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HC Lugano – Manca solo quell’ultimo (maledetto) passo…

Così vicino eppure così lontano… questa la sensazione ripensando all’ultima stagione del Lugano. Perdere la finale in gara-7, per di più davanti al pubblico amico, deve fare un male cane. Una sofferenza immane che non si augura nemmeno al peggior nemico (beh, forse al peggior nemico sportivo sì…).

Ma allo stesso tempo, deve anche dare una carica pazzesca! Crediamo infatti che la truppa di Greg Ireland altro non attenda che il 21 Settembre ed il primo ingaggio della stagione per cercare di ritornare a vivere quei momenti magici vissuti in Marzo e Aprile.

L’OBIETTIVO

Fare tutto il possibile per tornare a sollevare il trofeo ed essere incoronati Campioni Svizzeri per la prima volta dopo il 2006. Non sarà per niente facile… ZSC Lions, Berna e Zugo sembrano avere qualcosa in più sulla carta. Inoltre, foss’anche solo per la legge dei grandi numeri, raggiungere la terza finale in quattro anni non è evidente.

La scorsa stagione tuttavia, ha insegnato che la “carta” conta fino ad un certo punto. Quando si arriva a certi stadi – vedi semi-finali e finali – entrano in gioco altri fattori. Lo spirito di gruppo, la determinazione, la voglia di superare ogni ostacolo, la tradizione… tutti fattori che fanno parte del DNA dei Bianconeri. Bianconeri che, volenti o nolenti, sembrano più una squadra da playoffs che da Regular Season.

Nostra previsione RS: 3°-6°

I PUNTI DI FORZA

Il carattere

È ormai il marchio di fabbrica del Lugano targato Greg Ireland. Quando i giochi iniziano a contare per davvero, i Bianconeri si trasformano e diventano una brutta gatta da pelare per chiunque. Il tutto anche facilitato dalla presenza nella rosa di diversi giocatori perfettamente adatti ai playoffs. Giocatori che, nei momenti chiave, riescono non sono ad esprimersi ai loro migliori livelli ma aumentano considerevolmente anche il livello dei compagni di squadra.

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La fame

Due finali in tre anni… Una persa quasi senza storia contro il Berna ed una, l’ultima, persa all’ultimo respiro contro lo Zurigo. Il trofeo è sempre stato lì davanti alla punta del naso ma per finire è stato sollevato dal Capitano delle squadre avversarie. Una sofferenza che tuttavia si trasforma anche in una fame atavica. In una voglia di sollevare quella dannata coppa che era a portata di mano. Questa fame può diventare una grande compagna di viaggio per il Lugano. E potrebbe essere l’asso nella manica qualora i Bianconeri riuscissero nuovamente a raggiungere l’atto finale. Senza dimenticare Linus Klasen, che ha una stagione da farsi perdonare ed è il primo a voler tornare ad essere il fuoriclasse che tutti conosciamo.

Una rosa completa

In termini di qualità pura altre squadre sembrano essere meglio attrezzate dei Bianconeri. Tuttavia, la rosa a disposizione di Greg Ireland è completa e profonda. L’allenatore ha la possibilità di creare delle linee adatte ad ogni situazione ed ha molte alternative. Dispone di giocatori di classe assoluta, di guerrieri, di leaders dentro e fuori dal ghiaccio, di comprimari, di gregari, di giovani rampanti e di “tappa buchi”. Senza dimenticare colui che è probabilmente il miglior portiere in Svizzera attualmente. E sono tutti affamati. Forse quello che manca, è una reale alternativa ad Elvis Merzlikins dopo la partenza di Daniel Manzato.

I PUNTI DEBOLI

La difesa

A ranghi completi, la difesa del Lugano è di prim’ordine. Tuttavia alcuni elementi, anche tra i più rappresentativi, sono soggetti ad infortuni e questo può diventare un problema. La difesa del Lugano, offensivamente parlando, non ha nulla da invidiare a nessun’altra compagine della lega. In termini prettamente difensivi invece, c’è qualche riserva. Anche alla luce della pesantissima partenza di Philippe Furrer.

Così vicino, eppure così lontano…

Perdere due finali in tre anni è terribile. Da una parte come detto rende i giocatori estremamente affamati. Dall’altra, tuttavia, rischia pure di far nascere nella mente pensieri negativi… una certa sensazione quasi di impotenza. Sarà fondamentale che la società, lo staff tecnico ed i giocatori più esperti, facciano sentire la loro voce e riescano a far passare il messaggio che deve essere la “fame” e non la “paura” a prevalere.

La qualità in numeri

Il Lugano ha qualità. Ma complessivamente, ha meno qualità di squadre come Zurigo, Berna e Zugo. Inutile negarlo. La fame, l’ambizione, la voglia di lottare e non mollare mai, sono fattori che possono fare miracoli. Alla fine tuttavia, è inutile girarci intorno… solitamente chi ha più qualità va fino in fondo. E poi vince. Ai Bianconeri il compito di provare il contrario!

IL MERCATO

Alcuni movimenti… tutti mirati. Sono arrivati in riva al Ceresio Taylor Chorney, Romain Loeffel, Benoit Jecker, Timo Haussener e Mauro Jörg. Sono invece partiti Philippe Furrer, Bobby Sanguinetti, Daniel Manzato, Emerson Etem (se ve lo ricordate…), Damien Brunner e Ryan Johnston.

Nell’insieme a nostro parere la squadra non si è ne rinforzata ne indebolita. Ma le partenze di Philippe Furrer e Damien Brunner sono dolorose. Philippe ha fatto una scelta di vita mentre Damien, così come il Lugano, ha capito che era necessario un cambio.

Tutto da scoprire Taylor Chorney. Potenzialmente un ottimo difensore che però deve dimostrare il suo valore in Svizzera. L’arrivo di Romain Loeffel invece, è un vero e proprio colpaccio!

IL GIOCATORE CHIAVE

Maxim Lapierre

Leader dentro e fuori dal ghiaccio. Ma non solo! Maxim Lapierre giocherà nuovamente un ruolo chiave. La scorsa stagione è stato semplicemente straordinario. Ha disputato una Regular Season di altissimo livello ed è riuscito ad aumentare il suo stesso livello durante i playoffs. Ora riesce anche a fare punti con una certa regolarità e la sua sola presenza sul ghiaccio “spaventa” gli avversari. Maxim Lapierre ed il Lugano, tifosi inclusi, sembrano fatti gli uni per gli altri. Ed insieme, vogliono conquistare qualcosa di grande.

LA POTENZIALE SORPRESA

Elia Riva

Chi non segue regolarmente l’Hockey Club Lugano probabilmente non lo conosce. Ma Elia Riva è un giovane 20enne pronto a far decollare in tutto e per tutto la sua carriera. Ha già messo in mostra una personalità fuori dal comune per un ragazzo della sua età. Ed ha le potenzialità per diventare un campione. Questa può essere la stagione della consacrazione. Può essere la stagione che fa il passo avanti decisivo per avere un ruolo chiave all’interno della squadra.

IL CALENDARIO

Spesso e volentieri, l’inizio della stagione è fondamentale. È proprio durante le prime partite che una squadra guadagna certezze e confidenza nei propri mezzi. E la fiducia, in un contesto equilibrato come di questi tempi, è un fattore che può davvero fare la differenza.

Davos in casa e poi Zugo e Berna in trasferta… l’ha toccata piano chiunque ha stilato il calendario! I primi tre impegni per i Bianconeri sono già decisamente significativi ed indicativi.

A seguire, la truppa di Greg Ireland giocherà tre partite consecutive in casa contro Losanna, Ambrì-Piotta e Langnau prima di una doppia trasferta “Romanda” per affrontare Ginevra Servette e Friborgo Gottéron.

La prima “rivincita” contro gli ZSC Lions è invece in programma solamente il 3 Novembre alla 16a partita stagionale… stranezze del calendario.

Buona fortuna per la stagione, HC Lugano!

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