Rispondiamo subito: assolutamente no!

Se ad Ambrì si piange, a Lugano comunque si è un pò confusi… il tifoso si aspettava una squadra scintillante e pronta a battersi per le posizioni di alta classifica sin da subito dato l’esito della scorsa stagione, ed invece quando siamo circa al 20% del campionato, i Bianconeri si trovano a flirtare pericolosamente con la linea.

Ieri è stato il momento dell’Ambrì-Piotta, mentre oggi vorremo analizzare un pò più a fondo alcuni aspetti della stagione del Lugano che generano … rumore!

ROLAND HABISREUITINGER

Ha fatto scalpore la scelta di concedere alcuni mesi di “relativo” congedo, lontano da Lugano, al direttore sportivo.

Noi la riteniamo invece un gesto di grande umanità, in un mondo moderno sempre più frenetico ed improntato alla produzione incessante.

Anche un gesto forse di ringraziamento per quanto fatto negli ultimi anni; un gesto che personalmente apprezziamo parecchio, che se forse ha tolto qualcosa in questo momento, ne siamo certi verrà ricompensato in futuro (fedeltà al club ? riconoscenza ? oltre naturalmente alla sua salute).

Ha influito sul mercato della società, e quindi sul rendimento alterno ad oggi mostrato dalla squadra ? Nì.

Diciamocelo chiaro, come conferma anche l’ingaggio di Patrick Zackrisson, il mercato di una squadra di hockey su ghiaccio non si fà ormai più in estate ma ben prima durante la stagione precedente. Ed in quel periodo, il buon Roland, era impegnato 7/7 – 24/24 a fare il suo lavoro in riva al Ceresio.

Poi che sia mancata la sua presenza ad inizio stagione, su questo non ci piove, forse sarebbe bastato concedere il congedo solamente fino alla fine di agosto.

STRANIERI

La partenza di Pettersson è costata molto, in termini di punti ma soprattutto di leadership, quella leadership fondamentale in uno spogliatoio, e che il Lugano ha almeno in parte recuperato con il ritorno alla base di Maxim Lapierre.

E gli altri ? Martensson, magari poco appariscente ai più, è giocatore molto intelligente e fondamentale nello scacchiere di una squadra come il Lugano. Il suo rendimento, pur senza ancora i picchi mostrati durante gli ultimi play off, è discreto. Inoltre gode di un buon credito nei confronti dei tifosi per quanto mostrato la scorsa primavera.

Klasen: bello ma inconcludente, rallenta troppo il gioco a volte. Intendiamoci, il suo tasso tecnico è al di sopra della media Europea, ed a tratti vederlo giocare è un piacere per gli occhi. Tuttavia la sua testardaggine è talvolta irritante, le sue uscite dal terzo di difesa imporranno in futuro di installare alcuni defibrillatori supplementari alla Resega, ed il suo rendimento è buono ma potrebbe ancora essere migliore. Sente la mancanza di Pettersson ? Forse, ma sarebbe preoccupante… poi certo, deve essere schierato in linea con uno sniper vero, ma questo è un altro discorso.

Zackrisson & Sondell: questi li uniamo, in quanto entrambi oggetti ad ora misteriosi. Buona parte del pubblico sembra non concedergli troppa fiducia, ed in parte è comprensibile. Specialmente il numero 19, arrivato con grandi aspettative, ha deluso senza attenuanti. Mentre il difensore ha dalla sua la scusante, ad oggi, di non aver disputato molte partite. Paiono comunque entrambi con la valigia in mano, di conseguenza Shedden dovrà trovare loro dello spazio nel line-up per ingolosire potenziali acquirenti.

Maxim Lapierre: ogni giudizio tecnico è improponibile in quanto il “centro” (e lo sottolineamo: il CENTRO) ha giocato solamente due partite. Ad ogni modo sarà fondamentale per portare quella leadership di cui la squadra necessita disperatamente e per portare peso davanti alla porta, e generare quelle azioni sporche che fanno nascere buona parte dei gol di una squadra.

Ryan Wilson: solido, non così “fisico” come era stato presentato ma nella maggior parte dei casi molto preciso e difficile “da spostare”. Forse non lo straniero di cui il tifoso si tiene il poster in camera, ma un elemento valido che potrà tornare molto utile.

SHEDDEN & CURCIO

Coach & Associated Coach hanno una mentalità vincente, e questo è fondamentale: il loro compito è stato certamente reso complicato dagli infortuni che hanno colpito il reparto arretrato, tuttavia alcune scelte risultano incomprensibili.

Lapierre in linea con Klasen e Martensson, Fazzini che sembra in rampa di lancio cui non viene concesso moltissimo spazio, ed ancora meno quando commette un errore, Morini che dimostra di avere le qualità per giostrare di più sul ghiaccio, il minutaggio eccessivo dato ad alcuni elementi…

Ora, è anche probabile che tentativi come quelli di Hoffmann centro e Lapierre ala con gli Svedesi, altro non siano che “test” per vagliare alternative qualora in futuro sorgano dei problemi di infortuni.

Quello che piuttosto ci preoccupa è il poco spazio concesso ad alcuni elementi che hanno dimostrato di poter apportare energia positiva alla squadra, e se non ora che per l’appunto “il campionato è ancora lungo…” non vediamo quando.

Inoltre, e quì forse è la nostra critica principale al duo della panchina, dopo quasi un anno si fatica ancora ad intravedere il potenziale del power play Bianconero, che dati gli elementi sulla carta dovrebbe essere devastante!

Da segnalare tuttavia una cosa: il buon Shedden è stato quasi “assalito” per aver criticato apertamente i giovani Ronchetti e Sartori. Ebbene, dalla pubblica uscita dell’allenatore Bianconero, i due difensori hanno fatto passi da gigante. Tante volte, prima di criticare, sarebbe necessario conoscere le dinamiche interne di uno spogliatoio, e siamo certi che Shedden se ha alzato la sua voce in pubblico avrà avuto le sue ragioni, ed era certo che avrebbe avuto la reazione auspicata.

LA SOCIETÀ

Molto silenziosa in questo periodo, e forse questo spiazza un pò i sostenitori della squadra Bianconera. Ci si attenderebbe una presa di posizione ufficiale sul pensiero delle alte sfere in merito al rendimento altalenante messo in mostra fino ad oggi. Ma evidentemente, quando tutto tace, significa che la situazione è sotto controllo.,

L’ATTEGGIAMENTO

Ecco, questo è uno degli argomenti che irrita di più i tifosi i quali, memori della scorsa finale di play off, sono piuttosto alterati nel notare come la squadra non sembra avere quella voglia di mangiare il ghiaccio se non a corrente alterna, e solamente alla Resega.

Deve essere riconosciuto che il Lugano, così come tutte le squadre coinvolte nella CHL, si è trovato di fronte ad un mese di settembre ed ottobre molto (ma molto) impegnativo, ma la voglia di lottare non deve mai passare, è alla base di tutto.

Si è creato grande entusiasmo con il raggiungimento della finale lo scorso anno, ed il feeling con i tifosi era tornato quello dei bei tempi. Questo è un capitale di fondamentale importanza, disperderlo sarebbe deleterio per il futuro prossimo.

COSA FUNZIONA

  • Quando la squadra gira a pieno regime, è uno spettacolo.
  • Il box play si è dimostrato molto efficace
  • Il portiere è una garanzia (il vice un pò meno, ma non è certo uno scarto)
  • Bürgler, se continua così, è una scommessa vinta.
  • Il rendimento casalingo, la squadra riesce spesso ad imporsi anche nelle serate meno positive.
  • Il cammino in CHL.

COSA NON FUNZIONA

  • L’atteggiamento mostrato dalla squadra, specialmente nelle partite in trasferta.
  • Un power play che, con gli uomini a disposizione, dovrebbe essere tra i migliori di NLA.
  • Il rendimento di alcuni giocatori di spicco a corrente alterna.
  • Lo spremere troppo alcuni uomini.

NOSTRA CONCLUSIONE

Non è il momento di schiacciare il bottone “Panic”, non ancora e certamente non adesso.

Guardando alla classifica, è vero che la squadra flirta pericolosamente con la fatidica linea, tuttavia basterebbero alcune vittorie consecutive per arrivare ai piani alti; e queste vittorie sono senza ombra di dubbio nelle corde della truppa di Shedden, che ha già dimostrato a sprazzi la qualità intrinseca nella squadra.

La stagione è ancora molto lunga, ed il Lugano resta in corsa per tutti gli obiettivi stagionali cosa non proprio scontata, ed allora la nostra impressione è che, per il momento, pur comprendendo la rabbia dell’istante, alla squadra di Shedden va lasciato il giusto tempo.

Lo scorso anno, di questi tempi, il Lugano era ancora guidato da Patrick Fischer, la posizione della classifica i tifosi se la ricorderanno certamente, quindi, almeno per il momento, calma e sangue freddo.

Poi non siamo ciechi, lo abbiamo scritto ed è evidente che qualcosa va sistemato ed il più in fretta possibile, soprattutto  per evitare rincorse ai play off che costerebbero inutili energie; non crediamo inoltre nei discorsi del tipo “anche il Berna lo scorso anno…” , perché la cavalcata degli Orsi ha un qualcosa di speciale e storico che difficilmente è una favola che si può ripetere.

Deve inoltre assolutamente essere trovata una soluzione al deficitario rendimento lontano dalle mura amiche, problema che dopo gli scorsi play off sembrava “sconfitto” e che invece si è ripresentato con la nuova stagione…

Ma allo stesso tempo ne siamo certi, al momento giusto, i boys di Shedden, saranno f***ing ready!

2 COMMENTS

  1. Analisi perfetta !!!! Sarebbe da sottoporla a tutto lo staff. e giocatori compresi. Complimenti agli autori. 😀

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