FC Lugano – È stato un bel giro sulle montagne russe!

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Da wikipedia… con il termine montagne russe (talvolta detta anche ottovolante o montagne americane) si intende un’installazione tipica dei luna park. Consiste in una sorta di ferrovia in miniatura, il cui tracciato è composto da repentine salite e discese, curve paraboliche e, nei tempi più moderni, anche evoluzioni particolari.

Applicato al calcio – e più precisamente alla stagione 2017-18 di Super League – potremmo riassumere il tutto con tre parole. Football, Club, Lugano.

Solitamente al termine di un giro sulle montagne russe si è soddisfatti. Si ha il cuore in gola, ma si è soddisfatti. Ed allora, indipendentemente da tutto, a Lugano bisogna essere soddisfatti. Si poteva fare di più? Certo che sì. Ma il raggiungimento della salvezza non deve essere un risultato da sottostimare.

LA STAGIONE

Tutto è iniziato con una sconfitta per 1-0 rimediata a Lucerna e tutto si è concluso con un pareggio (1-1) contro lo Zurigo allo stadio di Cornaredo.

Nel mezzo, il Lugano non si è fatto mancare niente.

L’inizio è stato discreto. I Bianconeri hanno conquistato 8 punti nelle prime 6 partite ed hanno perso solamente due volte. Niente di trascendentale, sia chiaro. Ma la vittoria ottenuta alla 6a giornata per 4-1 in casa contro il Thun sembrava lasciar presagire che questa squadra potesse davvero spiccare il volo.

Poi però, in concomitanza con gli impegni di Europa League, ecco una prima crisi. I boys allora allenati da Pier Tami perdono 5 partite consecutive. Ed iniziano a mostrare primi segnali di poca determinazione sotto porta. Il che si tramuta in pochissimi gol segnati.

Ma ecco che si torna a risalire. Alla grande! Il Lugano a cavallo tra il 2017 ed il 2018 conquista 23 punti in 11 partite! Una media punti (2.09) che in proiezione sulle 36 giornate varrebbe il secondo posto in classifica con 75 punti!

Ma poi ecco un’altra crisi di risultati. Questa volta ancor più pesante. I Bianconeri perdono 6 partite consecutive. E questo costa il posto all’allenatore Pier Tami ed al suo staff. I quali vengono rimpiazzati da Guillermo Abascal.

L’allenatore Spagnolo, ex Chiasso, riesce ad entrare nella testa dei giocatori ed a farsi rispettare nonostante la sua giovane età. Aiuta la squadra a conquistare 11 punti nelle ultime 8 giornate ed il Lugano mantiene la categoria.

COS’HA FUNZIONATO

IL GIOCO

Le partite giocate davvero male dal Lugano si possono contare sulle dita di una mano. I Bianconeri hanno saputo proporre – con alti e bassi, siamo sulle montagne russe ovviamente – un calcio piacevole ai propri tifosi. Se parliamo di prestazioni, raramente i Ticinesi sono stati inferiori ai loro avversari su tutto l’arco della stagione.

LA SALVEZZA

Ragazzi, si dica quel che si vuole. Ma la salvezza è un risultato che deve essere apprezzato. Vero che per quanto visto il Lugano poteva anche fare di più. Ma considerato l’andamento del campionato, ed anche il budget ridotto, l’aver mantenuto la categoria è stato un risultato degno di rispetto. Il Lucerna è passato dal nono al terzo posto in 17 partite… Il Sion, contro ogni pronostico, ha dovuto lottare fino alla fine. Il Grasshopper è passato dal terzo posto occupato alla 15a giornata fino al nono posto finale. Insomma, nulla è da ritenersi scontato in questo campionato.

LE PARTITE CHIAVE

Il campionato dura 36 partite. Ma ci sono alcune partie che, volenti o nolenti, sono più importanti. Le così dette partite chiave. A nostro parere le partite chiave di questa stagione del Lugano sono state, per motivi diversi, quattro. Le due giocate al Tourbillon contro il Sion. La trasferta a Thun proprio prima della pausa invernale. E la penultima partita casalinga contro il Losanna. Ebbene, i Bianconeri in queste quattro partite hanno conquistato 3 vittorie ed 1 pareggio (la prima trasferta al Tourbillon). In altre parole, il Lugano ha saputo trovare il guizzo giusto nei momenti chiave.

COSA NON HA FUNZIONATO

LA DETERMINAZIONE

Il Lugano ha faticato dannatamente per tutta la stagione a tramutare il grande lavoro di squadra in moneta sonante. Ossia, in gol. A nostro parere non è un problema legato alla qualità dei giocatori. Escluso Janko, il quale solamente la prossima stagione potrà dare un vero contributo, il Lugano poteva comunque contare su giocatori di sufficiente qualità per segnare più di quanto fatto. Restiamo convinti che la squadra è mancata in determinazione e cattiveria negli ultimi 20 metri.

GLI ALTI E BASSI

Gli alti e bassi hanno reso la stagione del Lugano un sogno ed una sofferenza allo stesso tempo. Durante gli “alti” si poteva sperare davvero di ripetere l’eccellente piazzamento della scorsa stagione. Durante i “bassi” c’è stato il concreto rischio di retrocedere. Questi sbalzi di umore non sono mai semplici da gestire a livello mentale.

I PORTIERI

Si vince e si perde di squadra. Punto. È però innegabile che il Lugano ha avuto un problema a livello di portieri. Il ruolo del portiere è molto delicato nel calcio. Il fattore mentale conta più ancora che in tutti gli altri ruoli. E purtroppo, per un motivo o per l’altro, gli estremi difensori non sono mai stati in grado di dare la sufficiente sicurezza alla squadra. Anche e specialmente nei momenti difficili.

STATISTICHE

Vediamo alcune statistiche relative alla stagione 2017-18.

GOL SEGNATI & GOL SUBÌTI

Il Lugano ha segnato un totale di 38 gol (peggior attacco della Super League!) ed ha subìto 55 gol (6a difesa del campionato).

Il Lugano ha segnato più dei suoi avversari nei primi 15 minuti di gioco. Il che significa che la squadra era pronta al calcio d’inizio. Poi però ha subìto troppi gol con l’andare della partita. Con un picco impressionante di gol subìti nelle fasi finali. Problema legato alla condizione fisica oppure mentale? Forse un po’ tutte e due le cose.

TIRI & TIRI SUBÌTI

Il Lugano ha tirato 434 volte (5° in Super League) ed ha tirato 166 volte in porta (6° in Super League). Però ha ricevuto solamente 373 tiri, unicamente Young Boys (339) e Basilea (352) hanno ricevuto meno tiri. Ed ha ricevuto solamente 143 tiri in porta, solamente Young Boys (138) e Basilea (131) hanno ricevuto meno tiri in porta. Le partite del Lugano hanno fatto insomma registrare relativamente pochi tiri. Ma i Bianconeri hanno tirato più dei loro avversari.

PERCENTUALE REALIZZATIVA & PARATE

Come dicevamo in precedenza, il Lugano ha avuto un problema di determinazione davanti alla porta. La percentuale realizzativa (22.9%) non lascia spazio ad interpretazione. I Bianconeri hanno fatto registrare una percentuale realizzativa ben al di sotto della media. E di fatto, la peggiore in assoluto di Super League dopo il Sion (29.0%).

E sempre come dicevamo in precedenza, il Lugano ha avuto un problema di portieri. Anche la percentuale di parate (61.5%) non lascia spazio ad interpretazione. I Bianconeri hanno fatto registrare una percentuale di parate ben al di sotto della media. E di fatto, la peggiore in assoluto di Super League dopo il San Gallo (65.2%).

POSSESSO PALLA & INDICE CORSI

Il Lugano ha avuto un possesso palla medio del 51.0%. Solamente Basilea (53.3%), Young Boys (52.0%) e Sion (51.8%) hanno avuto un maggior possesso palla.

L’indice CORSI (53.4%) invece – che tiene conto di tutti i tiri, tiri in porta, tiri mancati e tiri bloccati – dimostra come i Bianconeri siano stati “dominanti”. Di fatto in Super League, solamente Basilea (62.1%) e Young Boys (61.5%), hanno fatto registrare un indice CORSI superiore a quello dei Bianconeri.

I SIMBOLI

CARLINHOS JUNIOR

È il giocatore tecnicamente più dotato del Lugano. E l’ha dimostrato questa stagione, durante la quale è pure cresciuto in maniera impressionante ed è stato l’unico attaccante del Lugano capace di trovare la via del gol con relativa continuità. La sua velocità, il suo dribbling e le sue qualità tecniche gli sono valse l’attenzione di molti club. La speranza è che possa rimanere a Lugano. La realtà invece è che sarà difficile riuscire a trattenerlo.

ANGELO RENZETTI

Se il Lugano è vivo – ed in Super League – volenti o nolenti il merito è suo e di tutti quelli che lavorano con lui dietro le quinte. Con pochi mezzi ed uno stadio fatiscente, è riuscito a costruire una rosa tutto sommato di qualità. I Bianconeri inoltre, per l’ennesima volta hanno ricevuto la licenza in prima istanza. E per finire ha saputo cambiare l’allenatore al momento giusto. Bravo, Angelo. Di fatto, brava tutta la società!

ALEXANDER GERNDT

C’è chi dice che poteva fare di più. C’è chi dice che ha dato il suo contributo. Di certo ci ha sempre messo l’anima. Ma c’è qualcosa che va forzatamente sottolineato. Alexander Gerndt ha segnato 7 gol ed ha fornito 8 assist. Ma soprattutto… Ha segnato 5 “gol vittoria” ed ha servito 3 “assist vittoria” (ossia l’assist che ha portato al gol vittoria). In altre parole, 8 delle 12 vittorie stagionali del Lugano sono passate dai suoi piedi. Cifre ragguardevoli!

IL VOTO ALLA STAGIONE

4.5

Il Lugano ha vissuto parti di stagione da 5+ in pagella ed altre parti di stagione da 3… Crediamo che il 4.5 ben rappresenti la stagione dei Bianconeri.

Il Lugano si è salvato. E nonostante tutto era l’unica cosa che contava. Di più. I Bianconeri sono arrivati a soli 3 punti dal 5° posto ed a soli 7 punti dal 4° posto. 7 punti come il margine sul Losanna che è stato retrocesso.

Insomma, i numeri dicono che la stagione non è stata un disastro. Con un po’ più di continuità si poteva lottare per il 4° posto. Con un po’ più di sfortuna si rischiava la retrocessione. Questa è la Super League. Ed allora ben venga la meritatissima salvezza!

Buone vacanze, FC Lugano!