Regular Season. Ma la realtà è che almeno tre di essi sono veri e propri animali da playoffs… ed ora che l’aria di playoffs inizia a venire annusata, siamo certi che sapranno fare la differenza.

TERZA LANCIA

Il gioco

Si dice che il Lugano gioca male. Ed evidentemente le prestazioni non sono scintillanti… ma poi, cosa si intende per giocare male?

Se uno si attende di vedere i Bianconeri giocare come il Berna – il cui allenatore comunque è criticato da parte di parecchi tifosi per il suo gioco noioso nonostante la squadra ai vertici della classifica… – può tanto aspettare che cavallo campa.

La realtà è che il Lugano propone uno stile di gioco piuttosto Canadese e di certo non Finlandese o Svedese. C’è a chi piace e a chi non piace. È una questione di gusti personali. Si può arrivare al successo con entrambi gli stili di gioco e di fatto non ce n’è uno migliore di un altro. Soprattutto se si vince.

Poi certo, è innegabile che i Bianconeri devono aumentare il livello delle loro prestazioni. Sia in termini di intensità che di qualità.

QUARTA LANCIA

Il nervosismo

L’allenatore sembra nervoso… i giocatori sembrano nervosi… eh grazie, sono al decimo posto in classifica! A nostro parere sarebbe incomprensibile se non sono nervosi.

È ovvio che il Lugano vuole fare di più. Certamente i giocatori non scendono in pista per perdere le partite a proposito.

Il Lugano è entrato in una spirale negativa ed è sempre dannatamente complicato uscirne. Le sconfitte e le situazioni negative generano dapprima delusione, poi frustrazione ed infine nervosismo. È una sorta di “circolo vizioso” inevitabile nel quale possono cadere anche le squadre più forti.

Starà ora alla società, allo staff tecnico ed ai giocatori, cercare di trasformare questo nervosismo in pura carica agonistica ed energia!

QUINTA LANCIA

La pressione

I giocatori e lo staff tecnico sanno di essere sempre sotto pressione. È il loro lavoro. Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che – indipendentemente dal fatto che sono professionisti – sono persone come noi. Con i loro sentimenti ed i loro problemi magari anche extra-sportivi.

La pressione a Lugano è sempre alta ed ora è altissima e sta superando i “livelli di guardia”.

In questo mondo c’è libertà di parola ed evidentemente chiunque ha tutto il diritto di contestare ciò che non aggrada. A nostro parere però, si è almeno in parte persa la misura.

Sarà brutto e patetico da dire ma… è arrivato il momento di remare tutti nella stessa direzione!

Foss’anche solo per i risultati ottenuti sul ghiaccio nelle ultime tre stagioni – indipendentemente da come essi sono stati ottenuti – crediamo che il Lugano si sia guadagnato in pista il credito per un “bonus”.

I tifosi non hanno praticamente mai contestato la squadra in pista fino ad ora e questo è importante sottolinearlo. Il peggio avviene fuori… 

Ci sta la frustrazione per i risultati che non arrivano… ma è bene mettersi in testa che questa stagione NON è finita!

Per tutto quanto invece riguarda gli aspetti fuori dal ghiaccio ed il futuro… ci sarà il tempo per parlarne a bocce ferme al termine della stagione.

SESTA LANCIA

La partita di Rapperswil

Il Lugano si è imposto per 3-2 a Rapperswil nell’ultima partita disputata. Ma la vittoria complessivamente è stata accolta quasi come una sconfitta…

Si dice che il Lugano ha giocato male. Vero. Ma onestamente, viste le circostanze e la situazione mentale, come si poteva pretendere che i Bianconeri fornissero la loro miglior prestazione stagionale, oltretutto contro un avversario che ormai gioca senza pressione?! L’importante era vincere ed in un modo o nell’altro è stato fatto. Punto.

SETTIMA LANCIA

I playoffs

Prima abbiamo detto che gli stranieri del Lugano sono principalmente animali da playoffs. Ma la realtà è che tutta la squadra è principalmente un animale da playoffs…

Vero che per i playoffs bisogna qualificarsi, ed in tal senso per il futuro forse bisognerebbe rivedere le strategie di mercato. Ma…

Facciamo alcuni nomi in ordine sparso: gli stranieri, Elvis Merzlikins, Raffaele Sannitz, Julian Walker, Gregory Hofmann (21 punti in 18 partite gli scorsi playoffs), Sebastien Reuille, Giovanni Morini… ragazzi, questi sono tutti animali da playoffs che possono trascinare la squadra!

OTTAVA (ED ULTIMA) LANCIA

Il titolo

Il Lugano attende l’ottavo titolo ormai dal 2006… due volte negli ultimi tre anni – specialmente l’ultima stagione – ci è andato così vicino eppure così lontano.

Che sia questo l’anno buono?

Noi siamo convinti che se il Lugano riuscirà a qualificarsi per i playoffs – ed in un modo o nell’altro probabilmente ce la farà – potrebbe davvero diventare un avversario scomodo per chiunque ed una vera e propria mina vagante! Foss’anche solo per tutta la “rabbia” e “nervosismo” che si stanno accumulando in questo momento che potrebbero trasformarsi in una voglia di vincere strepitosa.

Certo, sarà difficile… del resto è inutile girarci troppo intorno. Noi abbiamo appena spezzato 8 lancie a favore del Lugano ma è chiaro che in questo momento la squadra sta faticando dannatamente e qualcosa non sta andando per il verso giusto. In tutti i sensi.

Ma la realtà è che non è finita fin che non è finita… proprio il Lugano, ce lo ha insegnato una decina di mesi or sono.

Senza dimenticare che i giocatori non sono diventati brocchi in pochi mesi e Greg Ireland non si è trasformato in un cretino.

Poi, per il futuro – ossia la prossima stagione – ci sarà il tempo di parlarne e di fare una seria analisi a fine stagione. Magari con al collo la medaglia di Campioni Svizzeri…

Buona fortuna, Lugano!

P.S. con questo articolo, non vogliamo in alcun modo negare che a Lugano attualmente ci siano dei problemi. Anzi. Tuttavia, ci pare che si stìa un po’ esagerando… starà alla società capire quali misure attuare per uscire da questa situazione.

Damiano Cansani, Barbara Kurdziel

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