L’ESONERO DI UN ALLENATORE

Siamo ormai quasi arrivati a Natale, ed a chi sarà capitato di guardare la TV in questi giorni, ed avrà resistito alle tentazione di non cambiare canale e sopportare le pubblicità, non sarà scappata quella di un noto marchio alimentare… lo spot mostra una bambina abbracciare il suo orsetto, dimenticandolo poi in un angolo non appena una nuova “bestiolina” elettronica appare nel salotto quale regalo di Natale. L’orsetto, triste, decide di andarsene, e di poi tornare la notte imbardato di luci per farsi notare.

Perché questa premessa ? Perché al giorno d’oggi il mondo va in questa direzione; il rapporto umano tra le persone viene messo in secondo piano, quando ci sono problemi si preferisce scappare piuttosto che risolvere, quando un oggetto ha un guasto non lo si sistema, lo si cambia, quando tra una coppia sorgono dei problemi invece di risolverli insieme ci si separa.

Nello sport la tendenza è la medesima, le cose non funzionano ? È tutto da cambiare: via l’allenatore, il DS, lo straniero, il preparatore atletico, il mental coach, quello che affetta i limoni…

E se invece i problemi si provassero a risolvere ?

Il Lugano ha una squadra che dispone di tutte le qualità per disputare un ottimo campionato, forse in difesa la coperta degli uomini davvero di qualità è un po’ corta, ma nel complesso i Bianconeri al completo possono tranquillamente essere annoverate tra le più serie contendenti al titolo.

I problemi al momento attuale ci sono, inutile negarlo, ma perché cambiare guida tecnica ? E per chi ? E per cosa ? Doug Shedden e Pat Curcio hanno dimostrato di sapere il fatto loro, pochi mesi or sono hanno condotto una squadra che era ultima in classifica fino all’ultimo atto del campionato, facendola uscire al termine della finale tra gli applausi convinti di tutto il pubblico.

Hanno disimparato in pochi mesi ? Si sono bevuti il cervello ? Ne dubitiamo seriamente…

Semplicemente sono persone, che commettono errori come tutti noi, e che forse si sono anche fatte trascinare dagli eventi, ma chi dall’esterno ha davvero le conoscenze necessarie per dubitare del loro operato ?

Gli infortuni inoltre, che alla lunga ben inteso non devono diventare un alibi, rendono il tutto maledettamente più complicato. Non è certo un caso se Ginevra Servette e Lugano, due tra le più accreditate outsiders per la vittoria in campionato, stiano sgomitando attorno a quella maledetta linea… in comune hanno avuto, ed hanno tutt’ora, un numero impressionante e reiterante di infortuni, che ne limitano margini di manovra, stabilità, esperimenti e continuità.

Oltre naturalmente a sfiancare gli altri giocatori dal punto di vista fisico…

Ed i risultati ? Quelli mancano, inutile negarlo, ma quando le cose iniziano ad andare male, ne converrete tutti, qualsiasi cosa si faccia risulta essere quella sbagliata, si entra in una sorta di vortice dalla quale uscirne è terribilmente complicato, se poi si aggiungono le pressioni dall’esterno il tutto si complica maggiormente.

Il problema appare principalmente mentale, come altro si può spiegare un crollo come quello avvenuto a Kloten ? E la differenza di rendimento casa-trasferta ? Di negativo c’è che non è semplice uscirne, di positivo invece c’è che trovando la giusta chiave, si possono aprire tutte le porte siccome non stiamo parlando di un problema prettamente tecnico.

Noi personalmente siamo d’accordo ed applaudiamo virtualmente il dare una possibilità allo staff tecnico di raddrizzare la situazione, che pur se complicata ancora non è compromessa. E pure sul fatto di responsabilizzare tutti! Perché per quanto un allenatore ha un ruolo importantissimo, sul ghiaccio scendono i giocatori, e la frase, per quanto “fatta”, è la pura e cruda realtà.

NOSTRA CONCLUSIONE

Oggi abbiamo voluto unicamente concentrarci sul discorso dell’esonero di un allenatore, e non sulla situazione generale complessiva dell’Hockey Club Lugano.

Crediamo che ci siano momenti dove il cambio è necessario, ma allo stesso tempo che il tempo di Shedden a Lugano ancora non è finito, quindi ci rallegriamo della sua permanenza. Non stiamo dicendo che comprendiamo tutte le sue scelte, ma “semplicemente” che è in una situazione che dall’esterno appare dannatamente complicata e che non gli permette di lavorare con serenità.

Importante a nostro avviso, ed è più semplice dirlo o scriverlo che farlo, è appunto ritrovare serenità in tutto l’ambiente, e riscovare il piacere di giocare a hockey su ghiaccio!

Mentre ogni tipo di analisi tecnica, in questo momento, sarebbe inopportuna ed improponibile date le circostanze. Tuttavia…

Quando si è a terra, risalire è molto difficile, ma se ci si riesce si diventa poi un gruppo più forte, più unito, più affamato, e quì lo diciamo e non lo neghiamo, siamo convinti che se il Lugano riuscirà superare questo momento senza traumi, potrà realmente puntare in alto!

Con Shedden e Curcio sulla panchina.

Poi certo, se si preferisce comprare un nuovo giocattolo, senza considerare i pro ed i contro, senza considerare il prezzo, senza sapere a cosa si andrà incontro, e senza realmente essere a conoscenza di quanto accade dietro le mura… lasciate pure l’orsetto fuori dalla porta, anche quando tornerà a bussare tutto imbardato.

Ma questa, è solamente la nostra umile opinione, da persone fors’anche retrograde.


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